Voci della Sanità 24 Marzo 2021 14:41

Salute, Rostan (Misto): «Subito screening su Epatite C, perso un anno»

«È necessario dare attuazione al Decreto legge 162 del 2019 partendo dalle categorie più a rischio che rappresentano un serbatoio di diffusione del virus come i consumatori di sostanze stupefacenti», sottolinea la vicepresidente della Commissione Affari Sociali

«Avviare subito il programma di screening nazionale gratuito per l’eliminazione del virus dell’Epatite C partendo dai soggetti più a rischio, quali i consumatori di sostanze stupefacenti, valorizzando il ruolo di sanità pubblica dei Servizi per le dipendenze». Lo chiede la deputata Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, in una interrogazione al Ministro della Salute.

«Il decreto legge 162 del 2019  – continua la parlamentare – prevede per gli anni 2020 e 2021, uno screening gratuito per determinate categorie, come per i soggetti seguiti dai servizi pubblici per le tossicodipendenze nonché per i soggetti detenuti in carcere, al fine di prevenire, eliminare ed eradicare il virus Hcv; lo stesso provvedimento stabilisce che con decreto del Ministro della Salute siano definiti i criteri e le modalità per l’attuazione del suddetto screening. Purtroppo dall’approvazione della norma all’elaborazione del decreto è trascorso un anno e nel frattempo, anche a causa dell’emergenza pandemica, sono diminuiti in modo significativo i trattamenti e la campagna di screening non è ancora entrata nel vivo. È necessario dare attuazione al disposto normativo, partendo dalle categorie più a rischio che rappresentano un serbatoio di diffusione del virus come i consumatori di sostanze stupefacenti. A tal fine si può valorizzare la rete dei Servizi per le dipendenze (SerD) che sono attivi nelle Asl e che sono presenti su tutto il territorio nazionale. Chiedo al Ministro Speranza di attivarsi con rapidità, valutando anche la possibilità di prevedere una proroga della sperimentazione degli screening dato che il 2020 è trascorso in modo purtroppo infruttuoso a causa dell’emergenza pandemica».

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