Voci della Sanità 8 Giugno 2020

Tumore al seno e diagnosi precoce, anche la FNO TSRM e PSTRP aderisce ad appello per screening mammografico

L’emergenza Covid-19 ha di fatto congelato ogni esame preventivo. Ad oggi è necessario riprendere i necessari controlli a tutela della salute delle donne. Anche il maxi Ordine delle professioni sanitarie aderisce all’appello congiunto delle associazioni delle donne e delle società scientifiche

In Italia 53.500 donne ogni anno si ammalano di tumore al seno e la prima strategia per ottenere le maggiori probabilità di guarigione è la prevenzione diagnostica.

Anche se il Covid-19 ha catalizzato l’attenzione di tutti negli ultimi mesi, non bisogna dimenticare che esistono altre patologie non meno pericolose per la vita.

È necessario riprendere al più presto le attività di screening mammografico organizzato e di diagnostica senologica. Il blocco di tre mesi dovuto all’emergenza da SARS-CoV-2 fa allarmare e la prevenzione deve tornare ad essere una priorità. Ci si rende conto che è una situazione non facile, ma tra liste d’attesa che si sono allungate e le differenze tra la qualità di cura sul territorio italiano le conseguenze della sospensione e delle mancate diagnosi possono diventare preoccupanti. È necessario riprendere la normale programmazione al più presto e a pieno regime su tutto il territorio nazionale.

LEGGI APPELLO CONGIUNTO PER LA DIAGNOSI PRECOCE

La FNO TSRM e PSTRP fa eco ad Europa Donna Italia, Incontra Donna onlus, Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, Gruppo Italiano Screening Mammografico, Società Italiana di Radiologia Medica ed Interventistica–Sezione di Senologia, Associazione Italiana di Oncologia Medica, Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Senologica e  Senonetwork Italia, che insieme hanno lanciato l’allarme sui ritardi nella ripresa delle attività di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno e rivolto un duplice appello, alle Istituzioni e alle donne, affinché non si perda ulteriore tempo prezioso, in quanto un intervallo prolungato tra la mammografia di screening, la conferma diagnostica e l’inizio delle terapie rischia di peggiorare la prognosi.

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