Politica 28 Marzo 2018 10:27

Stop al certificato medico sportivo da 0 a 6 anni, Fimp: «Spetta al pediatra l’ultima parola»

«È una vittoria. In questa fascia di età l’attività fisica richiede un impegno muscolare e cardiaco paragonabile a qualunque altra attività ludico-ricreativa della vita di tutti giorni». Il Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri spiega le novità in materia di certificazioni per lo sport

di Isabella Faggiano
Stop al certificato medico sportivo da 0 a 6 anni, Fimp: «Spetta al pediatra l’ultima parola»

«Non sono sottoposti ad obbligo di certificazione medica, per l’esercizio dell’attività sportiva in età prescolare, i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, ad eccezione dei casi specifici indicati dal pediatra». Sono le parole del decreto con cui il Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dello Sport, ha abolito l’obbligatorietà del certificato per l’attività non agonistica in questa specifica fascia di età.

«Poche righe che integrano il precedente decreto (“Linee guida di indirizzo in materia  di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica”, dell’ 8 agosto 2014 , ndr) che aveva già abolito l’obbligo di certificato medico per le attività ludico-motorie». È Paolo Biasci, Presidente Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) a spiegare i dettagli dei recenti cambiamenti.

Dunque, niente più certificati da zero a sei anni, tranne che per i “casi specifici indicati dal pediatra”. Presidente Biasci, quali sono questi “casi specifici”?

«Nel decreto non c’è un’indicazione chiara. È tutto rimandato alla valutazione del singolo specialista».

Un esempio di eccezione alla regola?

«Bambini con disabilità o che soffrono di una particolare patologia. Ma è difficile generalizzare, ognuno ha una storia a sé».

Con questo decreto il pediatra di famiglia ha acquisito nuove responsabilità?

«Senza dubbio. Il nostro ruolo si accresce ulteriormente. Ma sono stati gli stessi pediatri a volerlo: abbiamo sostenuto l’abolizione del certificato per promuovere e facilitare la diffusione delle attività motorie anche tra i piccolissimi».

Un’abolizione senza rischi per i bimbi che praticano sport?

«È proprio questo il nocciolo della questione: chiarire che cosa si intenda per “rischio” e quale sia la definizione di “attività sportiva” per un bambino così piccolo. Qualunque sia lo sport, praticato da zero a sei anni, l’impegno fisico, cardiaco, muscolare, non potrà mai essere superiore a quegli “sforzi” a cui lo stesso bambino è sottoposto nella vita di tutti giorni, quando gioca a casa o a scuola, mentre corre in un parco o nuota al mare. Questo è il punto che intendo rimarcare e chiarire: al di sotto dei sei anni l’attività sportiva, qualunque essa sia, richiede un impegno paragonabile a qualunque altra attività ludico-ricreativa».

Cosa si intenda per “sport”, in questa specifica fascia di età, è chiaro. Un motivo sufficiente per sottoporre questi bambini a meno controlli?

«In questa fase della vita sono già molto controllati, a prescindere dalle attività che praticano. Alla nascita, lo stato di salute dei neonati viene valutato con specifici screening, compreso quello cardiologico. E se ci sono anomalie importanti emergono immediatamente. Poi, nel primo anno di età, il pediatra di famiglia valuta la crescita del piccolo mese dopo mese. Più avanti, l’intervallo di tempo con cui vengono effettuate queste visite si allarga, ma i controlli restano comunque molto frequenti».

E se un genitore “troppo premuroso” insiste per avere comunque il certificato in questione?

«Lo avrà. Il pediatra prescriverà tutti gli esami necessari al rilascio del certificato richiesto. Il decreto ha sancito la non obbligatorietà, non la sua abolizione».

LEGGI ANCHE: COME SCEGLIERE LO SPORT PER I BAMBINI?

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Vaccino Covid in età pediatrica, Biasci (Fimp): «Siamo disponibili, conterà rapporto fiduciario con famiglie»
«Dateci la possibilità di vaccinare i ragazzi – spiega il presidente della Federazione italiana medici pediatri a Sanità Informazione - ce la metteremo tutta non appena avremo disponibilità di dosi nei nostri studi»
Covid e scuole, la grande incognita di settembre. Cosa succederà secondo i pediatri
Le varianti minacciano il ritorno alla normalità, nonostante i vaccini. L’obiettivo? «Evitare la DAD immunizzando gli adolescenti»
Scuole e Covid, le battaglie (e le soluzioni) dei pediatri per la ripresa della didattica in presenza
Sorvegliato speciale il Sud, più a rischio dispersione scolastica e disagio sociale. I pareri di SIP, FIMP e dell’intergruppo parlamentare “Infanzia oltre il Covid”
La Fimp replica a D’Amato: «Nel Lazio i Pediatri sono 757 e non 1100»
«Le critiche rivolte al nostro operato ci amareggiano, ma non ci abbattono perché il nostro ruolo e il nostro compito principale rimane quello di tutelare la salute dei bambini e di sostenere le famiglie» così il Segretario della F.I.M.P Teresa Rongai
Medico scolastico: contrari i pediatri, a favore i MMG. Per FNOPI, nelle scuole dovrebbe esserci l’infermiere di comunità
Biasci (Federazione Italiana Medici Pediatri): «Ci siamo già noi. Valorizziamo pediatria nelle scuole e prevediamo infermieri di comunità come referenti dei Dipartimenti di Prevenzione». Mangiacavalli (FNOPI) sposa la proposta. Scotti (FIMMG): «Medicina generale pronta a fare la propria parte, gli strumenti contrattuali ci sono»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 16 settembre, sono 226.391.916 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.659.920 i decessi. Ad oggi, oltre 5,78 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Covid-19, che fare se...?

Chi ha diritto alla certificazione di esenzione dal vaccino anti Covid-19?

Il vademecum della SIMG, in collaborazione con ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, sui casi particolari in cui la vaccinazione contro il Covid-19 è controindicata o ri...