Professioni Sanitarie 24 Maggio 2021 10:24

Giornata nazionale del terapista occupazionale, Aito: «La pandemia ha rafforzato l’identità professionale»

Il Segretario nazionale dell’Associazione Italiana dei Terapisti Occupazionali Barbara Lucia: «Attualmente in Italia i terapisti occupazionali sono 2.300, un numero insufficiente per rispondere al fabbisogno di salute e benessere dei cittadini. In molti stati europei, invece, questo professionista è considerato fondamentale nel team multidisciplinare riabilitativo»

di Isabella Faggiano

Era il 24 maggio di 24 anni fa quando, per la prima volta, fu pubblicato il profilo professionale del terapista occupazione in Gazzetta Ufficiale. Per questo, l’AITO (l’Associazione Italiana dei Terapisti Occupazionali), con l’art. 25 del suo statuto, ha deciso di istituire, in questa data, la Giornata nazionale del Terapista Occupazionale.

«La celebrazione del 2021 è dedicata al modo in cui la pandemia ha rafforzato l’identità professionale – spiega Barbara Lucia, Segretario nazionale Aito -. L’attuale emergenza sanitaria Covid-19, infatti, ha modificato le abitudini, riadattato le nostre vite personali e lavorative. In questo contesto anche il terapista occupazionale si è dovuto adattare, cambiando il setting di lavoro, utilizzando nuovi strumenti come videochiamate, telefonate. Grazie alla tele-riabilitazione il terapista occupazionale è riuscito a monitorare, supervisionare, valutare e gestire i pazienti a distanza, soprattutto nel rientro a domicilio».

Il trattamento del paziente Covid

Il terapista occupazionale ha un ruolo fondamentale nella fase riabilitativa di coloro che hanno contratto l’infezione da Covid-19. «Man mano che i sintomi respiratori di un paziente migliorano, questo viene inserito in un piano di riabilitazione funzionale multidisciplinare dove interagiscono varie figure, dal fisioterapista al logopedista. In particolare – aggiunge il Segretario Aito – il terapista occupazionale valuta i bisogni del paziente identificando gli obiettivi e interviene con un programma terapeutico volto all’insegnamento di tecniche di risparmio energetico, all’utilizzo di strategie compensative per svolgere le principali attività della vita quotidiana e addestrare il caregiver o il familiare a gestire il paziente Covid».

I terapisti occupazionali in Italia

Attualmente, in Italia, i terapisti occupazionali sono 2.300: «Un numero ancora insufficiente a rispondere al fabbisogno di salute e benessere dei cittadini – commenta il Segretari Aito -. A dimostrazione di ciò anche le parole del ministro Speranza che, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, ha scritto sui social che “sono ancora troppe le persone che nel nostro paese vivono delle limitazioni nello svolgere semplici azioni quotidiane”».

Ed è proprio sulla routine che lavora il terapista occupazionale. «Tra i suoi obiettivi ci sono il recupero delle autonomie, come fare la doccia, alzarsi dal letto, uso del telefono. Il recupero della partecipazione nella vita sociale e lavorativa, come preparare ed organizzare una valigia, rendere accessibili gli ambienti di lavoro», spiega Barbara Lucia. In che modo? «Utilizzando strategie motorie alternative – risponde la terapista occupazionale -, addestrando il paziente all’uso di tecnologie e ausili, adattando l’ambiente di vita, le attività e con l’utilizzo di training specifici».

Uno sguardo all’Europa

«In molti stati europei, la figura del terapista occupazionale è riconosciuta e considerata fondamentale nel team multidisciplinare riabilitativo, sulla base delle evidenze scientifiche raccolte in materia. Di conseguenza, ci auguriamo che presto anche l’Italia si adatti agli standard europei, incrementando l’ambito formativo  e  implementando i piani di fabbisogno del personale sanitario – dice la professionista -. Sono passati 24 anni dalla pubblicazione del profilo professionale del terapista occupazionale nella Gazzetta Ufficiale n.119/97 e in questi anni, dal 1977, è stato svolto molto lavoro da parte dell’AITO sulla valorizzazione e tutela della professione. Per questo – conclude -, ci auguriamo che con l’ingresso nell’elenco delle associazioni tecnico-scientifiche l’AITO possa  contribuire, in questa nuova veste, alla formazione e ricerca delle scienze occupazionali e nella stesura delle linee guida».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Terapisti occupazionali delle cure palliative. Quaranta: «Aiutiamo i malati terminali a restare protagonisti attivi della propria vita»
La professionista sanitaria: «Sarà una specializzazione sempre più richiesta dopo l’approvazione della legge che vincola tutte le Regioni ad attuare le reti assistenziale di cure palliative»
di Isabella Faggiano
Terapisti occupazionali, Lodi Pasini (Aito): «In aumento i libero professionisti e le richieste d’intervento domiciliare»
Il vicepresidente Aito: «Non di rado il nostro intervento è uno dei pochi legami che consente alle persone di tenere un contatto con l’esterno, aiutandole a mantenere autonomia e socialità»
di Isabella Faggiano
Terapisti occupazionali. Gli obiettivi Aito 2021, il neo Presidente Parone: «Aumentare il numero dei professionisti e creare una rete internazionale»
Nonostante la recente istituzione di albi e ordini, l’Associazione italiana terapisti occupazionali ha conservato il suo numero di iscritti. Parone: «Questa è la dimostrazione dell’impegno del precedente consiglio direttivo. Continueremo il loro lavoro»
di Isabella Faggiano
Terapisti occupazionali, Casu (Aito): «Stress da Covid-19 non quantificabile, ma “occupazioni” significative alimentano benessere mentale»
Il presidente Aito: «Al nuovo direttivo auguro di riuscire a condurre la professione nel team di prevenzione, cura e riabilitazione e di creare rete con studenti, mondo universitario e società scientifiche»
di Isabella Faggiano
«La pandemia mette alla prova la capacità di adattamento di tutti». Il ruolo dei terapisti occupazionali all’epoca del Covid-19
Gabriella Casu (Associazione Italiana Terapisti Occupazionali): «Ci aspettiamo di essere impegnati anche nello studio degli effetti dello smart working sulle dinamiche familiari e sulla sfera della produttività e del tempo libero. Potremmo avere un ruolo importante all’interno delle scuole per facilitare l’utilizzo della teledidattica»
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 15 ottobre, sono 239.611.288 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.882.126 i decessi. Ad oggi, oltre 6,57 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Ecm

Formazione ECM, Sileri: «Tre mesi per recuperare trienni passati, poi controlli e sanzioni a irregolari»

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ricorda la scadenza della proroga dei trienni formativi 2014-2016 e 2017-2019 prevista per il 31 dicembre 2021, e chiarisce: «Non ci saranno altre...
Formazione

Punteggi anonimi per il test di Medicina 2021, a qualcuno non tornano i conti

Si confrontano i punteggi anonimi del test di Medicina 2021 e si fanno le prime previsioni sulla soglia minima per entrare, che oscilla tra due cifre. Intanto in molti lamentano di non aver ricevuto i...