Salute 11 Giugno 2018 13:05

Aggressioni, Ilde Coiro (S. Giovanni): «Il panico può diventare violenza. Serve rete comunicazione tra medico-paziente e accompagnatore»

Un triangolo in cui l’informazione giunga a tutti e tre i vertici. Questa è la priorità per la Direttrice dell’Ospedale capitolino che aggiunge: «Quando un parente arriva al Pronto Soccorso deve conoscere lo stato di salute del malato, altrimenti la paura prende il sopravvento»

Aggressioni, Ilde Coiro (S. Giovanni): «Il panico può diventare violenza. Serve rete comunicazione tra medico-paziente e accompagnatore»

L’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma è una delle strutture assistenziali più grandi del centro Italia. Organizzare più di cinquanta reparti operativi è un sistema complesso soprattutto quando c’è da fare i conti anche con le aggressioni al personale medico e sanitario in aumento costante. «La rete di comunicazione è fondamentale: un parente che non ha notizie dell’assistito può innervosirsi, questo bisogna cercare di evitarlo» lo dichiara Ilde Coiro, Direttore Generale del San Giovanni da circa quattro anni.

«Per ovviare a questo problema – prosegue la Direttrice – la nostra struttura ha sviluppato una rete di comunicazione per cui l’accompagnatore viene informato di ogni fase relativa all’assistenza del paziente. Questo monitoraggio continuo permette al parente di tranquillizzarsi e non farsi prendere dal panico che delle volte può portare a reazioni incontrollate».

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI, LA REAZIONE AL POST TRAUMA È LA SINDROME DI BURNOUT. LANGONE (PSICOLOGA): «BISOGNA CURARE I LUOGHI DI CURA»

A proposito di violenza, di recente, proprio al San Giovanni si è verificato un gravissimo caso di aggressione finito su tutte le pagine della cronaca nazionale. «Una coppia si è presentata al Pronto Soccorso – racconta la Direttrice -, lei accusava dei dolori e la dottoressa di turno ha chiesto all’accompagnatore di allontanarsi per poter ricoverare la paziente. L’accompagnatore ha avuto una reazione esagerata: ha tirato fuori un coltello puntandolo alla gola della dottoressa, dopo di che si è auto lesionato davanti a lei».

«Sicuramente sono contraria alla soluzione delle armi – commenta la Direttrice -. Per quanto possa essere rassicurante un posto di blocco (quello del San Giovanni è stato smantellato per carenza di organico) ritengo che gli aspetti più importanti da risolvere siano quelli della comunicazione, informazione e prevenzione».

«Un problema a cui bisognerebbe porre rimedio è la cattiva formazione – continua -. Mi spiego meglio: i mezzi d’informazione dovrebbero darci sostegno anziché esasperare gli animi parlando sempre male della sanità. Questo atteggiamento contribuisce a far sì che le persone accedano alle nostre strutture già mal predisposte nei confronti degli operatori».

Per contrastare il fenomeno delle aggressioni al personale medico, la FNOMCeO ha proposto l’avvio di una Commissione parlamentare sulla violenza che possa avanzare una proposta di Legge per parificare il reato a quello di violenza a pubblico ufficiale, rendendolo sempre perseguibile d’ufficio e non su querela di parte. «Questa è un’iniziativa che trova sostegno da parte di tutti coloro che fanno parte del mondo sanitario. Un concreto supporto arriva soprattutto da parte della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO), di cui faccio parte come membro – aggiunge – e che ha molto a cuore la questione della violenza e ha interesse a trovare delle soluzioni che possano dare più garanzia di sicurezza a medici e operatori».

 

Articoli correlati
Per i medici è “Blue Monday” tutti i giorni: camici bianchi a rischio burnout
Massimo Tortorella, presidente Consulcesi: «Operatori sanitari allo stremo delle forze. A rischio qualità cure e assistenza». Consulcesi lancia collana di corsi per gestire stress e burnout
L’OMS lancia un’indagine in 26 Paesi europei per valutare le conseguenze del Covid sulla psiche
De Girolamo (IRCCS Fatebenefratelli): «Questionario online per 10000 cittadini tra i 18 e i 70 anni per conoscere ripercussione che avrà il virus su sfera economica, percezione della malattia attraverso l’informazione e ruolo del vaccino»
di Federica Bosco
Covid-19, Lazzari (CNOP): «Impatto psicologico costerà 16 miliardi, prima voce di costo in sanità per 10 anni»
La "psicopandemia" al Forum Risk Management, tra dati e proposte. Calandra (FNO TRSM): «Nella prima ondata eravamo adrenalici, ora siamo solo stremati»
Survey AME, con Covid endocrinologi a forte rischio burnout
La ricerca Ame ha evidenziato forte presenza di rischi da burnout negli endocrinologi, costretti nel 92% dei casi costretti a cambiare mansione
Stanchi nel corpo, avviliti nello spirito. Lo stato d’animo dei professionisti sanitari coinvolti nell’emergenza
La situazione in Italia resta grave e la pressione sugli ospedali non si alleggerisce. Medici e infermieri lavorano senza sosta, al limite delle forze. Ma devono difendersi anche dal fuoco amico
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 22 gennaio, sono 97.536.545 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.091.848 i decessi. Ad oggi, oltre 57,58 milioni di persone sono state vaccinate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns H...
Voci della Sanità

Covid-19, professori di Yale condividono terapia domiciliare “made in Italy”

«Il nostro Paese ancora oggi non dispone di un adeguato schema terapeutico condiviso con i medici che hanno curato a domicilio e in fase precoce la malattia» spiega l'avvocato Erich Grimaldi, Presid...
Lavoro

Medici di famiglia vaccinatori, Scotti (Fimmg): «Impensabile coinvolgerci a queste condizioni»

Il Segretario Nazionale si scaglia contro la mancanza di programmazione: «Per noi nessun fondo in Finanziaria, ma non esiste vaccinazione di massa senza medicina del territorio»