Professioni Sanitarie 23 Febbraio 2021 12:08

Osteopati, raggiunto l’accordo per la definizione del profilo professionale ma manca il decreto attuativo

Sciomachen (ROI): «Il Miur istituirà il percorso di laurea triennale in osteopatia. A completare l’iter verso il riconoscimento tra le professioni sanitarie sarà, poi, l’equipollenza dei titoli degli osteopati che già praticano la professione»

di Isabella Faggiano

Attendono la definizione del proprio profilo professionale, l’istituzione di una laurea ad hoc e l’equipollenza dei titoli di coloro che già svolgono la professione. La situazione in cui si trovano oggi gli osteopati è la stessa di tre anni fa, al momento dell’approvazione della legge Lorenzin (la n. 3 dell’11 gennaio 2018: “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”).

Con Paola Sciomachen, presidente del ROI,  il Registro degli Osteopati d’Italia, l’Associazione più rappresentativa della categoria, ripercorriamo le tappe essenziali di questo percorso, per capire quanta strada è stata realmente fatta e quanta ce n’è ancora da percorrere.

Fase 1, profilo professionale

«Non siamo a buon punto – confessa Paola Sciomachen –. Dal 2018 ad oggi, nonostante l’innegabile impegno della nostra categoria professionale, non abbiamo completato ancora il primo passaggio, ovvero l’approvazione del decreto attuativo che individui il profilo professionale. Anche se, per fortuna, non siamo proprio al punto di partenza, anzi, forse abbiamo già affrontato proprio la parte più difficile: il raggiungimento di un accordo sulla definizione del profilo professionale dell’osteopata. Il fatto che manchi tuttora il decreto attuativo, che attende il benestare del Consiglio dei Ministri, è anche una conseguenza della pandemia e della situazione politica degli ultimi tempi».

Istituzione del corso di laurea in Osteopatia

Quando il Consiglio dei Ministri avrà approvato il decreto attuativo in questione, la palla passerà nelle mani del Miur che avrà il compito di definire il percorso di laurea in Osteopatia. «Si tratterà di una laurea triennale e – aggiunge la presidente del ROI -, per avere un’idea più precisa di quali dovrebbero essere le materie di studio, abbiamo chiesto il parere degli esperti della Bocconi di Milano che, facendo il punto della situazione tra la figura dell’osteopata in Italia ed all’estero, hanno individuato gli insegnamenti cardine. Resta, però, un importante nodo da sciogliere: chi insegnerà all’interno del corso di laurea in osteopatia se, finora – chiede la presidente del ROI -, gli stessi osteopati operanti sul territorio nazionale, non hanno conseguito una laurea? Staremo a vedere quale sarà la decisione che metterà tutti d’accordo», dice Sciomachen. E, una volta che anche il percorso di laurea in Osteopatia sarà inaugurato, sarà il momento di risolvere la terza ed ultima questione: l’equipollenza dei titoli. «Questo – dice Sciomachen – è un passaggio che, stando alle stime attuali, riguarderà circa 12mila professionisti».

Benefici per cittadini e professionisti

E quanto ci vorrà affinché gli osteopati potranno tagliare il traguardo definitivo? «Difficile dirlo – risponde Sciomachen -. Il passaggio più difficile e più lungo, quello dell’identificazione del profilo professionale, è stato completato. Quindi, speriamo che tutto il resto possa essere definito in tempi ragionevoli: noi lavoriamo per questo, e continueremo senz’altro a farlo».

Ma l’attesa varrà i risultati che si otterranno: «L’appartenenza ad un ordine professionale sarà una garanzia per il cittadino: nessuno potrà più improvvisarsi osteopata, praticherà la professione solo chi avrà alle spalle una formazione adeguata. Emergerà finalmente l’abusivismo professionale e anche gli osteopati – conclude la presidente Sciomachen – potranno avere l’opportunità di instaurare una collaborazione proficua con tutti gli altri professionisti sanitari».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
A 50 giorni dall’istituzione della professione il ROI lancia campagna “L’osteopatia è per tutti”
 Storie e personaggi per raccontare una disciplina al servizio dei bisogni di salute dei pazienti di tutte le età
Osteopatia, con il Progetto Cronos dal 17 al 23 aprile prime valutazioni di lombalgia gratuite in tutta Italia
È possibile prenotare il proprio appuntamento sul sito cronos.roi.it. I pazienti potranno individuare l’osteopata aderente all’iniziativa più vicino a loro attraverso la mappa interattiva disponibile qui. L'iniziativa coinvolge oltre 400 osteopati del ROI-Registro degli Osteopati d’Italia aderenti al progetto CronOs, Cronicità e Osteopatia
Osteopatia, gli italiani chiedono regolamentazione della professione e corso di studi ad hoc
Al Congresso ROI 2022 a Napoli il punto su percorsi accademici e tirocini formativi, equipollenze ed inserimento nei LEA
Osteopatia, dal 18 al 24 aprile il progetto CronOs 2022 con prime visite gratuite per pazienti long Covid
Obiettivo del progetto promosso dal Registro Osteopati d'Italia è quello di informare i cittadini sul supporto che l’osteopatia può offrire ai pazienti che presentano disturbi cronici
Osteopati, Sciomachen (ROI): «Dopo il profilo professionale, attendiamo istituzione del percorso universitario»
La presidente del ROI: «Stabilita la modalità di equipollenza dei titoli ogni tassello sarà al suo posto ed anche gli osteopati potranno ambire ad un ruolo nel Sistema sanitario nazionale, contribuendo soprattutto alla gestione dei malati cronici»
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

World Obesity Day: oltre un miliardo di obesi nel mondo, quadruplicati in 30 anni i bimbi oversize

L'analisi pubblicata su ‘Lancet’: la quota di 'oversize' fra gli adulti è più che raddoppiata nelle donne e quasi triplicata negli uomini dal 1990 al 2022, nell'arco di una t...
di I.F.
Advocacy e Associazioni

Cancro delle ovaie: e se fosse possibile diagnosticarlo con un test delle urine? Nuove speranze per la diagnosi precoce

Cafasso (ALTo): “La sopravvivenza a cinque anni delle pazienti che scoprono la malattia ad un primo stadio si aggira intorno al 85-90%, percentuale che si riduce drasticamente al 17% nel quarto ...
Advocacy e Associazioni

Screening oncologici, da Pazienti e Clinici la richiesta di un’azione più incisiva per ampliare l’offerta e aumentare l’adesione dei cittadini

Tra le proposte degli esperti: introdurre la prevenzione come materia di insegnamento nelle scuole, digitalizzare i processi di invito allo screening, promuovere un’informazione costante e capil...
di I.F.
Lavoro

Nasce “Elenco Professionisti”, il network digitale di Consulcesi Club dedicato agli specialisti della Sanità

L’obiettivo è aiutare il professionista a migliorare la sua visibilità all’interno della comunità medico-scientifica e facilitare i contatti tra operatori. Simona Gori...