Salute 15 Marzo 2024 13:46

Giornata Fiocchetto Lilla, Schillaci: “Presto nei Lea altre 16 prestazioni di assistenza ambulatoriale per il monitoraggio e la prevenzione di bulimia e anoressia”

La Presidente del Coordinamento Nazionale Disturbi dell’Alimentazione: “Urgente redigere linee guida che assicurino parità di cura in qualsiasi territorio della Penisola, individuare percorsi specifici all’interno dei Lea dedicati esclusivamente ai disturbi del comportamento alimentare, punire chi inneggia sul web ad anoressia e bulimia e sostenere i cargiver”

Giornata Fiocchetto Lilla, Schillaci: “Presto nei Lea altre 16 prestazioni di assistenza ambulatoriale per il monitoraggio e la prevenzione di bulimia e anoressia”

“Presto saranno introdotti nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) ulteriori nuove 16 prestazioni di assistenza ambulatoriale per il monitoraggio e la prevenzione di complicanze ed aggravamenti della bulimia e dell’anoressia”. Lo ha annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci in occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto lilla. Queste nuove prestazioni si aggiungeranno alle 16 già inserite con l’ultimo aggiornamento dei Lea. Per il ministro Schillaci tali misure rappresentano “una risposta efficace” ad un problema in crescita, sia in termini di numeri, che di gravità. “In Italia, secondo le più recenti stime, superano i tre milioni le persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, casi incrementati di un terzo durante la fase pandemica con un abbassamento dell’età di esordio e un aumento della gravità dei disturbi. Come emerge dai dati contenuti nel Focus sui giovani fino a 25 anni, pubblicato oggi e relativo al triennio 2019-2021, dal Sistema Emur che monitora gli accessi in pronto soccorso emerge –  evidenzia il ministro – un significativo aumento degli ingressi per disturbi dell’alimentazione: da 3.023 accessi del 2019 si passa ai 3.245 del 2021. In particolare, gli accessi riferibili alle donne sono passati dal 61,1% del 2019 al 72,7% del 2021. E c’è un numero degli accessi in crescita nelle classi di età 11-13 e 14-17″.

L’importanza della diagnosi precoce

Sempre nello stesso Focus, “il monitoraggio delle schede di dimissione ospedaliera indica l’anoressia nervosa come la diagnosi che ha visto una vera e propria impennata (dal 48,3% del 2019 al 58,7% del 2021) – aggiunge Schillaci -. Si tratta di una reale emergenza sociale e sanitaria in cui il rapporto con il cibo, con il peso e con l’immagine corporea sono la punta dell’iceberg di un fenomeno le cui cause derivano da una molteplicità di fattori sociali, psicologici e biologici. I disturbi dell’alimentazione possono colpire persone di tutte le età. E poi c’è un diffuso sommerso – ricorda il Ministro – sia perché può essere difficile individuare i primi sintomi, sia perché frequentemente chi ne è affetto tende a nascondere la sua condizione. Eppure, l’individuazione precoce e un intervento tempestivo, adeguato e personalizzato, sono fondamentali per affrontare in modo efficace questi disturbi. Determinante è anche l’adozione di un approccio multidimensionale con la collaborazione di diverse figure professionali integrate tra loro, in un percorso di équipe multidisciplinare”.

La mappatura Iss dei Centri di cura

“In questo primo anno – prosegue il ministro – abbiamo iniziato a dare risposte. Penso anche al rifinanziamento con 10 milioni di euro del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Risorse però che mi auguro siano veramente spese. Lo dico perché –  precisa – dalla relazione intermedia sulle attività e le spese sostenute e impegnate, relativa ai fondi degli anni 2022 e 2023, risultava impegnato il 59% del finanziamento e speso solo il 3%. Entro ottobre 2024 riceveremo la relazione conclusiva e la rendicontazione finanziaria e l’auspicio è che ci sia un incremento delle risorse spese”. Per il direttore della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero Salute, Francesco Vaia è necessario un impegno sinergico trafamiglia, scuola e sanità, oltre all’incremento del numero dei centri che si occupano della cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare”. Sono 135 le strutture, sparse su tutto il territorio nazionale, dedite in modo esclusivo della cura di questi disturbi. Dai dati, aggiornati a marzo 2024, della piattaforma dedicata ai centri di cura dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna) emerge che tra tutte le strutture 115 sono pubbliche, appartenenti al Servizio sanitario nazionale, e 20 afferenti al settore del privato accreditato.

Servono più Centri specialistici

La distribuzione dei centri non è omogenea sul territorio nazionale, tanto che alcune Regioni ne sono totalmente prive. “Come associazioni di pazienti vigileremo affinché i Fondi stanziati dal Governo siano adeguatamente utilizzati proprio per l’istituzione di nuovi Centri di cura specialistici, soprattutto in quei territori che ne sono totalmente privi. Il tutto per limitare, quanto più possibile, la migrazione sanitaria e per offrire una presa in carico tempestiva e adeguata”, assicura Giuseppe Rauso, Presidente Consult@noi Disturbi dell’Alimentazione.
La piattaforma dedicata ai centri di cura dei Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione subirà presto un’evoluzione: “Siamo a lavoro affinché la mappatura territoriale comprenderà anche le associazioni che si occupano di Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione  – annuncia Luisa Mastrobattista del Centro Nazionale Dipendenze dell’Istituto Superiore di Sanità -. Finora sono 70 le associazioni candidate per entrate a farne parte e stiamo valutando che abbiamo tutti i requisiti richiesti dall’Iss”.

Le proposte delle Associazioni di famiglie e pazienti

Del valore della Associazioni di famiglie e pazienti parla Maria Pia Cozzari, Presidente Coordinamento Nazionale Disturbi dell’Alimentazione sottolineando “l’importanza del contributo che queste offrono, essendo delle vere e proprie sentinelle sul territorio in grado, intercettando i reali bisogni dei pazienti, di guidare al meglio anche gli investimenti dei Fondi messi a disposizioni dal Governo. È altrettanto urgente – continua Cozzari -, sia redigere delle Linee Guida che assicurino parità di cura in qualsiasi territorio della Penisola, che individuare dei percorsi specifici all’interno dei Lea dedicati esclusivamente ai disturbi del comportamento alimentare. Ancora, serve monitorare e, conseguentemente, punire la comparsa di siti web, forum, blog che inneggiano a tali disturbi. Da definire con urgenza anche una metodologia di sostegno ai cargiver, quasi sempre donne costrette a lasciare il proprio lavoro per dedicarsi h24 al proprio figlio o figlia affetti da disturbi del comportamento alimentare, che troppo spesso – conclude la Presidente Coordinamento Nazionale Disturbi dell’Alimentazione – non ricevono le cure più adeguate”.
A concludere la giornata dedicata ai disturbi alimentarti saranno le luci lilla che, proiettate su piazze e monumenti, illumineranno le città italiane, dal nord al su della Penisola.

 

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