Salute 1 Aprile 2020

Coronavirus e passeggiate per i bambini, il chiarimento del Viminale e i pareri dei pediatri

Siani (Commissione Affari Sociali): «A rischio i benefici del distanziamento sociale, speriamo nel buon senso dei genitori». Giuliano (SIMPE): «Pericolosissimo abbassare la guardia»

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Sembrava che le associazioni di genitori l’avessero spuntata, invece è arrivato il dietrofront del Viminale. Dopo lettere aperte e petizioni che chiedevano a gran voce alle istituzioni la concessione di una breve passeggiata quotidiana per i bambini, ieri il ministero dell’Interno ha inviato una circolare ai prefetti in cui sembrava fosse concesso ad un genitore per volta di portare il figlio minore a fare una passeggiata nel raggio di 200 metri da casa. La circolare specificava però anche i limiti entro cui esercitare questo diritto, per evitare assembramenti e rispettare comunque le norme di distanziamento sociale. A poche ore di distanza, tuttavia, la precisazione: «La possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute».

Un chiarimento dovuto probabilmente alle durissime reazioni degli amministratori regionali in seguito alla notizia del provvedimento. Il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca ha ieri ribadito che su passeggiate e similari rimane in vigore l’ordinanza regionale, che le vieta tassativamente. «Considero gravissimo il messaggio proveniente dal Ministero dell’Interno – aggiunge De Luca in una nota sulla sua pagina Facebook – e  si trasmette irresponsabilmente l’idea che l’epidemia è alle nostre spalle. Si ignora, tra l’altro, che vi sono realtà del Paese dove sta arrivando solo ora l’ondata più forte del contagio. Si rischia, per una settimana di rilassamento anticipato, di provocare una impennata del contagio». Sulla stessa linea, come c’era da aspettarsi, anche l’assessore alla Sanità della Lombardia Giulio Gallera, che ha definito «folle e irresponsabile» la circolare emanata dal Viminale.

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Ma la paventata possibilità di passeggiate per i bambini non aveva incontrato nemmeno il plauso dei pediatri, a cui Sanità Informazione ha chiesto un parere sulla questione: «Si tratta di un provvedimento a mio parere un po’ intempestivo che potrebbe mettere a repentaglio i benefici del distanziamento sociale in questa fase di emergenza» ha dichiarato ai nostri microfoni l’on. Paolo Siani, pediatra e componente della Commissione Affari Sociali alla Camera.

«Certo – aggiunge – capisco il bisogno di dare spazio all’esigenza, pur sacrosanta, di concedere ai bambini la cosiddetta “ora d’aria”. E’ chiaro che loro sono la categoria più penalizzata dalle misure restrittive attualmente in vigore, e questo vale soprattutto per i bambini o adolescenti che soffrono di disturbi come l’autismo, per i quali la permanenza forzata in un luogo chiuso comporta un acuirsi dei disagi. Il punto – prosegue Siani – è che il far sì che questo allargare le maglie non si tramuti in un pericolo, è affidato in toto al buon senso dei genitori. Voglio sperare che nei 200 metri concessi per la passeggiata, i genitori non facciano rientrare la spesa al supermercato, la capatina dal salumiere, o l’incontro con la nonna. Mi chiedo poi – continua -, se il bambino dai 3 ai 9 anni accetta di buon grado di camminare dando la mano al genitore, lo stesso possiamo forse dire per il preadolescente? No di certo. Per il dodicenne il problema non è la mancanza di aria aperta, è la mancanza di socialità. E poi – conclude Siani – c’è un altro fattore da non sottovalutare: un provvedimento del genere può illudere che la situazione stia iniziando a migliorare, ma ciò non è vero, e rischia di tramutarsi in un boomerang».

Forte la presa di posizione anche da parte della presidente SIMPE Campania, Maria Giuliano: «Assolutamente non è il momento di allentare: al di là della concessione del Viminale, i bambini restino a casa. Il rischio sarebbe molto più alto dei benefici, fino ad azzerarli. Quello che è importante – continua – ed è il consiglio che sento di dare ai genitori in questo periodo, è di fare di necessità virtù: rendere costruttivo il tempo passato con i bambini, e sopperire alla temporanea lacuna nella scolarizzazione con l’imitazione positiva, innata nei bambini molto piccoli, nei confronti dei genitori. Sarà l’occasione per imparare, ma anche per consolidare tecniche già acquisite, specialmente quelle che riguardano la motricità fine».

Da non demonizzare assolutamente, inoltre, il ricorso alle nuove tecnologie. «Oltre all’utilizzo dei device per le lezioni da remoto – spiega la dottoressa Giuliano – per i più piccoli il digitale terrestre propone dei programmi istruttivi e adatti. L’importante è darsi degli orari, sia per quanto riguarda l’uso dei tablet che della tv». E aggiunge: «Non è necessario uscire di casa per non abbrutirsi: è importante che i bambini non abbandonino la loro routine, esattamente come noi adulti. Anche in casa, igiene accurata e mai in pigiama tutto il giorno».

 

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