Salute 2 Aprile 2019 16:27

Giornata Autismo, Sogos (neuropsichiatra): «Un bambino ogni 59 è autistico. SSN non riesce a rispondere all’aumento dei casi»

“Light It up the Blue”: per la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo il mondo si tinge di blu, da Palazzo Montecitorio, all’Empire State Building di New York, fino al Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Con l’hastag #sfidAutismo19 l’organizzazione Autism Speaking sensibilizza la popolazione e raccoglie fondi

di Isabella Faggiano

«I casi di autismo sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi 10 anni: prima se ne stimava uno ogni mille persone, oggi, secondo i più recenti dati americani, uno ogni 59». È Carla Sogos, neuropsichiatra infantile, professoressa di Neuroscienze umane, all’università Sapienza di Roma a parlare ai microfoni di Sanità Informazione, in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, istituita dall’ONU nel 2007 per accendere i riflettori sull’autismo e, soprattutto, su tematiche importanti come la ricerca e l’assistenza.

L’autismo non è una malattia, piuttosto una condizione che si manifesta, in genere, entro il terzo anno di età ed è caratterizzata da deficit nell’interazione, nella comunicazione sociale e da comportamenti ripetitivi. Tutte problematiche che necessitano di un intervento precoce e continuo. Ma in Italia l’assistenza offerta è piuttosto carente: «La Sanità pubblica – dice Sogos – non riesce a rispondere a questo vertiginoso aumento di casi. I genitori riescono ad ottenere un’assistenza in convenzione per i propri figli non prima di un anno e mezzo o due dalla diagnosi. Questo si traduce in una disparità di trattamento: i servizi a cui potrà accedere un bambino con autismo saranno direttamente commisurati alle risorse economiche che avranno disposizione le singole famiglie».

LEGGI ANCHE: AUTISMO, SIMEUP: L’ASSUNZIONE DI VITAMINE IN GRAVIDANZA RIDUCE RISCHIO NEI BAMBINI CON FAMILIARITA’

Una diseguaglianza che per la professoressa Sogos potrebbe essere, se non eliminata, quanto meno addolcita da una buona organizzazione scolastica: «La scuola non può essere sostitutiva della terapia ma può rappresentare un momento importante in cui i bambini possono apprendere sia dai coetanei, che dagli insegnanti. Ed è per questo che abbiamo dedicato l’evento organizzato dall’istituto di Neuropsichiatria infantile del Dipartimento di Neuroscienze umane della Sapienza e del Policlinico di Roma – “Capire l’autismo: una scuola per la vita” – proprio al ruolo fondamentale della scuola per il trattamento dell’autismo».

Gli eventi di sensibilizzazione per la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo hanno coinvolto tutto il pianeta. Una luce blu ha illuminato i più celebri monumenti del mondo: da Palazzo Montecitorio, all’Empire State Building di New York, fino Cristo Redentore di Rio de Janeiro. “Light It up the Blue” è, infatti, lo slogan della campagna  internazionale 2019, organizzata da Autism Speaking, con l’hastag #sfidAutismo, per informare la popolazione e per raccogliere fondi destinati a finanziare i progetti di ricerca e inclusione scolastica.

Ma una giornata da sola non basta. È necessario implementare gli interventi educativi, sociali e riabilitativi, così da migliorare la sua qualità della vita. «Il deficit fondamentale dell’autismo è la disabilità sociale, l’incapacità nell’instaurare relazioni sociali. Per tale motivo – spiega la professoressa Sogos – la scuola è una palestra di vita naturale in cui il bambino, prima, e il ragazzo, poi, imparano dai loro coetanei attraverso l’imitazione, il confronto, come comportarsi».

Il modello scolastico italiano è perfetto, ma solo sulla carta «perché – sottolinea la neuropsichiatra – tutti i bambini, a prescindere dalla loro disabilità, sono inseriti nel contesto della classe. Ma non ci sono delle attenzioni esclusive per la loro condizione: le persone con autismo, ad esempio, sono sensibili ai rumori forti ed imprevedibili. Alcuni descrivono il suono della campanella come un vero e proprio dolore fisico. Anche il passaggio da un’attività all’altra o da un luogo all’altro, come dalla classe al giardino, creano stati di confusione. Di conseguenza, affinché la scuola sia un luogo davvero inclusivo bisognerebbe creare delle condizioni sia strutturali che organizzative adeguate. Superate le barriere architettoniche, bisognerebbe superare anche le barriere della comunicazione e della socializzazione».

Qualche progresso è stato fatto, ma si tratta ancora di esempi sporadici: «Esiste la scuola “autism friendly” o il cinema “autism friendly” – commenta Sogos -. O ancora, modelli di festa “silenziosa” che permettono anche ad un ragazzo autistico di partecipare senza essere bombardato da suoni troppo forti, per lui insopportabili. Ma sono tutte esperienze isolate. Eppure, creare un ambiente adatto ad un autistico gioverebbe a chiunque: ridurre i suoni eccessivi, pianificare le attività sono tutte cose che non farebbero male a nessuno. Anzi – conclude la neuropsichiatra – aiuterebbero tutti a star meglio, in un ambiente socialmente più adeguato».

Articoli correlati
Ogni anno di studio aumenta l’aspettativa di vita
Ogni anno trascorso a scuola o all’università migliora l’aspettativa di vita. Al contrario non frequentare ha tassi di mortalità pari al fumare o al bere molto. Almeno questo è quanto emerso dal primo studio sistematico che collega direttamente l’istruzione al guadagno in longevità, pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health
“Movember”: la Società Italiana di Urologia in Senato per promuovere informazione e prevenzione sui tumori maschili
La Siu ha presentato la sua campagna di informazione e sensibilizzazione sui tumori della prostata e dei testicoli. Al centro del dibattito la necessità di un cambiamento culturale nella percezione che gli uomini hanno della propria salute ma anche le difficoltà dei clinici ad agire senza una normativa specifica che ne tuteli le scelte e le azioni. Il contrappasso è il rischio di una medicina difensiva costosa e inutile.
Dall’Istituto Superiore di Sanità nuove linee guida sull’autismo
L’ISS ha pubblicato il testo completo della Linea Guida sulla diagnosi e il trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini e adolescenti che include 27 raccomandazioni e 1 indicazione di buona pratica clinica che gli esperti hanno formulato sulla base della letteratura più aggiornata e della loro esperienzanprofessionale e personale
Rientro a scuola: dai pediatri consigli per ritornare sereni tra i banchi
Mai saltare la colazione ed evitare l'uso dello smartphone prima di andare a dormire. Sono due dei principali consigli diffusi dai pediatri della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), rivolti agli oltre 8 milioni di bambini e ragazzi che tra meno di una settimana ritorneranno a scuola
Autismo: con nuovo strumento di tracciamento oculare possibili diagnosi precoci
Messo a punto uno strumento di tracciamento oculare in grado di diagnosticare l'autismo, con maggior certezza, nei bambini con appena 16 mesi mesi di vita. I risultati eccezionali sono stati pubblicati in due studi
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...
Advocacy e Associazioni

Malattia renale cronica, Vanacore (ANED): “La diagnosi precoce è un diritto: cambia la storia dei pazienti e il decorso della patologia”

Il Presidente dell’ANED: “Questa patologia, almeno agli esordi, non dà segni di sé, è subdola e silenziosa. I primi sintomi compaiono spesso quando la malattia renale ...