Politica 21 Marzo 2019

Ex specializzandi, De Poli (Udc): «Dopo sentenza Corte d’Appello di Roma approvare subito Ddl: medici vogliono giustizia»

Il tribunale ha riconosciuto a 490 camici bianchi altri 15 milioni di euro e ha riformato la posizione di altri 172 medici tutelati da Consulcesi che avevano perso in primo grado. Il senatore dell’Unione di Centro, primo firmatario di un disegno di legge per un accordo transattivo con il governo: «Circa 560 circa medici che hanno avuto ragione, ma ce ne sono altri 118mila che stanno aspettando»

Immagine articolo

«Facciamo passare questo ddl, oppure il governo faccia un suo intervento: è importante fare giustizia rispetto a un tema così importante». Il Senatore Antonio De Poli, Udc, torna sul tema del diritto alla remunerazione degli ex specializzandi e rilancia il disegno di legge di cui è primo firmatario per un accordo transattivo che conterrà i costi del contenzioso di 5 miliardi. Lo fa all’indomani della sentenza della Corte d’Appello di Roma, ottenuta da Consulcesi, che ha riconosciuto a 490 camici bianchi altri 15 milioni di euro e ha riformato la posizione di altri 172 medici che avevano perso in primo grado, aggiungendo 4 milioni di euro in loro favore. «Non è un fattore strettamente economico – continua De Poli – È rendere giustizia. Io credo che oggi questo sia un incentivo proprio morale e culturale per migliaia di medici che vogliono sentire riconosciuto un proprio percorso professionale».

LEGGI ANCHE: EX SPECIALIZZANDI, LA CORTE DI APPELLO DI ROMA RICONOSCE ALTRI 119 MILIONI DI EURO E RIBALTA IL PRIMO GRADO PER 172 MEDICI

Senatore, parliamo del tema degli ex specializzandi di cui lei si è occupato essendo tra i firmatari di un disegno di legge per una transazione, che è tornato d’attualità per una recente sentenza di una Corte d’Appello che, ribaltando il giudizio in primo grado, dà ragione ai medici che non erano stati retribuiti durante la specializzazione…

«Una sentenza che mette un po’ di giustizia su questo tema. Si tratta di circa 560 circa medici che hanno avuto ragione, ma ce ne sono altri 118mila che stanno aspettando giustizia. Noi proprio per questo motivo abbiamo presentato, io come primo firmatario, un disegno di legge che va a definire una transazione facendo risparmiare allo Stato circa 5 miliardi di euro: credo che questo sia un modo serio e concreto per combattere la burocrazia, fare giustizia rispetto a un tema così importante in un momento di grande difficoltà dove mancano decine di migliaia di medici, dove non abbiamo medici all’interno dei nostri ospedali, dove non abbiamo infermieri. Quindi io credo che per dare una risposta, un segnale in questo momento a tutti i nostri medici, dobbiamo fare giustizia: diamo queste risposte, facciamo passare questo Ddl, oppure il governo faccia un suo intervento, non è un problema di chi vuole essere il più bello e il più bravo, ma bensì un problema reale e concreto della sanità e della salute dei nostri cittadini. Oggi dobbiamo tenerci i medici che abbiamo, con questo forse riusciamo a tenerli all’interno delle nostre corsie per un po’ più di tempo».

Anche perché non è solo una questione di risparmio del rimborso che viene dato ai medici, sono le sentenze a certificarlo, ma questo ribaltamento di una sentenza di primo grado che fa seguito ad altri casi di questo genere, dimostra anche che le aule giudiziarie, che già sappiamo intasate, vengono impiegate in questa vicenda che ormai anche a livello europeo è stata identificata come un diritto dei medici ad essere risarciti…

«Certamente sì. Come diceva lei, non è un fattore strettamente economico. È rendere giustizia. Io credo che oggi questo sia un incentivo proprio morale e culturale per migliaia di medici che vogliono sentire riconosciuto un proprio percorso professionale e oggi possono dire finalmente: anche lo Stato italiano, la sanità italiana e quindi i cittadini hanno riconosciuto il nostro percorso e forse questo li incentiva a rimanere all’interno della struttura sanitaria e non andar via».

LEGGI ANCHE: EX SPECIALIZZANDI, 16 MILIARDI A RISCHIO PER LE CASSE DELL’ERARIO. ARRIVA DDL PER ACCORDO TRA GOVERNO E CAMICI BIANCHI

Abbiamo visto recentemente i dati su quota 100 che è un altro provvedimento che incentiva tantissimi dipendenti del Servizio sanitario a scegliere il prepensionamento agevolato da questa norma di legge. Questo può svuotare i servizi sanitari, quindi questa transazione potrebbe garantire un ulteriore risparmio di risorse per la sanità e permettere nuove assunzioni…

«Assolutamente sì. Qui entriamo in un campo importante che è la formazione, il percorso all’interno delle università, il numero chiuso, quindi dobbiamo capire quanto oggi dobbiamo allargare rispetto ad una richiesta importante, quanti incentivi dobbiamo dare alle scuole di specializzazione, anche perché formiamo medici, poi mancano posizioni e molti vanno all’estero perché non ci sono posti a sufficienza. Credo che dobbiamo fermarci con attenzione su questo punto perché la salute è il bene primario per tutti noi e di conseguenza chi ci dà la possibilità di essere curati sarebbe fondamentale che ci sia e ci sia nel migliore dei modi per dare queste risposte».

 

 

 

Articoli correlati
Giovani medici, Pollifrone (Cao Roma): «Ecco come l’Ordine vi supporta e agevola nell’avviamento alla professione»
«Corsi formativi, il 50% della quota d’iscrizione per i primi tre anni, le consulenze legali e commerciali da parte nei nostri esperti e l’apertura di uno studio medico in sole 24 ore» così Brunello Pollifrone, Presidente Cao
Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo
L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna, Irlanda, Germania e Grecia. Consulcesi avvia la battaglia legale per tutelare i medici e ottenere i risarcimenti
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
Dalla carriera all’aumento economico, tutto quello che c’è da sapere sul contratto dei medici. E su cosa si dividono i sindacati
Un vademecum del sindacato Anaao-Assomed ha provato a riassumere i punti qualificanti del contratto della dirigenza medica. Ma su molti aspetti le interpretazioni dei sindacati firmatari e quelli contrari divergono. Ecco una mappa con le diverse posizioni
Carenza medici, De Poli (Udc): «Serve riforma della formazione, Governo agisca»
Il senatore dell'Unione di Centro sottolinea: «È impensabile programmare di formare 10 laureati in Medicina e poi finanziare le borse di specializzazione solo per 5 di loro. Si crea un imbuto formativo che sta strozzando il nostro sistema»
Incontro Bussetti-FNOMCeO, obiettivo superare l’imbuto formativo. Anelli: «Allineare numero borse e numero laureati»
Incontro al Miur tra delegazione FNOMCeO e il ministro dell'Istruzione. «Una delle ipotesi al vaglio potrebbe essere quella di un piano straordinario, da condividere con il Ministro della Salute Giulia Grillo, che prevederà, per i prossimi anni, un canale aggiuntivo di accesso alle scuole, con una quota di contratti riservati a coloro che, già laureati da un certo tempo, non abbiano trovato posto nelle specializzazioni», spiega il presidente FNOMCeO Anelli
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone