Salute 25 novembre 2014

Le aritmie cardiache si combattono con “Il Giusto Ritmo” 

Nella Biblioteca del Senato professionisti e istituzioni a confronto sulle recenti acquisizioni in campo scientifico

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Le nuove possibilità di terapia nell’ambito delle aritmie cardiache. È stato questo il tema centrale del convegno “Il Giusto Ritmo” inserito nell’ambito della Giornata Nazionale della Lotta alle Aritmie.

Partendo dalle ultime acquisizioni scientifiche relative alle principali cardiopatie, nella sala degli Atti Parlamentari del Senato, si è sviluppato un lungo ed articolato dibattito che ha messo a confronto istituzioni e professionisti della sanità. Il confronto di carattere tecnico-scientifico ha consentito di fare il punto sulla gestione e la lotta alla fibrillazione atriale e, in generale, agli scompensi cardiaci: problemi che coinvolgono a vario titolo la popolazione italiana, e che meritano forse un’attenzione maggiore.

Il dottor Stefano De Lillo, cardiologo e promotore dell’iniziativa, ha sottolineato che “l’innalzamento dell’età media degli italiani ha ormai dato a queste patologie connotati sociali. Il convegno ci ha consentito di condividere nuove opportunità scientifiche, scoperte e dispositivi medici, e proposte per una sanità dai costi contenuti ma meglio indirizzati. Penso ad esempio  – continua De Lillo – ad iniziative terapeutiche  come l’ablazione complessa, rispetto ad altre forme di semplice diagnosi. Le esperienze riportate dai dg sanitari sul territorio ci descrivono una sanità italiana in miglioramento costante, anche sul fronte della Cardiologia. A riprova di ciò – conclude –  il dato che attesta  una diminuzione della mortalità per cause cardiovascolari: un aspetto certamente incoraggiante”.

Tra i relatori anche Roberto Lala, presidente dell’OMCeO di Roma: “Indipendentemente dall’importanza e dal forte impatto clinico del tema affrontato  – sostiene Lala – questo convegno è stato fondamentale perché ha toccato punti focali sull’organizzazione del Ssn regionale, la struttura dedicata ad accogliere i pazienti in base ai loro bisogni nel modo più efficiente possibile. In questa sede ognuno ha avuto l’occasione di esprimere le sue perplessità, ma anche di proporre nuove e proficue idee. Anche i medici, però – sottolinea – hanno fortemente bisogno della presenza delle istituzioni. Sono loro, infatti, che ogni giorno si trovano in trincea ad affrontare non solo le criticità tipiche della professione, ma anche quella conflittualità quotidiana che rende più difficile operare in serenità. E la serenità – conclude il presidente – è un elemento indispensabile quando ci si interfaccia con i dati sensibili di un paziente per effettuare una diagnosi nel più breve tempo possibile”.

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