Salute 11 Settembre 2018

Alzheimer, la memoria virtuale alleata dei malati

Ricordi che cominciano a sbiadire, dai nomi dei familiari al posto in cui si vive e al come ci si arriva, confusione con tempi e luoghi, richiesta delle stesse informazioni più volte: questi tra i primi sintomi con cui si manifesta l’Alzheimer, il mostro silenzioso che affligge oltre 600mila italiani e i loro familiari. Per […]

Ricordi che cominciano a sbiadire, dai nomi dei familiari al posto in cui si vive e al come ci si arriva, confusione con tempi e luoghi, richiesta delle stesse informazioni più volte: questi tra i primi sintomi con cui si manifesta l’Alzheimer, il mostro silenzioso che affligge oltre 600mila italiani e i loro familiari.

Per sconfiggere la malattia ci si affida alla ricerca e a diagnosi precoci sempre più precise, ma la lotta per ridare dignità ai malati e aiutarli a riconquistare la propria quotidianità, oggi passa anche dalla tecnologia e dai social, a partire dai chatbot, “assistenti virtuali” che si avvalgono dell’intelligenza artificiale a supporto delle persone. Ora anche quelle affette da demenze. Di questi temi si è discusso oggi, al Ministero della Salute, in occasione della conferenza stampa “Alzheimer, non perdiamolo di vista” organizzata da Italia Longeva, la Rete nazionale di ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva del Ministero della Salute.

“Per l’Italia, Paese più vecchio al mondo con il Giappone, le demenze rappresentano un problema medico-sociale ogni giorno più grande”, ha dichiarato Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva. “Ciò vale in particolar modo per l’Alzheimer, senza dubbio la forma di demenza più prepotente e violenta, sia sotto il profilo epidemiologico, sia per l’impatto sulla qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari. Questa patologia oggi interessa quasi il 5% degli over-65, ma secondo le proiezioni elaborate dall’ISTAT per Italia Longeva, nel 2030 la percentuale si triplicherà e saranno colpiti dalla malattia ben oltre 2 milioni di pazienti, in prevalenza donne. In attesa di cure efficaci contro l’Alzheimer, una strada percorribile nelle prime fasi dopo la diagnosi è quella di sfruttare le risorse della tecnologia. Chat Yourself è nato con questo obiettivo: contenere il danno provocato dalla malattia, affiancando all’impegno dei propri cari un aiuto concreto a ricordare”, ha concluso il professor Bernabei.

L’Alzheimer comporta un lento e progressivo decadimento delle funzioni cognitive, dovuto all’azione di due proteine, la Beta-amiloide e la proteina Tau, che si accumulano nel cervello causandone la morte cellulare.

“Evidenze scientifiche ci dicono che l’attacco ai neuroni ed ai circuiti nervosi inizia almeno 15-20 anni prima della comparsa dei ‘tipici’ disturbi della memoria. Questo perché nel nostro cervello c’è un numero enorme di cellule, circuiti e sinapsi “di riserva” in grado di sostituire quelli danneggiati o distrutti dalla malattia, fino a quando non si arriva a una soglia limite, superata la quale il meccanismo degenerativo diventa inarrestabile”, ha spiegato Paolo Maria Rossini, Direttore Area Neuroscienze, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS-Università Cattolica, Roma. “Il limite dei trattamenti terapeutici sin qui tentati – prosegue l’esperto – è stato proprio quello di essere somministrati in presenza di una sintomatologia già conclamata corrispondente ad una fase di malattia in cui le riserve plastiche del cervello sono esaurite. In sostanza, come voler curare il cancro in un paziente plurimetastatico. Per questo motivo, gli sforzi della ricerca sono sempre più tesi a individuare le caratteristiche prodromiche, precocissime e spesso visibili solo con l’ausilio di esami strumentali, così da intervenire il prima possibile con trattamenti specifici e supporti tecnologici”.

L’Italia è in prima fila in questa attività di ricerca con il progetto ‘Interceptor’, che ha l’obiettivo di intercettare con precisione i soggetti che svilupperanno la patologia di Alzheimer.

 “L’Alzheimer non colpisce solo il malato ma l’intero nucleo familiare, e soprattutto il caregiver che se ne prende cura ogni giorno, spesso per anni, sottoposto allo stress, alla stanchezza, e alla sofferenza di vedere il proprio caro perdere sempre più la propria storia, i propri affetti, il proprio stile di vita” ha ricordato Patrizia Spadin, Presidente AIMA-Associazione Italiana Malattia di Alzheimer. “La famiglia ha bisogno di essere appoggiata lungo il percorso di malattia, di acquisire le conoscenze necessarie per stare vicino al malato, ma anche di poter contare sui servizi di presa in carico. Le tecnologie digitali possono contribuire al miglioramento della qualità di vita di tutti i soggetti coinvolti. E i social network possono essere degli straordinari alleati perché consentono di vivere la malattia in una dimensione collettiva e partecipata, che aiuta ad avere una maggiore consapevolezza del problema. Speriamo molto nella sensibilità anche di chi oggi non ne è toccato ma che potrebbe esserlo domani”, ha concluso Spadin.

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Il 20 marzo si celebra la Giornata della Felicità. La neurologa Costanza Papagno (SIN): «Ecco cosa accade nel nostro cervello quando siamo felici»
Due i livelli di felicità: un primo collegato ad una propria realizzazione personale, di tipo cognitivo ed un altro che, invece, deriva da un piacere improvviso, momentaneo, fisico o psicologico, “edonico”. «In America, contro le forme di depressione farmaco resistenti si utilizza la Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva – spiega la neurologa - Applicata sulle zone anteriori del lobo frontale di sinistra del cervello, quelle che si attivano quando siamo felici, migliora il tono dell’umore»
di Isabella Faggiano
Alzheimer, studio Sapienza identifica nel virus herpes simplex un potenziale fattore di rischio
La ricerca coordinata dal Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive della Sapienza, in collaborazione con il CNR, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’IRCCS San Raffaele Pisana, suggerisce l’herpes come fattore di rischio per l’insorgenza della malattia di Alzheimer. Lo studio, che apre la strada a nuove strategie terapeutiche e preventive, è pubblicato sulla […]
Procreazione medicalmente assistita, Baldini (Pma Italia): «Educazione, informazione, preservazione e prevenzione: così si combatte calo demografico»
Il 20% delle coppie lamenta problemi di infertilità e sterilità; tra le cause, la mancanza di prevenzione ed educazione sui temi della fertilità. È nata, per questo, “La campagna del Cavolo” di Pma Italia (Procreazione Medicalmente Assistita)
di Viviana Franzellitti e Giovanni Cedrone
La sanità del futuro all’evento di Wired, l’Ad Pfizer: «Digitalizzazione può accelerare sviluppo farmaci»
I protagonisti delle innovazioni nel campo della salute si riuniscono a Milano: «Nuove tecnologie avvicinano il paziente alla classe medica»
di Federica Bosco e Cesare Buquicchio
Dalla sanità alla formazione, la Blockchain si studia all’università e apre nuovi posti di lavoro. Scotti (Link Campus): «Primo master ad offrire competenze tecniche, presto laurea specifica»
Cresce la richiesta di esperti in questo settore. Carlo Maria Medaglia, direttore del Dipartimento di Ricerca alla Link Campus University: «Tutti noi, quando andiamo dal medico, vogliamo sapere che non solo ha fatto una serie di corsi, ma che la sua formazione nel day-by-day sia certificata – specifica il professor Carlo Maria Medaglia, direttore del Dipartimento di Ricerca alla Link Campus University -. Questo vale per tutte le professioni, ancora di più per quella medica»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone