Politica 4 Luglio 2019

Sassoli e Castaldo ai vertici del Parlamento Ue, medici ex specializzandi e Formazione ECM al centro della loro agenda

A Strasburgo l’esponente Pd è stato eletto presidente prendendo il posto di un altro italiano, Antonio Tajani. Confermato vicepresidente l’eurodeputato M5S. Giusta remunerazione dei medici ex specializzandi e incentivi alla formazione, tante idee per la sanità: aumentano le chance per il riconoscimento dei diritti di medici e operatori sanitari

di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
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Da Strasburgo buone notizie per la sanità italiana. Ai vertici dell’Europarlamento sono stai eletti due esponenti politici che in campagna elettorale si sono spesi in prima persona per i diritti dei medici e degli operatori sanitari: si tratta di David Sassoli, Pd, che prende il posto di Antonio Tajani alla guida del Parlamento europeo. Candidato ufficiale dei Socialisti e democratici e sostenuto anche dal Ppe, Sassoli durante la seduta plenaria a Strasburgo ha ricevuto 345 voti. Confermato tra i 14 vicepresidenti l’eurodeputato del Movimento Cinque Stelle Fabio Massimo Castaldo.

Con queste nomine aumentano le possibilità che le istanze di migliaia di medici trovino accoglimento in Europa, a partire dal tema degli ex specializzandi che ancora aspettano giustizia.

Su questo il neopresidente del Parlamento Ue Sassoli aveva speso parole chiare durante la sua visita al gruppo Consulcesi: «Il problema è molto serio e molto sentito. Noi avremmo bisogno in qualche modo di aumentare le possibilità di andare in mediazione senza ingolfare i tribunali, senza mettere in pratica dei meccanismi che durano anni e che non trovano nessuna soluzione o che trovano delle soluzioni addirittura sbagliate».

Anche Fabio Massimo Castaldo, anche lui in vista al gruppo Consulcesi, si era schierato al fianco dei medici in una battaglia che va avanti ormai da anni: «È fondamentale – aveva dichiarato – che il Parlamento Europeo si faccia carico di fare le dovute pressioni nei confronti del legislatore e dell’esecutivo italiano affinché si dia finalmente piena applicazione a diritti che sono sanciti in modo inequivocabile da parte di direttive europee che sono, ahimè, da troppi decenni disapplicate». Castaldo aveva anche rilanciato l’ipotesi di un «accordo transattivo che possa finalmente chiudere questa annosa questione dando certezza del diritto e dando pieno godimento di quelli che sono semplicemente diritti maturati in base alla normativa europea».

Altro tema che sarà certamente nell’agenda del prossimo Parlamento europeo è quello della Formazione continua dei professionisti sanitari che, dopo la lettera inviata agli Ordini dalla FNOMCeO, è tornato in primo piano. Per Castaldo «l’ECM è fondamentale, non si può pensare che chi si è laureato 20-25 anni fa continui ad operare e ad agire seguendo le stesse tecniche con le quali si era formato al momento dei propri studi universitari. È fondamentale quindi continuare a interagire con il mondo della ricerca, con il mondo della formazione, affinché le migliori tecniche, le best practice attuali siano costantemente alla portata di chi opera quotidianamente in campo sanitario».

Sassoli aveva sottolineato come la formazione continua sia una qualifica sempre più richiesta dai pazienti: «Avere medici che in qualche modo si aggiornano è molto importante per loro e per i pazienti. Dobbiamo incentivare questo meccanismo. Una possibile soluzione è la possibilità di avere dei punteggi per partecipare a dei concorsi, ci sono tanti modi per dare dei premi a chi in realtà si attrezza meglio per svolgere la propria professione. Questo naturalmente dobbiamo incentivarlo».

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