Salute 18 gennaio 2019

Bullismo, 1220 ospiti nel 2018 alla Casa Pediatrica Sacco. Il direttore Luca Bernardo: «Disagio giovanile piaga sociale, servono risposte dinamiche e certe»

L’istituto è un polo di eccellenza voluto da Regione Lombardia. Il professor Bernardo: Formiamo anche il personale Ata perché spesso quelli che una volta venivano chiamati ‘bidelli’ sono le persone più a contatto con i giovani». Nella struttura anche stanze per chi ha malattie infettive e quelle monitorate con telecamere per gli adolescenti hanno tentato il suicidio

di Federica Bosco

Nel 2019 la battaglia contro il bullismo ed il cyberbullismo ha acquisito una dimensione internazionale. Dopo aver dato vita ad un osservatorio mondiale lo scorso mese di novembre, infatti il Vaticano, in collaborazione con fondazione Scholas e Fondazione Carolina Picchio (prima vittima acclarata del cyberbullismo in Italia), ha creato un comitato scientifico con medici e psicologi per dettare le linee guida nella lotta al bullismo e al cyberbullismo. Tra i protagonisti il professor Luca Bernardo che dirige da alcuni anni Casa Pediatrica, polo di eccellenza contro il disagio giovanile voluto da Regione Lombardia presso l’Istituto ospedaliero Fatebenefratelli Sacco: «La sanità pubblica – sostiene Bernando – deve dare risposte sempre più dinamiche e certe su un tema che è una vera e propria piaga sociale e Casa Pediatrica risponde appieno a questa esigenza con personale qualificato che mette a disposizione competenza, professionalità e attenzione per il paziente».

Un ambiente colorato, arricchito da dipinti e quadri donati da artisti milanesi, accoglie i giovani ospiti che solo nel 2018 sono stati oltre 1220: «Abbiamo stanze dedicate al ricovero di bambini che hanno animali domestici, ma nel rispetto di chi è allergico abbiamo sezioni separate. Allo stesso modo abbiamo un’area protetta per chi ha malattie infettive e due stanze monitorate con telecamere per gli adolescenti che hanno tentato il suicidio».

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È l’unica pediatria in Italia dunque ad avere un ambiente idoneo ad accogliere bambini e ragazzi con gravi disagi psicologici. «C’è un percorso scientifico, medico, psicologico – continua Bernardo – abbiamo costruito una rete intorno a quel protocollo siglato ad ottobre 2017 denominato Conacy che è il centro nazionale, attualmente unico, di riferimento per l’aiuto, il supporto, la prevenzione e la formazione di personale in grado di vincere la battaglia del bullismo e del cyberbullismo. L’obiettivo è far comprendere che è sbagliato essere vittima, ma non solo: lavoriamo sui bulli affinché possano diventare leader positivi sotto la bandiera della scienza e della medicina».  A Casa Pediatrica è affidata anche la formazione del personale medico e degli operatori che seguono il percorso di riabilitazione di vittime e bulli: «Formazione e prevenzione – conclude il professore – non possono essere che lo stesso percorso di un’unica strada in grado di avvicinare i ragazzi e di seguirli in gruppi, di formare insegnanti e personale Ata che ha un ruolo importante nella partita contro il bullismo. Infatti, quelli che un tempo noi chiamavamo i bidelli, spesso sono coloro che restano vicino ai ragazzi durante la ricreazione, quando, dimostra la casistica, accadono più di frequente episodi di bullismo e cyberbullismo e dunque necessariamente debbono essere formati e preparati a gestire l’emergenza».

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