Pazienti 22 Febbraio 2017

Ricetta bianca o rossa? Facciamo un po’ di chiarezza

I farmaci non sono tutti uguali, ma differiscono l’uno dall’altro in modo molto netto: alcuni si possono comprare e assumere senza prescrizione medica, altri necessitano della ricetta. Esistono ben 5 tipologie di ricetta previste dal Sistema Sanitario Nazionale, e sono: Farmaci soggetti a prescrizione medica: avendo pericolosi effetti collaterali, prevedono la prescrizione di un medico. […]

I farmaci non sono tutti uguali, ma differiscono l’uno dall’altro in modo molto netto: alcuni si possono comprare e assumere senza prescrizione medica, altri necessitano della ricetta.

Esistono ben 5 tipologie di ricetta previste dal Sistema Sanitario Nazionale, e sono:

  1. Farmaci soggetti a prescrizione medica: avendo pericolosi effetti collaterali, prevedono la prescrizione di un medico. L’unico luogo in cui si possono acquistare sono le farmacie e lateralmente riportano la dicitura: “Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica”.
  2. Farmaci soggetti a prescrizione medica limitativa: possono essere utilizzati o prescritti solo in determinati ambienti, come per esempio in ospedali o centri specialistici; sono i medicinali utilizzati da un determinato specialista per una particolare terapia.
  3. Farmaci soggetti a prescrizione medica rinnovabile: essendo il loro uso continuativo dannoso per l’organismo, sono dei farmaci prescritti periodicamente, in base alle decisioni del medico di base o dello specialista.
  4. Farmaci non soggetti a prescrizione medica: sono quei medicinali che hanno effetti piuttosto blandi, sono di libera vendita e non serve la ricetta del medico.
  5. Farmaci soggetti a prescrizione medica speciale: in questo caso, si parla di sostanze psicotrope e degli stupefacenti, che possono comportare una dipendenza da farmaco.

Le confezioni di farmaci che si possono acquistare con la ricetta sono al massimo due. In caso di patologia cronica, i pazienti ne possono comprare fino a 6 confezioni per ogni ricetta. Questa è la circostanza in cui la persona sta seguendo quella determinata terapia da almeno 6 mesi. La patologia, però, deve essere stata diagnosticata in modo cronico dal medico curante.

Esistono alcune eccezioni, per esempio per gli interferoni che curano l’epatite cronica, gli antibiotici monodose e le medicine da somministrare tramite flebo. Nel caso degli stupefacenti, la prescrizione deve coprire al massimo 30 giorni di terapia, starà al medico decidere poi se sia il caso di reiterare la terapia.

Se il farmaco è prescritto per la prima volta, sarà possibile acquistarne una sola confezione. Per uno stesso medicinale, non si possono fare diverse ricette datate lo stesso giorno.

Le ricette per le visite mediche

Per quanto riguarda le visite mediche, il medico può compilare una ricetta sola per una sola specifica branca specialistica. Per ogni visita diversa, ci sarà una ricetta o impegnativa. Per ogni impegnativa, le prestazioni che si possono effettuare sono al massimo 8, sia di diagnostica strumentale che esami di laboratorio.

I tipi di farmaci che prevedono e non la prescrizione medica

I farmaci che non prevedono la prescrizione medica sono detti “da banco”. Sono generalmente quelli utilizzati per l’automedicazione, in commercio da molti anni, dei quali si conoscono i pro e i contro. La loro somministrazione non supera mai i 5 giorni e, generalmente, curano disturbi di lieve entità.

I medicinali che si possono assumere solo previa ricetta medica, sono quelli che sono in commercio da poco tempo, i cui pro e contro non si conoscono ancora molto bene, devono venir monitorati nel tempo per vagliarne i vari effetti positivi.

I medicinali a carico del Servizio Sanitario

È il caso di specificare che ottenere la ricetta medica non dispensa dal pagamento del farmaco. I medicinali subiscono un’ulteriore classificazione:

  • Classe A: sono tutti i medicinali dispensabili dal servizio sanitario nazionale, ritirabili in farmacia mostrando la ricetta rossa, dei quali si pagherà solo il ticket.
  • Classe C: completamente a carico del malato, tranne per i pazienti trapiantati d’organo, gli invalidi di guerra, gli assistiti affetti da patologie rare.
  • Classe H: farmaci utilizzati prevalentemente in ospedale.

Per qualsiasi tipo di visita di approfondimento specialistico, è obbligatoria l’impegnativa del medico di base. Anche in questo caso ci sono delle eccezioni, come per esempio quando le prestazioni non hanno carattere di urgenza, nel caso di psichiatria, odontoiatria, pediatria, ostetricia e ginecologia.

Il paziente che necessita di una visita specialistica, avendo un’impegnativa medica in mano, può eseguirla in qualsiasi regione del proprio territorio nazionale.

Ogni volta che viene erogato un servizio medico, il professionista si prende la responsabilità dell’azione. Ciò vale anche per le prescrizioni di ricette mediche o visite specialistiche.

Se un medico non lavora in ambito ospedaliero e riceve solo in privato, sarà obbligato a redigere la ricetta su carta bianca.

Esistono dei casi di estrema urgenza per cui un paziente potrebbe non essere in possesso della ricetta redatta dal medio, per esempio perché l’ambulatorio è chiuso, oppure si è in un’altra regione. Per determinate situazioni specifiche, i farmacisti possono dotare il cittadino del medicinale richiesto. Queste eccezioni includono:

  • I malati di una patologia cronica, come il diabete, la broncopneumopatia ostruttiva, l’ipertensione. Chiaramente, in questi casi il farmacista dovrà appurare che effettivamente ci sia una continuità nella cura e nella somministrazione dei farmaci. È consigliabile quindi, se dovessero sopraggiungere degli ostacoli nel recarsi dal medico di base per farsi fare la ricetta, andare dal farmacista con lo storico delle ricette o delle prescrizioni, oppure con un proprio documento che attesti la reale esistenza di tale patologia e la relativa cura.
  • La prosecuzione di una terapia a base di antibiotici. Anche in questo caso è meglio portare le prove del fatto che la cura sia iniziata antecedentemente alla visita in farmacia.
  • Quando un medicinale è evidentemente danneggiato, per esempio la confezione era aperta o un flaconcino si presenta rotto.
  • Dopo aver soggiornato in ospedale per un determinato periodo, molto probabilmente si dovrà continuare una cura, in questo caso basta presentare il medicinale al farmacista corredato dalla documentazione rilasciata dall’ospedale.

In tutte queste circostanze, il farmacista ha l’autorizzazione a consegnare una sola confezione per medicinale e verranno pagate completamente dal paziente. In caso di medicinale iniettabile, solo l’insulina e gli antibiotici in monodose possono venir consegnati senza ricetta. Per quanto riguarda gli stupefacenti, questi sono completamente vietati.

Il paziente dovrà firmare una dichiarazione in cui si assumerà tutte le responsabilità del caso, il farmacista terrà con sé questa documentazione e la presenterà in caso di ricorso o di gravi conseguenze.

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