Salute 11 Marzo 2020 08:39

Coronavirus, la Società Italiana di Riproduzione Umana: «Sospendere per un mese le prestazioni di fecondazione assistita»

«È compito di tutti gli operatori della salute riproduttiva svolgere attività di prevenzione e di informazione, per prevenire e ridurre la possibile trasmissione del virus»

«La Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), in considerazione dell’emergenza in merito al COVID-19 e nel condividere le indicazioni provenienti dal Governo e dalla comunità scientifica dirette al contenimento dell’infezione, ritiene che sia priorità assoluta garantire la sicurezza e la salute delle persone e in particolare delle donne e dei nascituri». Così la SIRU in una nota.

«Per affrontare la situazione di emergenza – prosegue -, la Società di riproduzione umana maggiormente rappresentativa degli operatori di procreazione medicalmente assistita ha stilato un position paper relativo alle prestazioni sanitarie di PMA. La SIRU, si legge nel documento, ritiene opportuno concludere le procedure ad oggi iniziate, invitando e suggerendo alle pazienti di rinviare di almeno di un mese l’effettuazione delle prestazioni».

«È inoltre compito di tutti gli operatori del settore impegnati a tutela della salute riproduttiva nonché nell’ambito della riproduzione medicalmente assistita svolgere una forte attività di prevenzione e di informazione, funzionale a prevenire e ridurre la possibile trasmissione del virus e ad aumentare la consapevolezza necessaria a prendere decisioni sicure».

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS, CARTABELLOTTA (GIMBE): «LOMBARDIA COME WUHAN. STATE A CASA PERCHÈ SUD NON PUO’ REGGERE UNO TSUNAMI SIMILE»

«Quale società scientifica – si legge nella nota –  riteniamo indispensabile che siano messe in campo tutte le procedure dirette al contenimento dell’infezione così come già indicate ampiamente nei diversi provvedimenti del Governo, dall’Istituto Superiore della Sanità e da altre istituzioni competenti in materia di sanità pubblica a protezione degli operatori e soprattutto delle coppie. Tuttavia, ciò potrebbe non bastare considerando l’evoluzione rapida del virus su tutto il territorio nazionale e le difficoltà che gli stessi operatori potrebbero avere nel verificare la sussistenza del virus poiché le persone potrebbero essere asintomatiche o perché non consapevoli di aver avuto contatti che possano definirsi a rischio. A tale riguardo, si sottolinea che già alcune Regioni hanno consigliato la sospensione delle attività ambulatoriali sempre al fine del contenimento delle infezioni».

«Al momento – sottolinea la SIRU – non esistono evidenze scientifiche che indicano rischi correlati alle procedure, e i dati a disposizione, seppur limitati, sono confortanti. Il Centro Nazionale Trapianti ha diramato una nota il 3 marzo scorso in merito alle cautele da adottare. Nella nota si specificava che in caso di fecondazione omologa, in presenza di manifestazioni di sintomatologia in atto dovrebbero essere sospese le prestazioni; per le prestazioni che prevedono la donazione dei gameti e in particolare per gameti provenienti da paesi esteri, occorre controllare la positività del donatore. In tal senso, sembra opportuna una sospensione fino al 3 aprile come indicato dai provvedimenti, salvo ulteriori determinazioni sul contenimento da parte del governo o delle singole regioni».

«Allo stesso tempo, sarebbe utile che dalle istituzioni competenti arrivassero disposizioni omogenee per consentire agli operatori di svolgere adeguatamente il proprio compito. L’impegno di tutti secondo un principio di responsabilità e solidarietà nazionale può in questo momento creare le condizioni per poi poter rispondere adeguatamente al desiderio di avere un figlio prima possibile».

«Si tratta ovviamente di decisioni rilevanti dal punto di vista gestionale ed economico – conclude la SIRU -, ma in questa fase occorre che ognuno dia un contributo per poter ritornare alla normalità in tempi brevi.

LEGGI IL POSITION PAPER SUL SITO DELLA SIRU www.pmaumanizzata.com

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo
Al 24 giugno, sono 542.130.868 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.326.038 i decessi. Ad oggi, oltre 11,63 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I casi in Italia Il bollettino di oggi (24 giugno): Ad oggi in Italia il totale delle persone […]
SARS-CoV-2, Clerici (Uni Milano): «Evolve in modo non favorevole. Vaccino unica arma che abbiamo»
Una ricerca dell’IRCCS Eugenio Medea e dell’Università degli Studi di Milano ha preso in esame più di 800 mila sequenze di SARS-CoV-2
di Federica Bosco
Varianti coronavirus, l’immunologo Abrignani: «Già al lavoro per nuovi vaccini»
Presentato il Consorzio italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus Sars-CoV-2. Il direttore dell’Istituto nazionale di genetica molecolare del Policlinico di Milano: «La sorveglianza epidemiologica continua dei genomi circolanti nel territorio è fondamentale»
di Federica Bosco
Così Israele guida la corsa alla somministrazione dei vaccini anti Covid-19
Luci e ombre della campagna vaccinale a Tel Aviv: «Ma le scorte si stanno esaurendo»
di Tommaso Caldarelli
Variante inglese, i test rapidi possono riconoscerla?
Alcune domande al Professor Luigi Toma, Infettivologo dell'IFO Regina Elena di Roma, sulla cosiddetta “variante inglese” del SARS-CoV-2
di Vanessa Seffer
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 24 giugno, sono 542.130.868 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.326.038 i decessi. Ad oggi, oltre 11,63 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali