Professioni Sanitarie 3 Marzo 2020

Coronavirus, vademecum UNID-SIMEDET con le raccomandazioni per gli igienisti dentali: «Attenzione alle mascherine, non tutte sono efficaci»

Tra le raccomandazioni, redatte con il supporto degli igienisti della Simedet, l’utilizzo regolare degli usuali dispositivi di protezione (occhiali, guanti, divisa) e la disposizione di evitare affollamento negli studi. Importante scegliere la mascherina FFP3 che protegge efficacemente da aerosol di goccioline, molecole proteiche, virus, batteri, funghi e spore

Il pericolo coronavirus sta costringendo tutte le professioni, e in particolar modo quelle sanitarie, a rivedere o rafforzare i protocolli di sicurezza allo scopo di evitare il contagio. Misure necessarie anche per gli igienisti dentali, una professione a stretto contatto con gli utenti. L’UNID, Unione Nazionale Igienisti Dentali, ha redatto un vademecum per i propri iscritti redatto in collaborazione con gli specialisiti di igiene della Simedet, Società italiana di medicina diagnostica e terapeutica, in cui vengono elencate le principali raccomandazioni da adottare.

«Nello studio odontoiatrico – si legge – bisogna mantenere alta l’attenzione verso gli abituali comportamenti messi in atto per contrastare il rischio delle infezioni crociate, come il ritenere ogni singolo paziente potenzialmente affetto da malattia trasmissibile, mantenere un livello di attenzione costante, adottare sempre le norme preventive di igiene (disinfezione e sterilizzazione) ed indossare i mezzi barriera protettivi personali».

LEGGI IL MANIFESTO UNID-SIMEDET

Tra le raccomandazioni, lavarsi le mani con sapone prima e dopo ogni singola prestazione, indossare gli usuali dispositivi di protezione: divisa e copricapo, occhiali o visiera protettiva, guanti. Focus speciale sulla scelta della mascherina: bisogna distinguere le maschere di protezione respiratorie dalle mascherine chirurgiche, queste ultime sono dispositivi medici e nascono con lo scopo di proteggere il paziente in situazioni specifiche (es: sala operatoria) e non il personale sanitario dal momento che non presentano un bordo di tenuta sul volto ed uno specifico sistema filtrante per aerosol solidi e liquidi.

«Per prevenire il rischio di contagio – continua il testo – indossare dispositivi che coprono naso, bocca e mento, costituiti interamente da materiale filtrante in grado di proteggere contro gli aerosol sia liquidi che solidi. Questi tipi di maschere sono divisi in 3 classi di protezione FFP (Filtering Facepiece Particles, «filtrante facciale contro le particelle»). Sono dei dispositivi di protezione respiratoria di alta qualità, adatti all’ambito professionale, servono essenzialmente a proteggere contro le particelle sottili, la polvere e diversi virus».

LEGGI ANCHE: LA COMUNICAZIONE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: DALLE INCOERENZE DEI POLITICI ALLE DISCUSSIONI TRA ESPERTI (NON PROPRIO RASSICURANTI)

Non sono sufficienti le maschere di protezione FFP1 perché non offrono la protezione desiderata contro i virus. Solo le maschere di classe FFP-2 e FFP-3 proteggono efficacemente chi le indossa da aerosol di goccioline, molecole proteiche, virus, batteri, funghi e spore e persino da polveri altamente pericolose come le fibre di amianto. In generale, le maschere FFP2 e FFP3 si ritiene abbiano un’efficacia filtrante del 92% e del 98%.

«Ci troviamo tutti coinvolti ad affrontare un momento particolarmente allarmante per il nostro paese – sottolinea il Presidente UNID Domenico Tomassi -. Noi igienisti dentali conosciamo già molto bene come contenere i rischi delle infezioni crociate tra i nostri pazienti ma quello che oggi dobbiamo e possiamo fare è molto più rilevante, in qualità di Professionisti Sanitari è fondamentale il nostro impegno nel limitare al massimo la diffusione del contagio di questo nuovo virus attraverso la sensibilizzazione e l’informazione per contenere la propagazione di questa aggressiva infezione».

«La Simedet – spiega il Presidente Fernando Capuano – ha sostenuto ed aderito volentieri alla lodevole iniziativa della professione sanitaria degli Igienisti Dentali dell’UNID che ha realizzato un ottimo manifesto sulle norme di igiene pubblica per la prevenzione della infezione da COVID-19. Tutte le professioni sanitarie devono concorrere alla tutela della salute dei cittadini e di loro stessi con una informazione corretta che non trasmetta falsi allarmismi o panico. Semplici manovre di igiene delle mani e di abitudini possono ridurre la trasmissione non solo del coronavirus ma anche dei numerosi germi che ogni anno mietono ancora più vittime con le infezioni nosocomiali».

Tra gli altri accorgimenti segnalati c’è quello di togliere la mascherina FFP3 ad intervalli regolari prevedendo dei tempi di pausa tra un paziente e l’altro per evitare eccessivi stress cutanei, invitare i pazienti in appuntamento ad entrare nello studio puntuali (non in anticipo), possibilmente senza accompagnatori, arieggiare tutti gli ambienti dello studio costantemente.

Inoltre i professionisti dovrebbero informarsi sui viaggi all’estero o nelle aree nazionali a rischio del paziente nei giorni immediatamente precedenti l’appuntamento e chiedere se il paziente presenta qualsiasi sintomatologia riconducibile ad infezione da coronavirus: raffreddore, febbre, mal di gola, malessere generale. In caso di risposte positive l’invito è a rinviare l’appuntamento, controllare il suo stato di salute ed escludere l’infezione.

Nelle raccomandazioni anche una pratica guida della World Health Organization su come indossare la mascherina di protezione.

 

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