Salute 11 Dicembre 2019 11:25

Cronicità, sette pazienti su dieci bocciano presa in carico e accesso alle cure. Aurilio (PreSa): «Offrire servizi mirati oltre a tutele economiche»

In occasione della consegna dei premi PreSa, presentata l’indagine conoscitiva “I Bisogni dei pazienti cronici”: il 60% promuove informazione e tempo dedicato dal professionista ma boccia la programmazione degli esami. Mennini (CEIS-EEHTA): «Ritardo nella presa in carico fa alzare spesa per sistema sanitario e previdenziale»

Non solo aiuti economici ai disabili e alle loro famiglie, ma anche forme di assistenza con servizi mirati erogati dagli enti previdenziali e assistenziali. È una delle idee che emersa al convegno “Dalla parte dei fragili: il ruolo del paziente tra Assistenza, Innovazione Terapeutica e Welfare” che si è svolto a Roma a Palazzo Wedekind. E chissà che le richieste provenienti dal convegno non trovino eco nei palazzi della politica e si tramutino in qualcosa di concreto per gli oltre 3 milioni di disabili italiani, magari in fase di approvazione di Legge di Bilancio.

Il convegno è stata l’occasione per la presentazione dell’indagine conoscitiva “I Bisogni dei pazienti cronici”, condotta dal CEIS-EEHTA (Economic Evaluation and HTA) della Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata in collaborazione con AISM, AIGD e altre associazioni di pazienti. I dati, se da un lato premiano il lavoro degli operatori sanitari, bocciano il sistema.

Più del 60% degli intervistati reputa congruo, e valuta positivamente, il tempo che lo specialista di riferimento per la sua patologia dedica al confronto durante le visite. Ancora, circa il 60% ritiene di essere stato informato correttamente rispetto alla sua patologia, ai trattamenti ed al decorso.

Dall’altra parte, quale contraltare, emerge il problema dell’accesso e della presa in carico precoce, accompagnati da una considerazione negativa in merito alla programmazione degli esami. Nello specifico la presa in carico, da parte del Servizio sanitario, viene considerata negativamente da circa il 70% degli intervistati, così come il coinvolgimento del paziente per quanto attiene la programmazione degli esami (oltre il 60%).

LEGGI ANCHE: POCA PREVENZIONE E MOLTE DISEGUAGLIANZE, CITTADINANZATTIVA LANCIA L’ALLARME SULLA CURA DELLE MALATTIE CRONICHE

«Questi dati evidenziano un problema importante dal punto di vista della salute dei cittadini, perché ritardare una diagnosi vuol dire rischiare che il paziente peggiori il suo stato di salute e quindi venga preso in carico in ritardo» spiega a Sanità Informazione il professor Francesco Saverio Mennini, CEIS – EEHTA. «Ma non solo: se viene preso in carico in ritardo e non si dà un accesso immediato ai trattamenti efficaci e innovativi a sua volta si genera un ritardo in termini di peggioramento dello stato di salute. Questo inoltre genera anche un impatto negativo in termini di costi sia per il sistema sanitario perché dovrà trattare pazienti con uno stato di salute molto peggiore rispetto a quelli che vengono trattati in maniera precoce: i pazienti vedranno innalzarsi il loro livello di disabilità e ciò li rende anche leggibili alle prestazioni dell’Inps e quindi oltre alla spesa sanitaria cresce anche la spesa previdenziale, sociale e quella out of pocket».

In platea presenti anche esponenti del mondo politico e sanitario tra cui il Vice Ministro alla Salute Pierpaolo Sileri, la deputata del M5S Celeste D’Arrando, il deputato della Lega Claudio Durigon, il Presidente dell’INAIL Franco Bettoni che hanno assistito alla consegna dei premi PreSa 2019. Grande emozione per le parole di Antonio Tessitore, malato di Sla e autore dei libri “Il mio corpo parla” e “La mia vita senza parole”: ha parlato con l’ausilio di un dispositivo che manovra attraverso il movimento degli occhi e ha conquistato la platea per la sua tenacia e il suo impegno nonostante la grave disabilità che lo ha colpito. Tra i premiati anche il giornalista Gian Antonio Stella, Gianluca Nicoletti, giornalista e presidente di Insettòpia Onlus e padre di Tommy, ragazzo autistico, la dermatologa Gabriella Fabbrocini, la Fondazione Alberto Sordi, per il sostegno alla ricerca.

«Vogliamo riportare sulla scena nazionale le esigenze dei pazienti fragili – spiega Marco Trabucco Aurilio, Coordinatore PreSa – Prevenzione e Salute -. Sono oltre 3 milioni e 100mila persone quelle che convivono con una situazione di disabilità. Dalla ricerca è emerso il tema della diagnosi e della presa in carico precoce: per alcune patologie come ad esempio le malattie rare una diagnosi precoce può significare anche un discrimine tra la vita e la morte. Oggi lanciamo una proposta: quella di integrare le tutele assistenziali, le invalidità, non solo con un beneficio di tipo economico ma anche con servizi mirati non solo al paziente e al disabile ma anche alle famiglie e ai caregivers».

Articoli correlati
Educatore professionale a scuola, Riposati (CdAn): «La vera inclusione comincia tra i banchi»
Il presidente della CdA nazionale degli educatori professionali: «Serve una legge ad hoc per chi opera in ambito scolastico. C’è troppa confusione di ruoli e formazione»
di Isabella Faggiano
Deficit intellettivo, dalla realtà virtuale la chiave per il recupero delle abilità esecutive
Lo studio preliminare condotto dall’Università Federico II ha evidenziato l’importanza di ripensare i percorsi riabilitativi nell’ottica di una maggiore funzionalità
Caregiver, FISH e FAND incontrano ministra Erika Stefani: «Presto tavolo tecnico per sbloccare Ddl fermo in Senato»
«Occorre agire oltre che a livello economico, soprattutto a livello previdenziale ed assistenziale, in modo da garantire ai caregiver, di accedere ad un percorso pensionistico agevolato» sottolineano i presidenti Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano
“Sirio e i tetrabondi”, il racconto social di un percorso rivoluzionario verso l’autonomia e la felicità
Sirio è un bambino di 7 anni tetraplegico. La sua mamma, Valentina, da due anni ha deciso di condividere la quotidianità della sua famiglia, sconvolta da una disabilità gravissima, sui social con un racconto ironico e provocatorio. Ora sogna di istituire una Fondazione
di Isabella Faggiano
Sport e salute, così Special Olympics si prende cura degli atleti con disabilità intellettiva. E il Covid non ferma le attività di screening
L’associazione, fondata nel 1968 da Eunice Kennedy Shrive, conta in Italia 18mila atleti e 8mila volontari. Alla base non c’è l’agonismo ma una filosofia educativa. La responsabile Area Salute Alice Volpini: «Con gli screening online seguiamo l’atleta non solo nel suo percorso sportivo ma anche nel suo percorso di salute»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 23 settembre, sono 230.090.110 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.719.197 i decessi. Ad oggi, oltre 5,99 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Salute

Pericarditi e miocarditi dopo il vaccino, Perrone Filardi (SIC): «Casi rari e mai gravi»

Dopo i casi della pallavolista Marcon e del calciatore Obiang colpiti da pericardite e miocardite, la parola al professor Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società Italiana di C...
di Federica Bosco