Professioni Sanitarie 7 Marzo 2020

Coronavirus, maxi Ordine Professioni sanitarie: «Governo tenga conto delle difficoltà di tutte le professioni sanitarie»

La FNO TSRM e PSTRP presieduta da Alessandro Beux chiede che nel testo del Decreto legge varato per potenziare il Sistema sanitario «non siano inseriti temi che, seppur importanti, nulla hanno a che vedere con l’emergenza Covid-19»

Il Decreto legge denominato “Misure straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria e per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale” varato dal Consiglio dei Ministri per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, alle prese con la difficile emergenza coronavirus, prevede, tra le altre cose, l’assunzione di 20mila unità tra medici, infermieri e personale sanitario. Sul tema interviene anche la Federazione nazionale degli Ordini dei TSRM PSTRP, presieduta da Alessandro Beux, che chiede che si tenga conto delle necessità anche delle professioni sanitarie afferenti al maxi Ordine: «Ai fini dell’assunzione straordinaria e urgente di personale auspichiamo che, con le giuste proporzioni, il testo definitivo del decreto-legge tenga conto delle difficoltà in cui versano tutte le professioni sanitarie. Inoltre, ci auguriamo che, stante la delicatezza della situazione che il decreto-legge si propone di gestire, nel testo non siano inseriti temi che, seppur importanti, nulla hanno a che vedere con l’emergenza Covid-19» si legge in una nota della Federazione.

La stessa FNO TSRM e PSTRP ha voluto ringraziare con una nota tutto il personale sanitario alle prese con la difficile emergenza. «I recenti focolai di Covid-19 hanno, ancora una volta, reso evidenti la disponibilità, l’abnegazione e la competenza dei operatori sanitari del nostro Paese – si legge nel testo -. Oltre ai Medici e agli Infermieri, ai quali va anche la nostra gratitudine, in prima linea, esposti e sotto pressione, ci sono numerosi colleghi di altre professioni sanitarie, meno note e visibili, ma il cui contributo è indispensabile e non surrogabile, tutte meritevoli di attenzione e di riconoscenza per quel che stanno garantendo all’interno della situazione determinatasi».

«Tra queste, per la frequenza, l’intensità e l’esposizione che in questi giorni caratterizzano la loro azione, è doveroso ricordare gli Assistenti sanitari, per l’attività a supporto della comunità e dei singoli individui: inchieste epidemiologiche, ricerca attiva dei contatti, sorveglianza sanitaria, formazione e prevenzione; i Tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, per le persone che hanno bisogno di ossigenazione extracorporea (ECMO); i Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, per l’impegno nei servizi di prevenzione e protezione, al fine di porre in essere le disposizioni ministeriali e regionali e formare al corretto uso dei DPI; i Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, per gli esami microbiologici e virologici (es. cosiddetto tampone) indispensabili per diagnosi molecolari rapide e affidabili, necessarie al controllo e alla gestione dell’emergenza; i Tecnici sanitari di radiologia medica, per le indagini radiologiche effettuate con finalità diagnostiche o di controllo nel tempo (in Lombardia ce ne sono già un paio di decine in quarantena obbligatoria). A loro va la nostra più sentita gratitudine, in attesa di fare altre riflessioni e considerazioni quando sarà terminata l’emergenza».

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