Salute 20 Marzo 2020

Coronavirus, AIOP: «Da ospedali privati 1.300 posti letto di terapia intensiva»

Cittadini: «Siamo al lavoro per fronteggiare l’emergenza in tutte le aree del Paese. Il nostro contributo va dalla gestione dei pazienti contagiati, all’assistenza dei pazienti non-Covid»

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«L’intera rete degli ospedali di diritto privato, presente in tutta Italia, continua a garantire il suo contributo per far fronte all’emergenza Covid-19 che non ha eguali nella storia del nostro Paese». Lo ricorda Barbara Cittadini, Presidente nazionale AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), che aggiunge: «Fin da subito, l’AIOP ha avviato una continua e attenta interlocuzione con il Ministero della Salute e con tutti i Governi regionali, preposti alla gestione dell’emergenza, per inquadrare e regolamentare l’impegno e l’apporto che la componente di diritto privato del SSN può garantire in un momento storico così delicato».

«Abbiamo messo a disposizione del Governo e delle singole Regioni – aggiunge Cittadini – circa 1.300 posti letto che corrispondono al 16% della rete complessiva dei posti letto di terapia intensiva del nostro Sistema sanitario nazionale e circa 40mila posti letto per acuti, pari al 22% dei posti letto acuti presenti sul territorio nazionale, per decongestionare l’afflusso e la gestione di questi pazienti che non riescono a trovare assistenza nelle strutture di diritto pubblico».

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«É con grande serietà e senso di responsabilità, in quanto parte del Servizio sanitario nazionale, – continua Barbara Cittadini – che tutte le nostre strutture sanitarie stanno fornendo un pieno e deciso contributo nell’ambito dei Piani di Emergenza predisposti dalle singole Regioni, a seconda dello stato emergenziale e delle specifiche esigenze territoriali, per la gestione dei pazienti Covid e per garantire la continuità delle cure ed assistenza a tutti quei pazienti non-Covid».

«Molte delle nostre strutture sanitarie – conclude la Presidente dell’AIOP – hanno completamente stravolto la propria organizzazione per operare in sinergia con gli ospedali pubblici, accogliendo i pazienti contagiati o non contagiati. Siamo consapevoli che solo facendo fronte comune e ragionando in un’ottica di sistema, nell’interesse del Servizio Sanitario Nazionale, riusciremo a contrastare efficacemente l’epidemia, e garantire il diritto alla salute dei cittadini, come riconosciuto dalla nostra Costituzione».

 

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