Salute 13 Gennaio 2023 15:44

AME per Slow Medicine: «Lavoriamo ad un SSN equo e sostenibile che tuteli pazienti e medici»

L’Associazione Medici Endocrinologi illustra i progetti nell’ambito della sinergia con l’ente della rete Choosing Wisely: «Non sempre fare di più significa fare meglio»

AME per Slow Medicine: «Lavoriamo ad un SSN equo e sostenibile che tuteli pazienti e medici»

L’impegno per una medicina equa, sostenibile, basata su evidenze scientifiche. Che tuteli il paziente, ma anche il medico. Una medicina scevra da eccessi diagnostici e prescrittivi che rappresentano un costo troppo gravoso per il sistema sanitario a fronte di un mancato beneficio per il paziente, ma, viceversa, improntata al principio del less is more, dell’appropriatezza e della personalizzazione.

Tutto questo, e molto di più, è incarnato da Slow Medicine ETS, l’associazione che rappresenta in Italia la rete internazionale di Choosing Wisely, e che annovera tra i suoi soci molte prestigiose società scientifiche italiane. Ognuna di loro, attraverso un apposito gruppo di lavoro dedicato, declina ed applica alla propria branca di riferimento i principi di Slow Medicine. Una delle realtà più attive in tal senso è AME, l’Associazione Medici Endocrinologi, che ha all’attivo ed in itinere un gran numero di studi e progetti in chiave Slow Medicine. Sanità Informazione ne ha parlato con la dottoressa Simonetta Marucci, referente della commissione Slow Medicine in AME.

La tutela del paziente tra privacy e telemedicina

«Per quanto riguarda l’appropriatezza – spiega la coordinatrice – abbiamo prodotto per Slow Medicine delle raccomandazioni sulle buone pratiche in Endocrinologia, già pubblicate. Adesso stiamo invece lavorando ad un approfondimento sulle buone pratiche in telemedicina, una procedura che dopo il Covid è stata adottata in modo molto più stringente, ma che al tempo stesso evidenzia una grande disomogeneità nell’effettiva applicazione di questo strumento sul territorio nazionale, a causa dell’assenza di un protocollo comune tra le Regioni. Questo – continua – solleva problematiche di vario tipo, su cui si sta concentrando il nostro impegno: in primis la questione della tutela della privacy del paziente nell’ambito della trasmissione online dei dati. E poi, i criteri per selezionare i casi in cui optare per una prestazione in telemedicina e quelli in cui è necessario essere in presenza. Stiamo inoltre approntando – aggiunge – un questionario indirizzato ai pazienti per capire qual è la loro percezione della telemedicina, così da poter migliorare sempre più la nostra assistenza».

Dalla parte del medico: il burnout e come evitarlo

«Uno dei temi particolarmente cari a Slow Medicine – spiega ancora Marucci – è la cura della relazione tra medico e paziente, che passa anche per la tutela del benessere psicofisico di entrambi. Oggi sappiamo che i professionisti sanitari vivono una fase di profondo disagio lavorativo a causa di eccessivi oneri che rendono il lavoro, in alcuni casi, insostenibilmente gravoso. Molti colleghi sperimentano il cosiddetto burnout, un fenomeno che è in stretta correlazione con l’errore medico, da cui scaturisce stress e stigma professionale e sociale. Dagli studi che abbiamo condotto – osserva – sono emersi dati molto interessanti: innanzitutto che uno dei migliori antidoti contro il rischio burnout è il lavoro d’equipe, e quindi la condivisione di responsabilità. E un secondo dato importante emerso ci dice che il fenomeno del burnout coinvolge maggiormente i giovani medici rispetto a quelli con più anzianità di servizio. Sono punti importanti su cui riflettere e lavorare».

La nuova medicina di precisione

«Infine – continua la referente AME – un tema che riteniamo fondamentale, che abbiamo quindi sottoposto all’attenzione del nostro Comitato Scientifico per poterlo affrontare nel prossimo Congresso nazionale, è quello della medicina di precisione. È un tema molto attuale e strettamente legato alla questione dell’appropriatezza. La medicina di precisione prevede infatti un superamento dei protocolli standard, uguali per tutti, a favore di protolli mirati e costruiti “su misura”- conclude – personalizzati sul singolo paziente portatore di esigenze specifiche ed individuali».

 

 

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