Politica 25 Febbraio 2019

Autonomia differenziata, Vicario (FNOPO): «Nascere al Nord o al Sud ha già esiti diversi. Non peggioriamo le cose»

La presidente delle ostetriche sulle prossime battaglie dell’Ordine: «Con l’ostetrica di famiglia e di comunità evitiamo che in ospedale arrivino bisogni di salute che possono essere trattati sul territorio»

«Il regionalismo differenziato esiste già. Noi ostetriche tocchiamo con mano che è diverso nascere in una regione del Nord o in una del Sud. È il Programma nazionale esiti a fotografare le differenze, e non possiamo peggiorare la situazione». Così Maria Vicario, presidente della Federazione nazionale ordini delle professioni ostetriche (FNOPO) commenta ai nostri microfoni il dibattito sull’autonomia differenziata.

LEGGI ANCHE: AUTONOMIA DIFFERENZIATA, MANGIACAVALLI (FNOPI): «DISPOSTI A RAGIONARE CON DATI ALLA MANO, MA PROFESSIONISTI SIANO COINVOLTI»

Intervenuta alla prima assemblea nazionale delle professioni sanitarie e sociali, evidenzia anche il rischio «che vengano messe le mani nelle tasche dei cittadini che, oltre ad avere un trattamento diverso in termini di servizi, ticket e liste d’attesa, potrebbero essere chiamati a contribuire a Fondi regionali», spiega la Vicario.

Si unisce quindi al coro dei colleghi che chiedono un maggiore coinvolgimento dei professionisti della salute in tutti i processi decisionali: «Noi siamo un ente sussidiario dello Stato, e quindi abbiamo delle proposte per migliorare la sostenibilità del SSN e garantirgli altri 40 anni di vita, garantendone l’impianto solidaristico e unitario che lo contraddistingue».

La presidente FNOPO elenca quindi le battaglie che l’Ordine delle ostetriche è chiamato ad affrontare, a partire da quella per l’ostetrica di famiglia e di comunità, «l’unico sistema per evitare che in ospedale arrivino dei bisogni di salute che possono essere trattati sul territorio».

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