Professioni Sanitarie 2 Marzo 2021 11:16

TNPEE. Bonifacio (CDAN): «Il 20% dei soggetti in età evolutiva ha bisogno di noi. Distribuzione più equa e capillare sul territorio nazionale»

Il presidente della Commissioni d’albo nazionale dei TNPEE: «La costituzione di un Ordine unico delle professioni sanitarie è un passo importante che permetterà di intensificare la lotta all’abusivismo professionale, offrendo al cittadino le coordinate per scegliere la cura più adeguata alla sue esigenze»

di Isabella Faggiano

Una mappatura completa dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva presenti sul territorio nazionale per far emergere criticità e bisogni. È questo l’impegno delle Commissioni d’albo nazionale e territoriali dei TNPEE in questa prima fase di attività. «Finalmente, dopo tanti anni di lotta, esiste un contenitore unico che, nel tempo, potrà sostenere in modo rilevante le azioni che le varie professioni sanitarie intenderanno portare avanti», dice Andrea Bonifacio, presidente della Commissione d’Albo nazionale dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva.

Una professione numerosa destinata a crescere

Bonifacio paragona l’Ordine delle professioni sanitarie ad un grosso edificio attualmente ancora in fase di costruzione: «Prima di cominciare ad abitarlo – sottolinea il presidente della CDAN dei TNPEE – sarà necessario creare una struttura in grado di accogliere in un unico contenitore le 19 professioni sanitarie, mantenendo le peculiarità di ognuna». I TNPEE sono tra le figure professionali più numerose: «Stiamo per raggiungere i 6mila iscritti all’ordine professionale – dice Bonifacio -. Cifra che ci colloca all’ottavo posto tra le professioni sanitarie più numerose». Questi numeri, per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, saranno destinati ulteriormente a crescere. «A livello internazionale è stimato che circa il 20% dei soggetti in età evolutiva necessita del nostro supporto professionale», commenta il presidente della Commissione d’Albo Nazionale.

Più TNPEE nelle strutture pubbliche

Le varie Commissioni d’Albo territoriali, coordinate dalla Commissione nazionale, hanno mappato le attività cliniche e preventive svolte, negli ultimi anni, dai TNPEE in Italia. «Da questa analisi – sottolinea il presidente della CDAN dei TNPEE – abbiamo riscontrano una distribuzione quantitativa e qualitativa della nostra figura professionale non sempre adeguata alle esigenze. In alcune regioni la figura è molto presente, in altre meno». Una disomogeneità riscontrata anche all’interno dei singoli territori: «I TNPEE operano soprattutto nelle strutture del privato-convenzionato e in regime libero-professionale, con una presenza molto scarsa all’interno delle aziende sanitarie pubbliche. Per questo – aggiunge Bonifacio – vorremmo porre la problematica all’attenzione del Ministero della Salute e della Conferenza Stato-Regioni, evidenziando la necessità di una maggiore presenza della nostra figura professionale, una professione quasi unica al mondo, in grado di garantire le cure più efficaci, all’interno di un’equipe multidisciplinare, per i soggetti in età evolutiva, quella fase della vita che va dalla nascita ai 18 anni».

L’unione fa la forza

La distribuzione equa e capillare del TNPEE sul territorio nazionale dovrà essere accompagnata da un’adeguata campagna di comunicazione: «I cittadini hanno il diritto di essere ben informati sulle finalità dell’Ordine delle professioni sanitarie e, contemporaneamente, sul ruolo di ogni singola professione. È questa la sfida: mantenere la specificità facendo emergere la forza di una struttura unica, che pone le basi per una nuova visione multidisciplinare. Una unione che permetterà anche di intensificare la lotta all’abusivismo professionale, tutelando ulteriormente il cittadino e offrendogli le coordinate per orientarsi nel mondo delle professioni sanitarie, cosi da poter scegliere in modo corretto e adeguato – conclude Bonifacio – quale sia la cura più adatta alle sue esigenze».

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