OMCeO, Enti e Territori 19 Febbraio 2018

Ricerca, l’oncologa Antonella Brunello guida la task force europea “Cancer in elderly”

Un incarico di prestigio è stato affidato ad un’oncologa italiana: Antonella Brunello (specialista in sarcomi, tumori dell’osso e pazienti anziani oncologici presso l’Oncologia Medica 1 dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS) è stata infatti eletta a livello europeo per guidare a Bruxelles la Task Force sui pazienti anziani “Cancer in Elderly” in seno all’Organizzazione europea per […]

Un incarico di prestigio è stato affidato ad un’oncologa italiana: Antonella Brunello (specialista in sarcomi, tumori dell’osso e pazienti anziani oncologici presso l’Oncologia Medica 1 dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS) è stata infatti eletta a livello europeo per guidare a Bruxelles la Task Force sui pazienti anziani “Cancer in Elderly” in seno all’Organizzazione europea per la ricerca e la cura del cancro (European Organization for Research and Treatment of Cancer – EORTC).

Vicentina, originaria di Bassano del Grappa, Antonella Brunello si è laureata nel 2003 con una tesi sul carcinoma mammario nelle pazienti anziane ed è autrice e co-autrice di oltre settanta articoli su riviste e pubblicazioni internazionali. Già membro attivo dell‘EORTC da circa 10 anni con una continua compartecipazione in studi clinici sugli anziani con neoplasie, è entrata in carica in questi giorni per un incarico triennale che terminerà nel 2020.

«Obiettivo della Task Force Cancer in Elderly di EORTC – spiega – è quello di portare l’attenzione sulle neoplasie dell’anziano. Purtroppo le persone di terza e quarta età vengono attualmente poco considerate all’interno degli studi clinici: gli anziani vengono arruolati raramente perché presentano un quadro clinico e personale che spesso presenta comorbidità complesse. La Task Force che inizio a coordinare – un’area di lavoro trasversale nata oltre 20 anni fa – vuole proprio sviluppare, condurre e coordinare la ricerca clinica con il preciso coinvolgimento di pazienti anziani per identificare i migliori percorsi terapeutici, minimizzando le tossicità e gli eventi avversi per un miglior trattamento dei singoli casi»

Da oncologa, Antonella Brunello si occupa presso lo IOV – IRCCS di sarcomi e tumori dell’osso, e dello sviluppo di progetti specificamente ideati per pazienti anziani con tumore. Il suo interesse verso le persone anziane con tumore viene già dagli anni universitari, come lei stessa confessa: «Devo dire che il paziente anziano mi ha attratto fin da quando ero in specialità, forse per la sua profonda complessità e vulnerabilità.  Durante la scuola di specializzazione ho trascorso un periodo di formazione e ricerca presso il Lee Moffitt Cancer Center, in Florida, nell’unità di oncologia geriatrica pionieristica in questo ambito e che ancora oggi è considerata una delle più avanzate a livello mondiale».

La d.ssa Brunello, che fa anche parte del direttivo di GIOGER (il Gruppo italiano di oncologia geriatrica) ed è membro faculty di SIOG (la Società internazionale di oncologia geriatrica), di recente ha vinto un finanziamento per progetto di ricerca finalizzata nazionale, messo a disposizione dal Ministero della Salute per giovani oncologi, per uno studio prospettico randomizzato per pazienti anziani con sarcoma. Attualmente l’oncologa è coinvolta in alcuni trials, tra i quali lo studio GIVE, che sta mettendo a confronto pazienti trattati con una pratica oncologica standard, con altri trattati a partire da un approccio di oncologia geriatrica; e lo studio CAFFE, che coinvolge pazienti anziani che non hanno specifiche vulnerabilità geriatriche e sui quali si punta a valutare in modo prospettico la sicurezza e l’efficacia di terapie sviluppate per un paziente adulto non-anziano.

«L’incarico affidato ad Antonella Brunello ci riempie di orgoglio», è il commento di Vittorina Zagonel (Direttore di Oncologia Medica 1 presso lo IOV e membro del Consiglio Superiore di Sanità) di fronte all’incarico EORTC. «Ѐ il riconoscimento delle sue competenze professionali, legate ad una particolare attitudine e sensibilità per le persone più fragili, e del livello di attenzione e cura della persona che applichiamo sistematicamente presso il nostro Istituto. Tutti noi sappiamo che non esiste il “paziente generico”: ogni persona ha problematiche diverse e in particolare oltre una certa età è fondamentale considerare la salute complessiva della persona con il cancro, e non solo la cura del cancro. Ritengo che il ruolo che Antonella potrà svolgere nei prossimi anni possa essere di grande importanza per sviluppare in una rete internazionale nuovi studi a favore di questi pazienti» conclude.

 

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