Politica 28 Dicembre 2018

Deroga iscrizione Ordini, la bocciatura dei fisioterapisti. Tavarnelli (Aifi): «Si riaprano i percorsi di equivalenza già previsti dalla legge 42 del ’99»

Il presidente Aifi: «Senza un passo indietro si rischia una sanatoria globale, una grande confusione per il cittadino ed una scarsissima tutela della sua salute»

di Isabella Faggiano
Immagine articolo

«Una sanatoria dell’abusivismo professionale». È questo lo scenario che Mauro Tavarnelli, presidente Aifi, l’Associazione italiana fisioterapisti, immagina senza un correttivo urgente al comma 283 bis del maxiemendamento alla legge finanziaria. «Un gravissimo danno – ha aggiunto – per la salute dei cittadini e per i professionisti».

I fisioterapisti bocciano, dunque, senza riserva il provvedimento inserito nella legge di Bilancio che consentirà ai professionisti sanitari, che hanno lavorato 36 mesi negli ultimi 10 anni, di continuare ad esercitare anche senza i titoli per iscriversi al maxi Ordine delle professioni sanitarie. Un’opposizione che si unisce a quella già dichiarata da altre categorie coinvolte: «La nostra posizione – ha spiegato il presidente Aifi – è la stessa espressa dal coordinamento nazionale delle professioni che, ieri, ha inviato una lettera aperta al ministro della Salute, Giulia Grillo, ed alla presidente della commissione Affari Sociali alla Camera, Marialucia Lorefice, per proporre un passo indietro su questo provvedimento che noi riteniamo assolutamente sbagliato e pericoloso».

LEGGI ANCHE: DEROGA ISCRIZIONE ORDINI, BEUX (TSRM e PSTRP): «CONDIVIDIAMO OBIETTIVI MA COSI’ SI RISCHIA SANATORIA. IN DECRETI ATTUATIVI SI PONGA RIMEDIO O FAREMO DA SOLI»

Ma non è tutto. Il provvedimento, oltre che rischioso, sarebbe anche inutile: per i fisioterapisti la soluzione è già disponibile da alcuni anni. «La legge 42 del ’99 – ha commentato Tavarnelli – già permetteva a tutti coloro che avevano dei titoli precedenti a quelli attualmente previsti per esercitare professioni sanitarie di accedere ai percorsi di equivalenza». Una strada che molti professionisti hanno già intrapreso con successo: «Attraverso la validazione dei titoli e la certificazione dell’anzianità di servizio, ben 1.700 persone con qualifiche non uguali ma riconducibili a quelle del fisioterapista – ha raccontato il presidente Aifi – sono stati riconosciuti, con decreto ministeriale nominativo, come professionisti equivalenti».

Un’alternativa che il presidente Tavarnelli assicura di aver proposto più volte alle Istituzioni: «Da diversi anni consigliamo di riaprire questo percorso a coloro che, per varie motivazioni, erano rimasti fuori dal precedente. Ma non siamo stati ascoltati ed ora ci ritroviamo a fare i conti con un emendamento fin troppo generico. Nessuno – ha assicurato – avrebbe perso il suo posto di lavoro». Secondo il presidente Aifi, infatti, questa soluzione avrebbe tagliato fuori solo gli abusivi, «ovvero – ha spiegato –  coloro che hanno titoli assolutamente non tracciabili oppure che hanno conseguito la qualifica dopo il 1999». Per chiarire la situazione di questa categoria di persone, secondo Tavarnelli sarebbe necessario rispondere ad un’importante domanda: «A quale titolo sono stati assunti?-  ha chiesto il presidente Aifi -. Non è possibile – ha spiegato – sanare la posizione di questi soggetti solo in virtù del fatto che “sono stati assunti”. Stiamo parlando di lavoratori che si occupano di salute pubblica e credo che nessuno si farebbe operare da una persona che ha fatto il medico per alcuni anni senza averne il titolo previsto».

LEGGI ANCHE: PROFESSIONI SANITARIE, SCONTRO SU DEROGA PER ISCRIZIONE A ORDINI. GRILLO: SALVIAMO POSTO A 20MILA OPERATORI». BEUX (TSRM-PSTRP): «NON ISCRIVEREMO ABUSIVI»

Intanto, c’è chi ripone le sue speranze di cambiamento nella stesura dei decreti attuativi, ma Tavarnelli anche su questo punto esprime alcune perplessità: «Non vorrei essere nei panni di chi dovrà fare il decreto attuativo, perché non capisco come sarà possibile attribuire dei titoli a coloro che finora hanno esercitato senza averne uno. I correttivi sono possibili e credo che possano essere messi in campo in tempi brevissimi, soprattutto a livello legislativo. Chiederemo con forza al Parlamento di attenersi a quanto già previsto dalla legge, riaprendo i percorsi di equivalenza e riconoscendo il ruolo dei professionisti attraverso la validazione dell’esperienza lavorativa e del titolo formativo». E senza un correttivo i rischi sarebbero enormi: «Si darebbe vita ad una sanatoria globale, creando – ha concluso Tavarnelli – una grande confusione per il cittadino ed una scarsissima tutela della sua salute».

Articoli correlati
Sanità del futuro, il Ministro Giulia Grillo: «Ecco come accorceremo le liste d’attesa con la digitalizzazione»
All’incontro Wired Health la titolare della Salute ha parlato di una “cabina di regia” per combattere le fake news: «C’è necessità di comunicare meglio soprattutto temi scientifici. Per questo sono andata in Rai chiedendo di incominciare ad utilizzare l’informazione pubblica per creare una cultura sulla sanità con le prime nozioni di pronto soccorso»
di Federica Bosco e Cesare Buquicchio
Responsabilità sanitaria, Fnopo: «Giornata storica la firma dell’Accordo con il Consiglio Superiore Magistratura e il Consiglio Nazionale Forense»
«La firma dell’accordo con il CSM e il CNF è un risultato che potremmo definire quasi storico – commentano i vertici FNOPO - . Sono stati mesi di confronto attento e incessante che ha avuto sempre un solo obiettivo: garantire al sistema giudiziario, ai professionisti coinvolti in contenziosi e ai cittadini che reputano di aver subìto un danno, la migliore assistenza di qualità e imparzialità»
Vaccini, scatta obbligo certificazione: due bambini allontanati nel Lazio da scuola. Grillo: «Numeri della copertura vaccinale sono alti, il dibattito ha funzionato»
I presidi: «Rischiamo denunce per abuso di atti d’ufficio ma applichiamo soltanto la legge». Nel Movimento Cinque Stelle fronda chiede che i ragazzi siano fatti entrare a scuola
di Isabella Faggiano
Trasparenza del prezzo dei farmaci, risoluzione italiana all’Oms. Il ministro Grillo: «Nel nostro paese 30 miliardi investiti per l’acquisto di farmaci tra pubblico e privato»
Il documento italiano sarà discusso a Ginevra durante la prossima assemblea mondiale, che si svolgerà dal 20 al 28 maggio. Il direttore generale di Aifa Li Bassi: «Ci assumiamo la responsabilità di essere i portabandiera di un’istanza internazionale»
di Isabella Faggiano
Sociologi della salute, Toniolo (Siss): «Legge Lorenzin ci ha riconosciuti come professionisti socio-sanitari, ma non abbiamo né Ordine, né Collegio»
«Analizzare i bisogni di salute e progettare le migliori soluzioni per soddisfarli». Il presidente della Società italiana di Sociologia delle Salute descrive i principali compiti del sociologo della salute e le nuove sfide professionali, tra pubblico e privato
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone
Politica

Professioni sanitarie, Beatrice Lorenzin: «Ordine importante per combattere abusivismo. Ma dal Governo passi indietro con deregulation»

«Abbiamo bisogno sempre di una maggiore specializzazione e anche di una capacità di intercettare i cambiamenti tecnologici», sottolinea a Sanità Informazione l’ex ministro della Salute, oggi dep...