Voci della Sanità 20 Gennaio 2020

Formazione in sanità, le proposte del PD per un’evoluzione del sistema

L’undici Gennaio si è tenuto presso il circolo San Bartolo a Cintoia (Firenze) il 1° Laboratorio di Idee sulla Formazione Medica del Partito Democratico, la discussione che ha visto coinvolte associazioni, istituzioni e sindacati si è svolta in un clima costruttivo, pacato e produttivo. Le proposte che sono emerse, vanno a ricalcare tutto quello che […]

L’undici Gennaio si è tenuto presso il circolo San Bartolo a Cintoia (Firenze) il 1° Laboratorio di Idee sulla Formazione Medica del Partito Democratico, la discussione che ha visto coinvolte associazioni, istituzioni e sindacati si è svolta in un clima costruttivo, pacato e produttivo. Le proposte che sono emerse, vanno a ricalcare tutto quello che è il percorso formativo del medico a partire dall’orientamento fino ad arrivare alle prospettive post specializzazione.

 

1) Orientamento:

1.1 non deve essere relegato ad un momento finale nel percorso di studi di scuola superiore, ma deve essere integrato nel percorso formativo fin dal III-IV anno, attraverso l’introduzione di ore obbligatorie e crediti specifici;

1.2 possibilità di stage nel progetto di alternanza scuola-lavoro per l’ultimo anno scolastico, attraverso attività in ambito ospedaliero;

1.3 piattaforma online in collaborazione con tutti gli atenei con la descrizione dell’offerta formativa;

1.4 sono strumenti complementari ed utili per l’orientamento i test psicoattitudinali e corsi universitari propedeutici.

 

2) Test di ingresso:

2.1 valutazione dell’attuale modalità di selezione prevista alla facoltà di accesso a medicina, finalizzata nel garantire nel post laurea un numero sufficiente di borse di specializzazione, con una programmazione dei numeri di accesso al corso di laurea secondo una necessità di salute, e non di arginamento;

2.2 bibliografia nota per il test di accesso (finché la modalità rimarrà tale);

2.3 possibilità di preparazione al test di accesso tramite una piattaforma unica che possa fornire a tutti gli stessi strumenti, superando così le barrire non solo geografiche ma anche economiche;

2.4 potenziare nell’attuale test i quesiti di logica e depotenziare la cultura generale.

 

LEGGI ANCHE: “SPECIALIZZANDI AL TERZO ANNO IN CORSIA? SERVONO TUTELE”. MANAI E ROMUALDI LANCIANO IL LABORATORIO PD SULLA FORMAZIONE

 

3) CDL di Medicina:

3.1 Iniziare ad inserire lo studio dell’intelligenza artificiale già all’interno del corso di laurea;

3.2 elaborare per il progetto Erasamus un preciso circuito di raccolta dati e di feedback, al ritorno dello studente, al fine di rafforzare i rapporti anche di ricerca tra le università europee e le esperienze successive;

3.3 omogeneizzare tutti i SSD tra tutti gli atenei del territorio nazionale;

3.4 spostare gli esami nei primi cinque anni del corso di studi e sfruttare l’intero sesto anno per il tirocinio abilitante e alla fine di ogni tirocinio ci deve essere una valutazione di tipo pratico, che attesti che lo studente sia in grado di affrontare basilari situazioni cliniche;

3.5 lo studente si abilita nello stesso giorno in cui si laurea.

 

4) Percorso specializzazioni:

4.1 individuazione dei tutor per specifiche competenze, garantendogli un riconoscimento economico e di carriera;

4.2 reclutamento docenti anche in funzione dell’attività di tutoraggio;

4.3 DDL Calabria contenzioso tra università e aziende, impegnarsi per garantire maggiori tutele ed un percorso formativo che non perda di qualità;

4.4 recupero fondi borse perse;

4.5 attivazione a breve termine dell’Osservatorio della Formazione Medica Specialistica;

4.6 elezione diretta dei rappresentanti medici in formazione nell’Osservatorio della Formazione Medica Specialistica;

4.7 pubblicare elenco delle scuole di specializzazione accreditate.

 

5) Medicina Generale:

5.1 omogeneizzare il core curriculum che deve diventare unico a livello nazionale;

5.2 omogeneizzare la durata del corso a quella delle altre scuole;

5.3 farle diventare scuole di specializzazione;

5.4 garantire un trattamento economico alla pari delle altre scuole;

5.5 individuazione SSD per medici di medicina generale;

5.6 integrazione con territorio tra sanità universitaria e territoriale.

 

6) Tutele nel contratto di formazione e test di specializzazione:

6.1 rispetto delle ore settimanali di lavoro;

6.2 tutele per maternità e paternità;

6.3 uniformare tasse universitarie per le specializzazioni anche in rapporto al reddito, ponendo un tetto massimo in scala nazionale;

6.4 assegnazione posti riservati in funzione della disabilità e di malattie invalidanti.

 

7) Dottorati di ricerca:

7.1 maggiore valorizzazione;

7.2 revisione dei criteri di accesso;

7.3 rivalutazione della retribuzione.

I firmatari:

il Responsabile Nazionale della Formazione Medico-Sanitaria, Stefano Manai; il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa; il Capodelegazione PD all’Europarlamento, Brando Benifei; il Capogruppo in Commissione Sanità, Paola Boldrini; il Capogruppo in Commissione Affari Sociali, Elena Carnevali; il Capogruppo in Commissione Istruzione, Vanna Iori; il Capogruppo in Commissione Cultura, Flavia Nardelli; la componente della Commissione Cultura Rosa Maria Di Giorgi; la componente della Commissione Cultura, Lucia Ciampi; la Responsabile Welfare, Maria Luisa Gnecchi; la componente della Commissione Bilancio, Beatrice Lorenzin; il componente della Commissione Affari Sociali, Paolo Siani; la Responsabile Scuola, Camilla Sgambato; il vice coordinatore forum sanità GD, Giovanni Romualdi.

 

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