Politica 1 marzo 2018

Matteo Orfini (Pd): «Puntiamo a una sanità moderna, innovativa e che guardi al futuro con professionisti e volti nuovi»

L’intervista al Presidente PD: «Valorizzare le professionalità di chi lavora in campo medico. Noi l’abbiamo fatto con la Legge Gelli e non solo. Questa è la carta d’identità con cui ci presentiamo alle elezioni»

Aumento di risorse per il SSN, sblocco delle assunzioni, superamento graduale dei ticket e una nuova gestione delle liste d’attesa. Queste le proposte del Partito Democratico in tema di sanità, un campo di cui si è parlato troppo poco in campagna elettorale perché la polemica politica sui vaccini ha rubato spazio a tutto il resto.

Matteo Orfini, Presidente del Pd, già commissario romano dei dem, correrà a Roma Ovest per un seggio alla Camera e guiderà il centrosinistra nel collegio uninominale Roma 5 alle prossime elezioni politiche del 4 marzo. Orfini, ai microfoni di Sanità Informazione, fa il punto sui traguardi raggiunti in questi anni e indica la direzione giusta su cui continuare a lavorare.

Presidente Orfini, che ruolo avrà la sanità nel programma politico del Partito Democratico?

«La sanità avrà un ruolo fondamentale come ce l’ha avuta in questi anni. Noi abbiamo fatto molte cose positive sia in termini di riforme e di leggi, sia in termini di inversione di rotta sulle risorse. È chiaro che la sfida per una sanità moderna, innovativa che guardi al futuro passa attraverso la capacità di tenuta del nostro sistema sociale, del welfare, soprattutto di fronte all’invecchiamento della popolazione che è un tratto delle società occidentali. In più, credo che vadano valorizzate le professionalità di chi lavora in questo settore. Noi l’abbiamo fatto con alcune leggi importanti come la Legge Gelli-Bianco sulla responsabilità professionale dei medici. Abbiamo fatto tante cose che questo settore aspettava da anni, questa è la carta d’identità con cui ci presentiamo alle elezioni e vogliamo proseguire così».

Qual è stato il provvedimento sanitario più importante approvato dal Pd nella legislatura appena trascorsa?

«Sicuramente la legge Gelli-Bianco, attesa da tanto tempo dai medici e dai professionisti sanitari. Una legge ben accolta perché è stata costruita insieme a loro attraverso un dialogo lungo, serio e approfondito».

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È soddisfatto dei candidati presentati dal Partito Democratico e pensa che il mondo sanitario sia rappresentato a sufficienza?

«Penso che abbiamo composto delle liste importanti con candidati forti e preparati che hanno sviluppato una professionalità e competenza politica. In più, abbiamo aperto le porte a volti nuovi come quello del pediatra Paolo Siani, un personaggio per noi estremamente significativo. Lo abbiamo voluto in un ruolo importante, nella sua città, Napoli, in una realtà in cui abbiamo faticato tanto e vogliamo dimostrare che il Pd sa essere diverso e sa cambiare. Come lui ce ne sono altri. Penso che ci sia stata un’apertura a esponenti di valore della società civile che porterà anche dei frutti positivi».

Il responsabile Sanità del Pd Federico Gelli propone, nel suo libro, il superamento graduale dei ticket. È questa la proposta del suo partito?

«Ho lavorato spesso in questi anni insieme a Federico Gelli, lui è il nostro responsabile sanità e ciò che dice è frutto di una valutazione condivisa. Naturalmente non è semplice perché, com’è noto, ci sono dei vincoli economici notevoli ma penso che questa sia la direzione giusta su cui continuare a lavorare».

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