Salute 10 Marzo 2020 11:16

Coronavirus: quando finirà la crescita esponenziale dei contagi? Ecco cosa dicono i numeri

Su internet gli esperti discutono di grafici: la situazione italiana vicina al modello cinese. Intervista ad Enzo Marinari (Sapienza) e Guido Caldarelli (IMT School for Advanced Studies)

di Tommaso Caldarelli
Coronavirus: quando finirà la crescita esponenziale dei contagi? Ecco cosa dicono i numeri

«In questo momento, guardando i dati, si deduce che R0 sia ad un tasso stimabile intorno al 2,4%; ovvero ogni paziente infetto è nelle condizioni di contagiare circa 2,4 persone»: lo ha detto il professor Enzo Marinari, docente di Fisica Teorica all’università La Sapienza di Roma, intervistato qualche giorno fa da Petrolio, il programma di approfondimento di Rai 3. Intervento culmine, questo, di una serie di articoli, contributi e statistiche apparsi sul web nelle ultime settimane che provavano a ragionare sul fenomeno Coronavirus dati alla mano e grafici su carta. Il tentativo di ridurre a grandezze calcolabili alcuni fenomeni complessi e ad alta variabilità è il campo di indagine prediletto di questa branca della fisica, particolarmente interrogata in questi giorni difficili.

I dati sembrano parlare in maniera netta: trasferendo su un grafico cartesiano i numeri del contagio in Italia, la curva seguirebbe un andamento esponenziale, con un tasso di raddoppio piuttosto importante. Dopo dibattiti affini e complessi sui social network, le danze erano state aperte lo scorso 2 marzo da Giuseppe De Nicolao, professore all’Università di Pavia, con un articolo molto diffuso sul blog “Learning from data”; in seguito il professor Marinari dell’università di Roma, assieme al professor Enrico Bucci della Temple University di Philadelphia con il contributo di Giorgio Parisi, presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, hanno rilasciato in breve tempo il paper “Considerazioni sull’evoluzione in corso dell’epidemia da nuovo coronavirus SARS-nCOV-2 in Italia”: «È evidente che in Nord Italia è in questo momento in pieno sviluppo una epidemia nella sua iniziale fase di crescita esponenziale – si legge nel paper -. Crescita sulla quale non si riflettono ancora gli effetti delle misure di contenimento messe in atto la cui efficacia potrà essere valutata non prima di una settimana, dati i tempi di incubazione e di sviluppo della carica virale nei soggetti di nuova infezione».

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Il professor Marinari

Sanità Informazione ha potuto discorrere a proposito di questi dati proprio con il professor Enzo Marinari dell’università di Roma, e con Guido Caldarelli, professore di Fisica Teorica presso l’IMT School for Advanced Studies a Lucca, in una Skype call avvenuta nel pomeriggio del 9 marzo. «Noi ci siamo trovati in un momento particolare per il Paese e da allora le cose, come si sa, sono cambiate di continuo – ha spiegato il professor Marinari -. Solo pochi giorni fa c’era chi diceva che in fondo l’emergenza non era tale. Noi teniamo sotto controllo i dati da settimane e a un certo punto ci siamo resi conto che il pattern tra i dati sembrava segnalare una curva di tipo cinese. Abbiamo pensato che quel che vedevamo fra i dati non potevamo tenerlo per noi, avevamo questi numeri e li abbiamo pubblicati perché ci sembravano importanti» ha spiegato Marinari.

«Aggiungerei – ha aggiunto Caldarelli – che fare un’analisi dei dati non significa estrapolarne un modello. Qui non parliamo di fenomeni fisici, parliamo invece di fenomeni sociali. Ad esempio è noto che le persone alla paura possono reagire molto male (è il caso dei treni a Milano) o molto bene, in maniera civile e ordinata. Quindi quel che fa la differenza è che la notizia di un fit di dati è in grado di modellare la reazione e dunque cambiare l’approccio al fit stesso».

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Il professor Caldarelli

«Certamente queste sono analisi che riguardano il passato – ha aggiunto Marinari – e per il futuro entrano in gioco tanti fattori e grandi fluttuazioni. Il comportamento che i dati avranno in futuro dipenderà dalle scelte che faremo e da altri fattori di cambiamento: ad esempio da un certo momento in poi è mutata la formula di somministrazione dei tamponi, il che ha già cambiato l’analisi. D’altro canto io mi aspetto che il Sistema sanitario nazionale andrà a saturazione e quindi vedremo calare il numero dei ricoveri, il che non significherà necessariamente che il numero dei contagi sia calato. Presi i dati, insomma, per interpretarli c’è da fare un lavoro importante: in questo momento si può dire che c’è un pattern di raddoppio dei contagi sui valori di cui abbiamo discusso (2,4 persone), e che per ora il grafico somiglia al trend cinese. Ma la Cina, quando era al nostro livello di contagio, aveva già preso delle misure di contenimento draconiane importanti, avevano già scelto per un livello drammatico di chiusura del Paese (verso il quale si sta dirigendo anche il governo italiano, considerato il Dpcm che nel frattempo è stato adottato, ndr). D’altro canto noi stiamo facendo molto, ma molto di più di quel che sta approntando, per esempio, la Francia».

«L’andamento che abbiamo misurato – aggiunge Caldarelli – rappresenta un po’ la storia del recente passato, è il tracciato che ci ha portato fino a qui, sta a noi far sì che non diventi il nostro futuro. Un incremento esponenziale per sua natura non è infinito, a un certo punto deve interrompersi per saturazione dei casi raggiungibili, dei contagiabili per così dire. Per sapere però quanto manchi al punto di flessione del grafico è presto: è ragionevole aspettare circa 15 giorni dall’innesco delle prime forti misure di contenimento».

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