Salute 5 Maggio 2023 16:51

Demenza: test semplici e low cost prevedono il rischio anni in anticpo

Test della forza muscolare e della mobilità, semplici e poco costosi, possono predire il rischio di demenza anni prima che si manifestino i sintomi. Lo ha decretato uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Edith Cowan, in Australia, dopo aver esaminato i dati di oltre 1000 donne con un’età media di 75 anni

Demenza: test semplici e low cost prevedono il rischio anni in anticpo

Test della forza muscolare e della mobilità, semplici e poco costosi, possono predire il rischio di demenza anni prima che si manifestino i sintomi. Lo ha decretato uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Edith Cowan, in Australia, dopo aver esaminato i dati di oltre 1000 donne con un’età media di 75 anni. Gli studiosi hanno misurato nelle partecipanti la forza di presa e il tempo impiegato per alzarsi da una sedia, camminare tre metri, girarsi e sedersi di nuovo (noto come test timed-up-and-go -TUG). I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Cachexia Sarcopenia and Muscle. Le donne hanno poi ripetuto il test dopo cinque anni per monitorare eventuali perdite di prestazioni.

Una «presa» più debole è associata a un rischio raddoppiato di demenza

Nel decennio e mezzo successivo, quasi il 17% delle donne coinvolte nello studio ha presentato un «evento di demenza», definito come un ricovero ospedaliero o la morte correlata alla demenza. Gli scienziati hanno scoperto che la forza di presa e la lentezza nel test TUG possono essere significativi fattori di rischio per la demenza, indipendentemente dal rischio associato a genetica, fumo, consumo di alcol e livelli di attività fisica. Coloro che avevano la forza di presa più debole nello studio avevano più del doppio di probabilità di avere un evento di demenza tardiva rispetto alle persone più forti. Quelli più lenti nel test TUG avevano anche più del doppio delle probabilità di sperimentare la demenza rispetto a quelli più veloci. Secondo gli scienziati, la forza di presa può essere facilmente misurata utilizzando un dispositivo portatile noto come dinamometro, e rappresenterebbe una misura della salute del cervello a causa della sovrapposizione tra declino cognitivo e motorio.

Persone a rischio potrebbero beneficiare di programmi di prevenzione

«Sia il test di forza di presa che il test TUG non vengono comunemente eseguiti nella pratica clinica, ma entrambi sono strumenti di screening economici e semplici», ha dichiarato il coautore dello studio, Marc Sim, in una dichiarazione. I nuovi risultati, dicono gli esperti, potrebbero aiutare i professionisti sanitari a identificare il rischio di demenza nei pazienti in modo più tempestivo. «L’incorporazione di test di funzione muscolare come parte dello screening per la demenza potrebbe essere utile per identificare individui ad alto rischio, che potrebbero poi beneficiare di programmi di prevenzione primaria finalizzati a prevenire l’insorgenza della malattia, come una dieta sana e uno stile di vita fisicamente attivo», ha aggiunto Sim. Gli scienziati sospettano che la forza di presa possa anche presentarsi come una misura di malattie cardiache, infiammazione e fragilità, che sono noti fattori di rischio per la demenza.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Alzheimer: alcuni errori di «navigazione» sono «spie» precoci della malattia
Le persone con malattia di Alzheimer in fase iniziale hanno difficoltà a girarsi quando camminano. Questo potrebbe essere uno dei segni precoci individuato dagli scienziati dell’University College di Londra in uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology, che si avvalso della realtà virtuale
Stare troppo tempo seduti è il «nuovo fumo». Più di 10 ore al dì sul divano aumentano il rischio di demenza
Sia che si guardi la tv sul divano o che si guidi l'automobile, magari per lavoro, stare più di 10 ore al giorno seduti aumenta il rischio di sviluppare la demenza. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista JAMA
Alti livelli di inquinamento peggiorano la salute mentale delle persone con demenza
I ricercatori del King's College di Londra hanno scoperto che l'esposizione all'inquinamento atmosferico è associata a un aumento dell'uso dei servizi di salute mentale da parte delle persone con demenza
L’apnea nel sonno peggiora la salute del cervello: la ricerca
Dormire bene è fondamentale per la salute del cervello. L’apnea del sonno può infatti aumentare il rischio di ictus, di malattia di Alzheimer e di declino cognitivo. A lanciare l'allarme è una nuova ricerca della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, pubblicata su Neurology, la rivista medica dell’American Academy of Neurology
Calciatori professionisti più a rischio demenza e Alzheimer. «Salvi» invece i portieri…
Giocare a calcio ad alti livelli aumenta di una volta e mezza il rischio di sviluppare la demenza. Ma questo non vale per i portieri. A dimostrarlo è stato uno studio condotto in Svezia dal Karolinska Institute, pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...
Advocacy e Associazioni

Malattia renale cronica, Vanacore (ANED): “La diagnosi precoce è un diritto: cambia la storia dei pazienti e il decorso della patologia”

Il Presidente dell’ANED: “Questa patologia, almeno agli esordi, non dà segni di sé, è subdola e silenziosa. I primi sintomi compaiono spesso quando la malattia renale ...