Voci della Sanità 12 Maggio 2021 19:11

Sanità in Calabria, Misiti (M5S): «Carenza personale sanitario aggrava situazione già difficile. Basta spettacolarizzazione dei media»

Misiti contesta la narrazione dei media che spesso parlano «di una sanità calabrese che non ha nulla da offrire, al pari di un territorio sottosviluppato». Secondo il deputato e medico M5S «non si può di certo negare che l’attrattiva per i giovani professionisti, medici, infermieri e oss sia pressoché nulla» e dunque bisogna «cambiare paradigma»

«Nel quotidiano, il mondo sanitario calabrese appare costellato da luci di una ribalta accese solo per interessi di share e di pubblicità, da media, giornalisti e politicanti più o meno interessati alla pubblicità personale e di tipo scandalistico». Così in una nota il deputato M5S e medico Massimo Misiti.

«Che la Calabria viva, e non da adesso, in grosse difficoltà, per gli addetti ai lavori e per i cittadini calabresi è notizia risaputa da sempre. Il SSN e quelli regionali hanno molte criticità, amministrative, legate ai bilanci, dove, spesso, vige il mancato equilibrio finanziario tra entrate e uscite, e l’inosservanza della regole sulle verifiche e i depositi. Criticità sanitarie, sono infinite, è sufficiente pensare che da un percorso ospedalecentrico e di campanile si è passati ad una mancata applicazione del DM 70/2015 che ha visto la chiusura di ben 18 ospedali, la mancata realizzazione di quelli che erano già stati costruiti, oltre che l’inosservanza delle verifiche antiincendio ed antisismica e la sostituzione delle attrezzature che sono oramai più che vetuste. Ma a tutto questo, che non è poco, si aggiunge la ritrosia a lavorare in Calabria, perché se tutto è marcio, se tutto non funziona, se tutto è mafia ed interesse privato, per quale motivo si dovrebbe lavorare in Calabria? La carenza quindi, che si nota, in particolare, è quella del personale sanitario».

«Questo ulteriore elemento – continua Misiti – aggrava una situazione già di per sé precaria, una crisi vera e propria che con l’emergenza pandemica sta avendo un culmine. Molte sono le campagne di promozione che volgono all’assunzione di personale sanitario per le strutture sanitarie calabresi, inviti rivolti a medici, infermieri e a tutti gli operatori, ma, ribadisco, la situazione che i media, giornali, tv, contenuti social, presentano è una situazione allo sbando: una sanità che non ce la fa, che non ha più speranze, che non lavora. Non è difficile mettersi nei panni di coloro che dovrebbero svolgere il lavoro di medico in Calabria, non è difficile chiedersi e chiedere perché un giovane medico dovrebbe voler esercitare la professione in Calabria? Da professionista della sanità che desidera lavorare con impegno, senso del dovere, capisco perfettamente tutte le reticenze. Il favoreggiamento dell’amplificazione delle negatività da parte di una certa categoria di giornalisti, che usano i media per fare e dare solo spettacolo con dosi di sensazionalismo spicciolo, che non aiutano ma che mostrano e rappresentano una situazione irrecuperabile sono responsabili e complici di un sistema di faziosità innata e non utile. La sanità calabrese non può essere il soggetto di una rappresentazione mediatica che fa indignare, ma di cui nessuno vuole occuparsi. Alcuni programmi tv forniscono una rappresentazione della sanità calabrese che non tiene mai conto delle eccellenze, che pure ci sono, e di un personale che, anche con fatica, riesce a fornire un servizio sanitario fondamentale. Lo dico da tempo ed è importante ribadirlo: esistono non solo delle responsabilità, ma anche dei responsabili. Coloro che hanno sbagliato devono fare i conti non solo con la coscienza collettiva ormai stanca, ma anche con gli istituti competenti. Nessuna caccia alle streghe, ma è necessario capire cosa e chi ha sbagliato affinché il sistema possa ripartire con più medici, con più personale sanitario».

«Non voglio declassare la sanità calabrese ad un mero mercato – conclude il deputato M5S – o utilizzare le logiche della concorrenza per parlare di nuove assunzioni, ma non si può di certo negare che l’attrattiva per i giovani professionisti, medici, infermieri e oss sia pressoché nulla. Nessuna agevolazione, nessun incentivo, anzi quello che abbiamo di fronte è una narrazione stanca e affranta, perpetrata da chi non vuole (ri)costruire ma solo distruggere. La narrazione è quella di una sanità calabrese che non ha nulla da offrire, al pari di un territorio sottosviluppato, eppure questo stesso territorio fa parte del Paese Italia. Mi sembra, pertanto, inverosimile, e soprattutto bisogna capovolgere questa forma mentis. Modificare uno status quo che non fa bene a nessuno, specie ai cittadini. La mia regione deve cambiare paradigma, sono tantissimi coloro che, nonostante abbiano studiato nei corsi dedicati alle professioni sanitarie, si ritrovano senza un lavoro: incominciamo da loro. Incominciamo a rinnovare, ad edificare una sanità diversa e per tutti».

Articoli correlati
Misiti (Collegio Chirurghi): «Buon lavoro a Schillaci. Ora stop a numero chiuso e rivedere legge Gelli-Bianco»
Per l'ex deputato pentastellato altra priorità è quella di «rivedere la rete dell’emergenza-urgenza con una organizzazione che permette al cittadino di tutto il territorio nazionale di godere degli stessi diritti e ed assistenza»
Dopo i medici cubani, la Calabria apre agli specializzandi. Viola (Federspecializzandi): «Servono cambiamenti strutturali»
Per contrastare la grave carenza di medici, la Regione Calabria ha pubblicato un avviso per reclutare specializzandi da tutta italia. Federspecializzandi: «Positivo, ma per specializzandi non è una scelta facile»
Medici cubani in Calabria, cosa è successo?
Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha siglato un accordo con il governo cubano per assumere poco meno di 500 medici a tempo indeterminato per far fronte alla gravissima carenza di personale. Una scelta, quella di Occhiuto, che ha sollevato un polverone di polemiche
Sanità, M5S: «Prevenzione e sistema di sorveglianza integrato, le nostre proposte per potenziare la lotta all’Aids»
«La lotta al Covid non deve farci dimenticare altre emergenze della nostra sanità, come la piaga dell’AIDS. Un fronte su cui non bisogna abbassare la guardia dato l’aumento della quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV. Per questo come MoVimento 5 stelle abbiamo preparato un pacchetto di emendamenti, a prima firma […]
Tumori, M5S al fianco di “Una stanza per un sorriso”: «Lavoro associazioni è fondamentale»
Restituire un sorriso alle donne che affrontano, con la chemioterapia, tutti i disagi della cura e della malattia. Con questo scopo le volontarie dell’associazione “Una stanza per un sorriso” portano avanti la loro attività. Ne hanno parlato, al Senato, la presidente e la vicepresidente dell’associazione “Una stanza per un sorriso” Rosanna Galantucci e Amelia Sgobba […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Dalla Redazione

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Ad oggi, 25 novembre 2022, sono 640.506.327 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.627.987 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino d...
Covid-19, che fare se...?

Se ho avuto il Covid-19 devo fare lo stesso la quarta dose?

Il secondo booster è raccomandato anche per chi ha contratto una o più volte il virus responsabile di Covid-19. Purché la somministrazione avvenga dopo almeno 120 giorni dall'esit...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono gli effetti collaterali della quarta dose?

Gli effetti collaterali dell'ultimo richiamo di Covid-19 sono simili a quelli associati alle dosi precedenti: un leggero gonfiore o arrossamento nel punto di iniezione, stanchezza e mal di testa