Professioni Sanitarie 21 Marzo 2022 16:48

Pavimento pelvico, il ruolo dell’ostetrica nella riabilitazione

Panizza (FNOPO): «Un programma di prevenzione efficace dovrebbe essere inaugurato già tra i banchi di scuola. Per la rilevazione precoce delle disfunzioni del pavimento pelvico si utilizza la Perineal Card che, attraverso una scala di valori, colloca la donna in una specifica fascia di rischio»

Pavimento pelvico, il ruolo dell’ostetrica nella riabilitazione

Regola i meccanismi della continenza urinaria, delle feci e dei gas, sostiene il peso del feto durante la gravidanza e ne accompagna la fuoriuscita al momento del parto, consente un’attività sessuale soddisfacente. Sono queste le principali funzioni del pavimento pelvico, un insieme di muscoli, tendini e legamenti, che durante la gravidanza e il parto può subire dei danni. Tali danneggiamenti, seppur non completamente evitabili, possono essere contenuti attraverso specifiche strategie preventive e terapeutiche messe in atto dagli specialisti che prendono in carico la donna dalla gravidanza al puerperio. In questo contesto è centrale il ruolo dell’ostetrica che può offrire il suo contributo in tutte le fasi della vita, dall’adolescenza alla terza età.

La formazione

Le ostetriche vengono adeguatamente formate, sin dall’università, affinché possano guidare la donna alla tutela del pavimento pelvico e sostenerla in un eventuale percorso di riabilitazione. «Già durante il corso di laurea di primo livello in ostetricia si apprendono le nozioni base in materia di riabilitazione e prevenzione del pavimento pelvico. Successivamente – spiega Cristina Panizza, consigliera nazionale FNOPO, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica -, l’ostetrica può arricchire il suo bagaglio formativo attraverso uno specifico master universitario che mira ad offrire informazioni più complete proprio in ambito riabilitativo».

Meglio prevenire che curare

Ogni donna dovrebbe poter affrontare sia i nove mesi di gestazione, che il momento del parto, con un bagaglio di informazioni consolidato sui danni che questi eventi potrebbero apportare al funzionamento del pavimento pelvico. «Un programma di prevenzione efficace dovrebbe essere inaugurato già tra i banchi di scuola – assicura Panizza -. Le ostetriche esperte in riabilitazione del pavimento pelvico dovrebbero tenere dei corsi di formazione, più nello specifico di educazione sessuale, nelle scuole medie inferiori e superiori. In tal modo, ogni giovane donna otterrebbe gli strumenti necessari per conoscere la propria muscolatura e tutelarla nel tempo, evitando di giungere a danni irreversibili, come le incontinenze urinaria, fecale e di gas».

La Perineal Card

La buona teoria, purtroppo, non sempre rispecchia la pratica dei fatti. «Spesso – dice l’ostetrica – ci si interessa a questi argomenti solo durante la gravidanza, ovvero quando queste problematiche potrebbero essersi già troppo accentuate». Da diversi anni, per la rilevazione precoce delle disfunzioni del pavimento pelvico si utilizza la Perineal Card: «Attraverso una scala di valori è possibile collocare le pazienti in una specifica fascia di rischio in base a specifici fattori legati alla gravidanza ed al parto. Ad ogni fattore analizzato viene attribuito uno specifico punteggio: si va dalla predisposizione familiare, a fattori uro-ginecologici (come la presenza di incontinenza urinaria, a gas o feci già prima della gravidanza e stipsi) e ostetrici (come feto superiore ai 4 chili, circonferenza cranica del neonato maggiore di 36 cm, lacerazioni ematomi e infezioni perineali, aumento ponderale della donna maggiore di 14 kg). Sommando i singoli valori si otterrà un punteggio totale che collocherà la signora in una fascia di rischio (bassa, intermedia o elevata). A seconda del risultato ottenuto la donna sarà indirizzata a follow-up periodici o a percorsi riabilitativi a cui prendono parte, in base alla gravità della situazione -conclude Panizza -, più figure, dai medici specialisti, come ginecologi e fisiatri, ai professionisti sanitari della riabilitazione, come ostetriche e fisioterapisti».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Professioni sanitarie, Riposati (CdA Educatori professionali): «Abusivismo ancora diffuso, è il momento di un educatore professionale a tutto tondo»
Il Presidente della commissione d’Albo nazionale degli educatori professionali chiede nuove assunzioni in vista della riforma dell’assistenza territoriale. Tra i problemi anche una disomogeneità nella presenza dei corsi di laurea sul territorio nazionale, con corsi di laurea in educazione professionale scarsamente presenti nel sud Italia
di Francesco Torre
Ortottisti: ecco che ruolo avranno per la realizzazione del PNRR
Lucia Intruglio, presidente della Commissione d’Albo Nazionale degli Ortottisti: «Puntare sulla telemedicina per raggiungere anche le isole minori, dove la figura dell’ortottista è quasi del tutto assente. Sì ad una formazione quinquennale, ma accompagnata da un pari percorso contrattuale»
Gestione del rischio e Covid, Casalino (Tor Vergata): «Con la pandemia abbiamo imparato a lavorare in équipe»
A Tor Vergata le professioni sanitarie hanno così stilato una buona pratica per la gestione del rischio che è stata anche approvata dall’Agenas. Il dirigente Paolo Casalino: «La difficoltà era quella di creare percorsi ben definiti. Ci siamo trovati una pandemia che non sapevamo ancora come poteva evolvere»
di Francesco Torre
Educazione sessuale, il ruolo dell’ostetrica. Vaccari (FNOPO): «Sensibilizzare alla diversità di genere sin dalle scuole materne»
La fertilità non è solo una “faccenda da grandi”. Eppure la maggior parte dei giovani e degli adolescenti sono convinti che la riproduzione sia un valore lontano anni luce dalla loro quotidianità. «Stili di vita malsani in adolescenza possono compromettere la fertilità futura», assicura Silvia Vaccari, presidente della FNOPO, la Federazione Nazionale degli Ordini della […]
Terapisti occupazionali, Congresso 2022. Casa, scuola, tempo libero e lavoro: l’importanza degli “Ambienti di vita”
Il Modello Kawa, Parone (AITO): «La vita è un fiume: l’acqua è l’energia vitale dell’individuo, il letto del fiume è la sua rete sociale, le rocce sono i problemi e le sfide, i detriti sono i beni e le responsabilità. Gli spazi che si formano tra queste strutture rappresentano i punti di intervento della terapia occupazionale»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 28 giugno, sono 544.504.578 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.330.575 i decessi. Ad oggi, oltre 11,65 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali