Salute 13 Novembre 2019 11:06

Calcio e malattie neurodegenerative, il medico del Milan Mario Brozzi: «Tutta colpa dello stress»

Parla il Direttore sanitario del Milan la correlazione tra calciatori e malattie neurodegenerative sarebbe dovuta allo stress: «Nel momento in cui lo stress tende a diventare sempre più acuto inizia un decadimento delle funzioni fisiologiche nelle 24, 36 e 48 ore successive tanto che il soggetto diventa sempre più vulnerabile»

di Federica Bosco
Calcio e malattie neurodegenerative, il medico del Milan Mario Brozzi: «Tutta colpa dello stress»

Tutta colpa dello stress. La maggiore incidenza di malattie neurodegenerative tra i calciatori professionisti evidenziata in una recente ricerca su 7676 atleti scozzesi, sarebbe determinata non da microtraumi, ma da un eccessivo carico psicologico riscontrabile tra i professionisti e non tra i dilettanti. Ne è convinto Mario Brozzi, Direttore sanitario del Milan, secondo cui la pietra filosofale del calcio sarebbe la capacità di divertirsi, ormai forse irrimediabilmente smarrita.

«Io inizierei ad accendere un focus su questa parola terribile che chi fa il medico, ma non solo, deve iniziare a temere: si chiama stress. L’ansia è un dispositivo meraviglioso per poter reagire in ogni evento e situazione acuta però, dal momento in cui dall’acuto si passa al cronico ed una situazione si ripete nel tempo e dura giorni, mesi ed anni senza la capacità dell’organismo di reagire. In quel caso l’evento si consacra e nasce l’adattamento che non sempre è positivo, ma sul lungo termine, in una biochimica tutt’altro che salutare, porta alla malattia».

Cosa succede nel calciatore stressato?

«Quando un calciatore affronta una gara, sia essa contro la prima o l’ultima squadra in classifica, si genera una situazione di stress. Come si affronta  dipende dalla personalità e dalla capacità di assorbire le dinamiche positive o negative che ci possono essere. Nel momento in cui lo stress tende a diventare sempre più acuto inizia un decadimento delle funzioni fisiologiche nelle 24, 36 e 48 ore successive, con un interessamento del sistema immunitario tanto che il soggetto diventa sempre più vulnerabile. Quando l’atleta gioca ogni 72 ore, il  decadimento non si recupera. Dal momento che non dipende da fatica fisica, ma è indotto da uno stress, dalla sconfitta, dalle pressioni, da quello che succede in campo e sugli spalti, non si supera. E allora cosa si fa?  Il corpo inizia a adattarsi con il cosiddetto over reaching e over training, il primo è un fenomeno che ancora si può correggere, il secondo no e non si riesce più ad uscire.  L’atleta, che ha il testosterone alto e il cortisolo basso, si trova nella condizione per cui non riesce a recuperare sul piano psicofisico e si genera una inversione di tendenza: il testosterone crolla ed il cortisolo va alle stelle, si crea un malato».

LEGGI ANCHE: MALATTIE NEURODEGENERATIVE: CALCIATORI PIÙ COLPITI? TEDESCHI (SIN): «MICROTRAUMI E TOSSINE PRESENTI SULL’ERBA POSSIBILI CAUSE DI ALZHEIMER E SLA»

Si può immunizzare il calciatore di fronte a questo stress logorante?

«Solo recuperando il valore ludico del gioco. Per questo dovremmo dare una cattedra a Francesco Totti. Lui ha sempre avuto il giusto approccio al mondo sportivo:  per lui il gioco del calcio  è sempre stato un divertimento, infatti, benché fosse pagato in maniera scandalosa in questo è sempre rimasto uno splendido dilettante».

 

Articoli correlati
Italia Sonno 2019, Garbarino (neurologo): «Chi dorme poco si ammala di più»
Si è chiusa l’VIII edizione della Convention dedicata alla medicina del sonno. Di Michele (pneumologa): «L’insonnia è il problema maggiormente diffuso. Tra le parasonnìe le più conosciute sono il sonnambulismo o il parlare durante il sonno. I comportamenti della fase Rem possono anticipare anche di dieci anni la diagnosi di malattie neurodegenerative»
di Isabella Faggiano
Alzheimer, MSD interrompe lo studio sul verubecestat
Ancora un fallimento nella ricerca dei farmaci per il trattamento dell’Alzheimer. Di pochi giorni fa, infatti, è la notizia della sconfitta del programma del candidato BI 409306 di Boehringer Ingelheim. Ed ora, la MSD, azienda farmaceutica leader nel settore della salute consociata italiana di Merck & Co., ha annunciato di voler interrompere lo studio APECS di Fase 3 su verubecestat, […]
Settimana Mondiale del Cervello, disturbi del sonno responsabili di malattie neuro-degenerative
Curare il cervello migliora la vita: tra i marker predittivi del possibile sviluppo di patologie neuro-degenerative rientra la Sindrome delle Apnee Notturne, che si osserva in oltre il 50% dei pazienti con ictus cerebrale
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 14 maggio, sono 161.188.177 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.344.757 i decessi. Ad oggi, oltre 1,38 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Cause

Medico denuncia per diffamazione paziente che lo aveva portato in tribunale per lesioni personali. Risarcito

Donna denuncia penalmente dermatologo ma l’accusa cade. Il medico avvia a sua volta un iter processuale verso la paziente che lo aveva accusato pubblicamente. «Una sentenza che farà...