Salute 7 Gennaio 2020

Epilessia, causa di morte? Romeo (Fatebenefratelli Sacco): «No ad allarmismi, ma ecco cosa fare in caso di crisi»

Dopo le morti del Juice Wrld e dell’attore Cameron Boyce, il direttore del centro regionale di epilessia infantile del Fatebenefratelli Sacco di Milano fa chiarezza per evitare allarmismi: «Le crisi che durano poco non creano problemi. Ma attenzione a colori, suoni e calcoli matematici…»

di Federica Bosco

Al mondo sono 50 milioni le persone che soffrono di crisi epilettiche, e sono soprattutto i bambini ad esserne colpiti. Causate da malformazioni cerebrali, traumi, problematiche vascolari o neonatali, circa il 15% è farmaco-resistente. Ma si può morire di epilessia? A domandarselo sono in molti, in particolare dopo la morte del giovane rapper Juice Wrld e dell’attore Cameron Boyce, entrambi di 20 anni. Per il professor Antonino Romeo, direttore del centro regionale di epilessia infantile del Fatebenefratelli Sacco di Milano, che ha in carico 2mila pazienti, è importante fare chiarezza per non alimentare inutili allarmismi.

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Professore, si può morire di epilessia?

«La crisi di solito dura pochissimo e non è, di per sé, causa di morte. Mi riferisco alle crisi tonico cloniche generalizzate, le classiche crisi che se durano poco non creano problemi».

Cosa fare all’insorgere di una crisi?

«Noi raccomandiamo di mettere il paziente sul fianco, di non tentare di aprirgli la bocca, di slacciare la maglia, mettere un cuscino dietro al capo per evitare che sbatta la nuca sul pavimento, non cercare di immobilizzare gli arti, ma accompagnarlo nella sua crisi».

Ci sono novità dalla ricerca?

«Negli ultimi anni sono comparse molte molecole che ci consentono peraltro di controllare le crisi del bambino e dell’adolescente con epilessia. Poi c’è una quota di soggetti che può essere sottoposta alla chirurgia dell’epilessia: sono i bambini o  i ragazzi che hanno forme di epilessia focali, ovvero localizzate in una determinata zona, per cui si può procedere con la chirurgia».

Ci sono fattori scatenanti delle crisi epilettiche?

«C’è un gruppo di epilessie dell’adolescenza che sono scatenate dalla privazione di sonno, quindi quello che raccomandiamo è proprio un corretto stile di vita».

Quando si parla di epilessie riflesse?

«Sono epilessie abbastanza rare, che si scatenano a seguito di uno stimolo, che può essere luminoso, o qualcosa di particolare come il videogioco che può avere certi input che non sono solo legati al cambiamento di colore. Ci sono epilessie rarissime anche legate al calcolo, in seguito quindi ad un ragionamento di calcolo matematico, e poi ci sono epilessie da suoni».

Ci sono anche sostanze che possono scatenare una crisi epilettica?

«Certamente un abuso di droghe può essere un altro fattore scatenante».

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