Salute 30 Luglio 2020

Coronavirus, Gimbe: «In 7 giorni +23% nuovi casi. Stop a posizioni estreme che disorientano cittadini»

Nell’ultima settimana +328 nuovi casi, +361 “attualmente positivi” e, per la prima volta dopo mesi salgono i ricoverati con sintomi (+17). Dei 12.609 attualmente positivi il 53% è in Lombardia, il 37,4% tra Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Veneto, Campania e Toscana e il 9,6% nelle altre regioni. I dati della Fondazione Gimbe

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Il monitoraggio della Fondazione GIMBE sul coronavirus rileva nella settimana 22-28 luglio, rispetto alla precedente, un incremento del 23,3% dei nuovi casi (1.736 vs 1.408) a fronte di un lieve aumento del numero di tamponi diagnostici. Negli ospedali, i pazienti in terapia intensiva diminuiscono (40 vs 49) ma quelli ricoverati con sintomi sono in lieve aumento (749 vs 732).

I DATI GIMBE DELLA SETTIMANA 22-28 LUGLIO

  • Decessi: 50 (+0,1%)
  • Terapia intensiva: -9 (-18,4%)
  • Ricoverati con sintomi: +17 (+2,3%)
  • Nuovi casi totali: +1.736 (+0,7%)
  • Tamponi diagnostici: +17.859 (+10,4%)
  • Tamponi totali: +28.080 (+9,3%)

«Nell’ultima settimana – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – sono due le spie rosse che confermano la necessità di mantenere alta la guardia, senza allarmismi ma con senso di grande responsabilità individuale e collettiva». Oltre al netto aumento dei nuovi casi (+ 23,3% rispetto alla settimana precedente), per la prima volta si registra un’inversione di tendenza nel trend dei pazienti ospedalizzati con sintomi, in costante discesa da inizio aprile.

LE DIFFERENZE REGIONALI

«Nel quadro di un netto incremento dei nuovi casi – segnala Gimbe in una nota – si rilevano notevoli variazioni regionali: solo in 6 Regioni i casi sono in riduzione, mentre in 15 sono in aumento. Incremento moderato in Emilia-Romagna (+70), Prov. Aut. Trento (+65) e Campania (+56), netta riduzione in Veneto (-73). Parametrando i nuovi casi alla popolazione residente, tra le Regioni che fanno registrare il maggior incremento per 100.000 abitanti, svetta la Provincia Autonoma di Trento (13,86), seguita da Valle D’Aosta (7,96), Emilia-Romagna (7,56), Molise (7,53) e Basilicata (7,28)».

 

Nuovi casi settimana 22-28 luglio

Regione Variazione casi rispetto
alla settimana precedente
Totale
nuovi casi
Nuovi casi per 100.000 abitanti
Emilia Romagna 70 337 7,56
Prov. Aut. Trento 65 75 13,86
Campania 56 116 2,00
Piemonte 39 77 1,77
Basilicata 39 41 7,28
Sicilia 38 69 1,38
Puglia 25 40 0,99
Molise 23 23 7,53
Lazio 21 121 2,06
Lombardia 17 426 4,23
Marche 17 25 1,64
Valle D’Aosta 10 10 7,96
Abruzzo 9 25 1,91
Sardegna 8 13 0,79
Toscana 3 57 1,53
Friuli Venezia Giulia -3 17 1,40
Umbria -3 6 0,68
Prov. Aut. Bolzano -4 7 1,32
Calabria -10 13 0,67
Liguria -19 60 3,87
Veneto -73 178 3,63
ITALIA 328 1.736 2,88

Il monitoraggio GIMBE dell’epidemia di COVID-19 è disponibile qui

 

«Quale indicatore della diffusione del contagio – spiega Cartabellotta – abbiamo rivalutato la distribuzione geografica dei 12.609 casi attivi al 28 luglio, i cosiddetti casi “attualmente positivi” secondo la denominazione della Protezione Civile, aumentati di 361 unità rispetto alla settimana precedente». Il 53% si concentra in Lombardia (6.678); un ulteriore 37,4% si distribuisce tra Emilia-Romagna (1.459), Lazio (942), Piemonte (801), Veneto (754), Campania (393), Toscana (363); i rimanenti 1.219 casi (9,6%) in 14 Regioni e Province autonome.

 

Casi attivi al 28 luglio 2020

I dati confermano la circolazione endemica del virus e il trend in aumento dei nuovi casi dopo due settimane di relativa stabilità «siano essi legati a nuovi focolai o a casi di “importazione” dall’estero» precisa la Fondazione Gimbe.

 

LA COMUNICAZIONE DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI

«Davanti a numeri in rialzo rispetto alle settimane precedenti – conclude il Presidente – la comunicazione della politica e delle Istituzioni deve essere oggettiva, equilibrata e coerente. La pandemia è ancora in corso, il virus è vivo e vegeto e vanno mantenuti tutti i comportamenti individuali raccomandati da mesi, oltre che le misure di sorveglianza epidemiologica. Non è più accettabile disorientare i cittadini strumentalizzando la pandemia per fini esclusivamente politici, contrapponendo posizioni estreme: da un lato negazionismo, minimizzazioni del fenomeno e deplorevoli comportamenti individuali, dall’altro la proroga dello stato di emergenza nazionale».

 

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