Politica 19 Febbraio 2019

Autonomia differenziata, nord avanti ma crescono i dubbi. Luca Zaia (Veneto): «Governo ha ribadito più volte che si farà»

Per la FNOMCeO a rischio «l’uguaglianza dei cittadini nell’accesso al diritto alla salute», ma Zaia e Toti confermano. «Vogliamo trovare accordo ma nessuna soluzione annacquata», annuncia il Presidente della Regione Veneto. «Presenteremo testo al Ministro Stefani con cui chiederemo un’intesa al Governo», spiega invece il Governatore della Liguria

di Arnaldo Iodice e Giovanni Cedrone
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Sull’autonomia differenziata i governatori del nord vanno avanti e non arretrano neanche di fronte ai dubbi che iniziano a serpeggiare nella maggioranza di governo, soprattutto dal lato del Movimento Cinque Stelle. Un’autonomia che, è bene ricordarlo, avrà un impatto importante anche sui temi della sanità, con le regioni interessate (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna) che reclamano una libertà di manovra maggiore rispetto a quella sancita fin qui dalla Costituzione.

Si tratta di una questione che, secondo la FNOMCeO, la Federazione degli Ordini dei Medici, «potrebbe avere conseguenze sull’unità del Paese e sull’uguaglianza dei cittadini nell’accesso al diritto alla salute». «È fondamentale – ha spiegato il Presidente Filippo Anelli – che il sistema sanitario possa continuare a garantire i livelli essenziali delle prestazioni, da cui dipendono fondamentali diritti sociali e civili dei cittadini».

Ma il Veneto, che insieme alla Lombardia ha anche effettuato un referendum sul tema, tira dritto. «Azzoppare chi è bravo per fare in modo che ci sia una equa divisione del malessere non è una vera soluzione – afferma Luca Zaia, Governatore del Veneto –. Una soluzione valida è aiutare chi ha difficoltà a crescere e farlo arrivare a livelli qualitativi dignitosi. Ed è esattamente questa la sfida. Pensare di penalizzare chi produce perché qualcun altro non ce la fa non va bene, ma nessuno vuole abbandonare qualcuno in giro per l’Italia».

«Ci sono dei punti – precisa Zaia – sui quali ancora non esiste un accordo, ma sono ottimista e penso che alla fine lo troveremo. Non è una richiesta di Luca Zaia per il Veneto, ma una richiesta che proviene da 2 milioni e 328mila veneti. E ricordo che le due forze di Governo, Lega e Movimento 5 Stelle, hanno sottoscritto l’autonomia nel contratto di governo e hanno ribadito più volte che l’autonomia si dovrà fare».

«È scritto in Costituzione – continua il governatore del Veneto – che una Regione può chiedere autonomia sulle 23 materie. Ricordiamo ai cittadini che in Costituzione c’è addirittura l’elenco di queste materie. Quindi abbiamo fatto un referendum per chiedere le 23 materie e continuiamo a chiederle tutte, ma siamo comunque disposti a trovare un’intesa. Roma non deve prevaricare sul Veneto e il Veneto non deve prevaricare su Roma. Resta il fatto, però, che soluzioni annacquate – conclude Zaia –, ovviamente, non ne sottoscrivo».

Nonostante i dubbi però si continua su questa strada. Nel febbraio del 2018 le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna firmarono un accordo preliminare con il Governo di allora per l’attuazione di condizioni speciali di autonomia. Il Governo sottoscrisse con le Regioni interessate tre distinti accordi preliminari grazie a cui furono individuati i principi generali, la metodologia ed un primo elenco di materie in vista della definizione dell’intesa.

Gli Accordi preliminari del 28 febbraio 2018 prevedono che l’intesa abbia una durata decennale ma che può comunque essere modificata in qualunque momento di comune accordo tra lo Stato e la Regione «qualora nel corso del decennio si verifichino situazioni di fatto o di diritto che ne giustifichino la revisione».

Anche la Liguria sembra essere interessata ad aprire una trattativa con il Governo. «Per quanto riguarda l’autonomia, stiamo aspettando l’intesa del gruppo di testa, ovvero Lombardia, Veneto ed Emilia. Nel frattempo ci stiamo confrontando con le parti sociali, le organizzazioni d’impresa e con tutti gli stakeholder della nostra Regione. A fine mese saremo pronti a consegnare un testo al Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Stefani con cui chiederemo un’intesa al Governo». Così Giovanni Toti, Governatore della Liguria, sulla richiesta, da parte di alcune Regioni a statuto ordinario, di maggiori forme di autonomia ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

«Il testo che presenteremo – continua Toti – sarà molto centrato sulle peculiarità della Liguria, a partire dalla logistica, dai porti e dalle infrastrutture. Argomenti, questi, su cui abbiamo avuto divergenze di opinione con il Governo. Mi auguro che si possa arrivare rapidamente ad un’intesa per poi passare al percorso parlamentare».

 

 

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