Salute 13 maggio 2015

Ebola, è iniziata la battaglia del “paziente 2”

In 100 tra medici e scienziati per curare l’infermiere contagiato            

Immagine articolo

Febbrile, lucido e collaborante. Nel primo bollettino clinico emesso dallo “Spallanzani” l’infettivologo Emanuele Nicastri parla in questi termini dell’infermiere sardo 37enne contagiato dall’Ebola in Sierra Leone.

” width=”640″ height=”360″ frameborder=”0″ allowfullscreen>

Trasportato a Roma con un C130 della 46^ Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare, nella notte tra martedì e mercoledì dall’ospedale di Sassari, dove si era ricoverato domenica all’insorgere dei primi sintomi, è stato dichiarato in “condizioni non critiche” a poche ore dalla presa in carico presso l’Istituto capitolino, dove era stato già curato il medico siciliano, sempre di Emergency, Fabrizio Pulvirenti. Il prossimo aggiornamento sarà diramato nelle prossime 24 ore. Nel frattempo si procede con prudenza e cercando di tutelare la privacy del “paziente 2” e della sua famiglia.

LA BATTAGLIA PER SALVARLO –  Qualche dettaglio in più sulla cura. I medici hanno riferito che  “il paziente è trattato con farmaco antivirale specifico non registrato in Italia ma autorizzato con ordinanza da Aifa su indicazione del ministero della Salute”.  Riguardo la possibilità che venga utilizzato il plasma di Pulvirenti, il direttore scientifico dello “Spallanzani” Giuseppe Ippolito ha ricordato che esiste “un protocollo internazionale da seguire e che bisognerà valutare prima tutte le unità disponibili in Europa. È stato già contattato il Centro Nazionale Sangue – ha aggiunto –  e stiamo valutando tutte le opzioni terapeutiche, in accordo con il centro di coordinamento dell’Oms”.

PAURA CONTAGIO – Oltre alle condizioni dell’infermiere, a preoccupare è anche il rischio di contagio. In tal senso Ippolito è stato però netto: “Il rischio di contagio è trascurabile, il personale che ha preso in carico il paziente è altamente specializzato e attrezzato. Ad ogni modo il dottor Guerra, direttore generale della Prevenzione, sta portando avanti una serie di controlli ad hoc”. Considerando l’emergenza, ci si chiede però anche se il personale dell’ospedale di Sassari potesse contare su un’adeguata preparazione. “In tutto il Paese c’è una rete con un sistema di preparazione dove tutti  gli operatori sanitari sono formati a gestire l’emergenza: speriamo e contiamo che non ci siamo persone esposte”.

IL RUOLO CHIAVE DELLA FORMAZIONE – A maggior ragione, viene dunque rimarcata l’importanza della formazione degli operatori sanitari esposti in prima persona: “La formazione è fondamentale – ribadisce Ippolito – ma serve un investimento per mantenere una rete di malattie infettive che non può essere in attivo, come qualcuno erroneamente pensa, ma che può essere, per fare un esempio,  come i vigili del fuoco per mantenere e garantire la sicurezza”. Nel frattempo all’Istituto di ricerca nzionale per le malattie infettive è cominciata la battaglia per battere nuovamente il virus. Insieme agli scienziati ed i tecnici di laboratorio, sono già al lavoro medici e infermieri, sotto il coordinamento del dottor Russo.

EMERGENCY – Nella conferenza stampa a cui hanno partecipato anche direttore dell’Unità Crisi Spallanzani, Nicola Petrosillo e Manfredo Di Stefano, vice capo servizio dell’Aeronautica Militare, che ha curato il trasporto da Sassari in biocontenimento, ha partecipato anche Emergency con Rossella Miccio. La coordinatrice dell’Ufficio umanitario dell’associazione ha condiviso con l’infermiere contagiato proprio l’ultima esperienza in Sierra Leone, e anche ieri sera ha avuto modo di sentirlo telefonicamente sia appena ha avvertito i primi sintomi che alla vigilia del trasferimento: “Sapere che siamo tutti qui e gli siamo vicini è per lui una marcia in più per superare questo momento. Mi è sembrato sereno, è una persona solida. C’è ovviamente preoccupazione, ma abbiamo fiducia: noi, lui e la sua famiglia”. Riguardo come possa essere avvenuto il contagio, Rossella Miccio ci va con i piedi di piombo:  “Non sappiamo come possa essere avvenuto, abbiamo seguito le procedure di sicurezza, che vengono costantemente aggiornate, ed ora stiamo cercando di capire cosa sia accaduto. È chiaro errori si possono commettere”.

L’ESPERIENZA PULVIRENTI – Vicinanza all’infermiere e alla sua famiglia, l’esprime anche Fabrizio Pulvirenti. Proprio il suo plasma potrebbe salvare l’infermiere sardo (ma, come già anticipato, non è detto), e nel frattempo lo sprona “a continuare a lottare ed avere fiducia nella professionalità e nella competenza dei medici dello Spallanzani: è in ottime mani”.

Articoli correlati
Febbre del Nilo, boom casi in Europa: sono 975. Italia paese con maggior numero di infezioni
Lo rileva bollettino Ecdc. Casi complessivi aumentati di 3,4 volte rispetto al 2017. Vittime per lo più pazienti affetti da altre patologie: in Serbia e Grecia più decessi
Vacanze esotiche e rischi per la salute: malaria e diarrea infettiva le patologie più diffuse, ecco rischi e precauzioni
Roberto Cauda (Gemelli): «Il vaccino rappresenta l’unico modo per poter contrastare delle malattie per le quali non esiste un’efficace terapia. Ma non sempre è necessario: prima di partire consultare i centri di medicina del viaggiatore»
di Isabella Faggiano
Dalla Chikungunya alla Dengue, tornano le malattie infettive. Ricciardi (ISS): «Siamo preoccupati…»
Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: «Stiamo monitorando anche un virus legato ai pipistrelli in Oriente. Popolazione senza vaccinazione più vulnerabile»
SIMIT su HIV, appello alle istituzioni: «Dobbiamo lottare contro il negazionismo. Ministero e ordini intervengano»
In merito al recente caso di cronaca dell’untore di Ancona e alle relative successive affermazioni, il professor Massimo Galli, Presidente SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, interviene sull’argomento. LEGGI ANCHE: UNTORE HIV ANCONA, LO PSICHIATRA: «FORSE MECCANISMO DI NEGAZIONE DELLA MALATTIA, MA NON PSICHIATRIZZIAMO TUTTO È tempo di intervenire «La recente vicenda dell’autotrasportatore di Ancona HIV […]
Bollettino Ebola, in Congo già registrati 27 morti e 58 casi
Esattamente 20 giorni fa, il Ministro della Salute della Repubblica Democratica del Congo ha dichiarato il ritorno di ebola. Per la nona volta negli ultimi 40 anni, il Paese è costretto ad affrontare nuovamente un’emergenza che già conta decine di morti. L’ultimo bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato lo scorso 23 maggio, riporta i numeri […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

E-fattura, Marino (OMCeO Roma): «Dal 2019 cambia tutto, professionisti sanitari si attivino o rischio sanzioni»

«Per attivare la procedura occorre il ‘sistema d’interscambio’: ecco come funziona» così Emanuela Marino dell’Ufficio relazioni con il pubblico dell’OMCeO Roma parla delle novità in mate...
Salute

Endometriosi, arriva nuovo Ddl: 25 milioni per la ricerca e bonus malattia. Sileri (Comm. Sanità): «Prevenzione e tutela contro patologia subdola»

Per contrastare il ritardo nella diagnosi il disegno di legge presentato al Senato prevede corsi di formazione per ginecologi e medici di famiglia e una Giornata nazionale per parlare della malattia. ...
Salute

Liste d’attesa, Aceti (Cittadinanzattiva): «Prima voce di segnalazione per malcontento cittadini. Ecco cosa cambia con Piano Nazionale»

«50 milioni per abbattimento e interventi regionali. Ridiamo le gambe al SSN per tornare in piedi» Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva
di Giovanni Cedrone e Serena Santi