Politica 11 Settembre 2019

Autonomie, Collina (PD): «Contrario al progetto, serve omogeneità». Primo nodo sarà il Bilancio

Ottimismo tra i senatori del Partito Democratico per la nomina di Roberto Speranza al Ministero della Salute. «Dobbiamo attendere l’individuazione dei sottosegretari», precisa il vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità, Stefano Collina. Boldrini (PD): «Cosa c’è in agenda? Partiremo dalla Legge di Bilancio»

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«Il Ministero della Salute con questo nuovo Governo sembra avviato ad avere un nuovo impulso», è il giudizio positivo del vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità in Senato, Stefano Collina, esponente del Partito Democratico. I senatori dem che si occupano di sanità tirano le fila di quella che sarà la nuova agenda di governo. «Dobbiamo attendere l’individuazione dei sottosegretari», tiene a precisare il vicepresidente Collina non potendo già stilare un calendario di quelli che saranno i primi provvedimenti che andranno sul tavolo.

«Sappiamo che la Sanità è un tema importante per il nostro Paese, ma è cruciale sicuramente nel momento in cui si discutono temi come l’autonomia differenziata delle varie regioni», spiega il senatore del Pd ai microfoni di Sanità Informazione. Lo riusciamo ad intercettare nei corridoi del Senato, tra una pausa e l’altra dalla discussione in Aula, in occasione della fiducia. Quando gli domandiamo se le accuse di essere di fronte a un governo tutto spostato sul meridione, Collina precisa: «Le cose non stanno esattamente così. Quando la ministra Grillo ha incontrato i presidenti delle regioni Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, non ha trovato grandi problemi rispetto ai temi sanitari. Parliamo di regioni che hanno la sanità più avanzata nel nostro Paese. Io eviterei di affrontare questi temi in modo, diciamo, ‘partigiano’. Dobbiamo guardare la sostanza di quello che è il Servizio sanitario nazionale nei vari territori e fare in modo che le condizioni nelle quali venga erogato il servizio sia il più omogeneo possibile».

«È chiaro che la delega alla sanità è una delega regionale ormai da tantissimo tempo – continua il vicepresidente – e questa gestione regionale della sanità non ha creato una sanità omogenea. Come si può fare? Questo è il tema. Ho espresso altre volte il mio punto di vista contrario al progetto di autonomia differenziata, ma gli obiettivi dell’autonomia differenziata devono essere chiari e una sanità omogenea nel nostro Paese deve essere un obiettivo da raggiungere».

A parlare anche la senatrice PD e membro della Commissione Sanità, Paola Boldrini. «Dovremmo ovviamente collaborare, – spiega la senatrice dem – perché i temi della sanità sono tanti e sono ovviamente tutti presenti sul piatto, quindi davvero sono speranzosa del fatto che possiamo portare avanti buone cose per la sanità, posto anche che ci dovrà aiutare, ma io lo dico sempre, anche il Ministero dell’Economia. La sanità deve essere rafforzata dal punto di vista finanziario. Insieme a tanti altri provvedimenti che abbiamo ancora da portare avanti in Commissione. Quindi sono contenta di questa nomina ed è ovviamente uno spiraglio nel prossimo futuro per far bene con il nostro nuovo governo».

«Sicuramente l’agenda cambierà» ammette Boldrini. «Ovviamente dovremo fare un incontro con i nostri colleghi che attualmente sono diventati i nostri colleghi di maggioranza». Un clima apparentemente sereno, quello raccontato dalla senatrice del Partito Democratico: «Devo dire che all’interno di questa Commissione noi abbiamo sempre avuto buone possibilità di accordi, perché sappiamo che la salute non deve avere un colore politico».

Quale la possibile agenda? «Sicuramente metteremo sul piatto la legge di Bilancio – prosegue – perché è la prima che si dovrà affrontare. Sappiamo che c’è il tema dei finanziamenti per quanto riguarda i professionisti della sanità, medici di medicina generale, la formazione, le specializzazioni. Sono tantissimi i temi importanti. Insieme valuteremo quali affrontare in primo luogo. Sono tanti i provvedimenti che abbiamo lasciato, perché dovevamo riprenderli al rientro e quindi partiremo da quelli che hanno già quasi completato l’iter, dove un accordo era già stato inteso con l’allora maggioranza e quindi quelli saranno i primi da portare avanti. Poi dopo valuteremo il resto».

LEGGI: MINISTERO DELLA SALUTE, PARLA SALVINI: «DOV’È LA COMPETENZA DI SPERANZA?»

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