Salute 19 Agosto 2019 15:59

Aggressioni, a Palermo colpiti medico e tecnico radiologo. Grillo: «Legge urgente, chi blocca Paese si assume responsabilità di fermarla»

L’episodio a Villa Sofia è stato denunciato dal sindacato Cimo. Una ventina di persone è riuscita a introdursi nei locali della Uoc di Radiologia dove si trova la sala di risonanza magnetica. «L’ennesimo episodio di aggressione a danno di lavoratori della sanità conferma l’urgenza di una legge antiviolenza» scrive su Twitter il Ministro

Neanche le ferie di agosto fermano le aggressioni al personale sanitario. Questa volta la violenza è scoppiata a Villa Sofia a Palermo: colpiti un medico radiologo e un tecnico di radiologia insultati e strattonati ieri sera intorno alle 23.

A denunciare l’ennesimo caso di violenza contro i camici bianchi è stato il sindacato Cimo secondo il quale a scagliarsi contro i due malcapitati è stato un vero e proprio ‘esercito’ di parenti inferociti di un paziente, un uomo di circa 60 anni che stava per eseguire una risonanza magnetica in urgenza a seguito di una crisi lipotimica e che aveva già eseguita una tac della testa risultata negativa.

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Secondo la ricostruzione del sindacato, una ventina di persone è riuscita a introdursi nei locali della Uoc di Radiologia dove si trova la sala di risonanza magnetica. Il paziente era già stato accolto presso la struttura e il tecnico di radiologia in servizio stava compilando il questionario relativo alla sicurezza del paziente stesso, chiedendo alla moglie eventuali controindicazioni alla esecuzione dell’esame, potenzialmente molto pericolosi e quindi ineludibili.

«L’ennesimo episodio di aggressione a danno di lavoratori della sanità, questa volta a Palermo, conferma l’urgenza di una legge antiviolenza» ha scritto su Facebook il ministro della Salute Giulia Grillo. «Basta Far West – prosegue – le corsie e gli ambulatori sono patrimonio di tutti i cittadini così come chi vi opera ogni giorno. Chi sta bloccando il Paese e il lavoro del Parlamento si assume anche la responsabilità di fermare questa importante legge di civiltà».

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