Salute 5 Novembre 2021 15:22

Desloratadina, un farmaco di elezione per tutte le forme di rinite allergica

Gli antistaminici di seconda generazione (dotati di minore effetto sedativo), classe farmacologica a cui appartiene la desloratadina, come opzione di scelta nella terapia a partire dalle forme di rinite allergica lieve-intermittente: le indicazioni nell’ultimo aggiornamento delle linee guida ARIA 2019

Desloratadina, un farmaco di elezione per tutte le forme di rinite allergica

Un cambiamento nelle strategie di gestione della malattia e nuovi approcci per la cura integrata: sono questi gli strumenti per affrontare il peso sociale e i costi economici sempre più impegnativi delle malattie allergiche, secondo quanto stabilito dall’ultimo meeting del progetto Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma (ARIA), tenutosi a Parigi nel 2018.

La situazione del nostro Paese è sotto gli occhi di tutti. Le cifre epidemiologiche parlano di una prevalenza della rinite allergica del 15-20% della popolazione generale, con valori ancora più elevati tra gli adolescenti e i giovani adulti, e soprattutto con una tendenza all’aumento che secondo alcuni studi porterà la quota dei soggetti affetti a circa un terzo della popolazione generale. Si stima inoltre una prevalenza attuale del 10% per l’asma e di circa l’1% di asma grave (classificazione ERS/ATS) [1].

Secondo le indicazioni del progetto ARIA, la rinite allergica viene classificata sia base alla durata dei sintomi in intermittente (<4 giorni/settimana e 4 settimane) o persistente (>4 giorni/settimana e 4 settimane), sia in base alla loro gravità in moderata-grave (con alterazioni del sonno, limitazioni delle attività quotidiane, riduzione delle prestazioni lavorative/scolastiche e sintomi gravi) oppure lieve (con sintomi che non influiscono negativamente sulla qualità di vita del soggetto) [2].
Per quanto riguarda il trattamento della rinite allergica, la terapia si basa su tre pilastri: profilassi ambientale, terapia medica e immunoterapia specifica (desensibilizzazione). Per la terapia medica, in particolare, le classi di farmaci utilizzati sono gli antistaminici (sistemici o topici) i glucorticoidi nasali e i cromoni [2].

Una svolta fondamentale nella terapia è stato lo sviluppo di antistaminici di seconda generazione, dotati di minor effetto sedativo, un problema che affliggeva le molecole di prima generazione [2]. Questi farmaci ora sono raccomandati dalle linee guida del progetto ARIA per tutte le forme di malattia (lieve intermittente; moderata-grave intermittente; lieve-persistente; moderata-grave persistente [1]) e sono efficaci soprattutto su rinorrea, starnuti e prurito. Per una maggiore efficacia
anche sulla congestione nasale, gli antistaminici di seconda generazione vendono solitamente assunti in combinazione con glucorticoidi nasali [2].

Tra i farmaci antistaminici di seconda generazione spicca desloratadina, antagonista non sedativo dell’istamina, a lunga durata d’azione e con attività antagonista selettiva per i recettori H1 periferici. Il farmaco è indicato negli adulti e negli adolescenti a partire dai 12 anni di età per l’alleviamento dei sintomi associati a rinite allergica e orticaria.

Il profilo di efficacia è stato verificato su pazienti con rinite allergica, che hanno mostrato un miglioramento delle condizioni cliniche in termini di attenuazione di starnuti, secrezione e prurito nasale, lacrimazione arrossamento oculare e prurito al palato, con un soddisfacente controllo dei sintomi per 24 ore. Per quanto riguarda la sicurezza, in uno studio clinico che prevedeva dosi ripetute fino a 14 giorni e con dosi giornaliere fino a 20 mg di desloratadina, non sono emersi effetti cardiovascolari significativi. In un secondo studio, dosi di 45 mg/die, cioè nove volte superiori alla dose terapeutica, i tracciati elettrocardiografici dei soggetti coinvolti non hanno mostrato alcun prolungamento del tratto QTc.

 

Bibliografia
1. Passalacqua G et al. ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma) 2019. Percorsi di cura per la rinite allergica –
ITALIA
2. Lamacchia D, Canonica GW. Le malattie allergiche delle vie aeree. Rivista Società Italiana di Medicina Generale n. 1
• vol. 27 • 2020
3. Aerius -RCP

Articoli correlati
Il problema dell’aderenza terapeutica nella rinite allergica
Tra i soggetti con questa condizione è frequente l’uso dei farmaci al bisogno invece dell’uso regolare raccomandato. Le difficoltà di compliance possono essere superate con una formulazione semplice, come mometasone furoato spray nasale, e un’adeguata educazione dei pazienti
Rinite allergica: quando la monoterapia non basta
Il trattamento con mometasone furoato spray nasale è indicato nel trattamento di questo disturbo in adulti e bambini con più di tre anni di età, anche in associazione con un antistaminico
Antistaminici nella rinite allergica: evitare gli effetti collaterali, aumentare l’aderenza
Le molecole di seconda generazione come desloratadina limitano fortemente la sedazione
Una soluzione alle allergie primaverili ed estive? Ecco le proposte ‘alternative’
Il periodo primaverile ed estivo risulta essere la fase dell’anno in cui la maggior parte delle persone si rivolge alle terapie della medicina alternativa e non convenzionale per far fronte alle allergie stagionali. Irrigazioni nasali con soluzione salina, agopuntura, probiotici, miele e farfaraccio: ecco tutte le cure ‘non convenzionali’ per le allergie che affliggono migliaia di […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 27 giugno, sono 543.612.507 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.329.069 i decessi. Ad oggi, oltre 11,65 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali