Voci della Sanità 16 Gennaio 2019

Co-mai, Omega e Amsi lanciano il convegno: “Libia ieri, oggi, domani”

Si terrà il prossimo giovedì 17 gennaio – presso il Circolo della Marina di Roma – il convegno: “Libia: ieri, oggi domani”, organizzato dall’Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia (Omega). L’incontro, organizzato con la collaborazione dell’ordine dei giornalisti di Roma e patrocinato dalla “Comunità del Mondo arabo in Italia” (Co-Mai), dal Movimento Internazionale “Uniti per […]

Si terrà il prossimo giovedì 17 gennaio – presso il Circolo della Marina di Roma – il convegno: “Libia: ieri, oggi domani”, organizzato dall’Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia (Omega). L’incontro, organizzato con la collaborazione dell’ordine dei giornalisti di Roma e patrocinato dalla “Comunità del Mondo arabo in Italia” (Co-Mai), dal Movimento Internazionale “Uniti per Unire” e dall’Associazione  medici di origine straniera (Amsi) sarà moderato dall’ambasciatore Mario Boffo.

Le relazioni saranno tenute dal professor Roberto Aliboni, dal professor Germano Dottori, dal dottor Luigi Maccagnani e dai giornalisti Alberto Negri ed Ugo Tramballi. «Sarà un occasione per affrontare una delle criticità che OMeGA proporrà in questa prima metà del nuovo anno: la Libia» ha dichiarato l’Ammiraglio Enrico La Rosa, presidente di Omega. «I relatori saranno di grande statura, sicuramente competenti, ed il tema ha per noi italiani un interesse politico enorme – ha continuato l’Ammiraglio – . Soprattutto, la dimostrazione inequivocabile del fallimento delle politiche sovranazionali, delle Nazioni Unite, dell’Europa, dell’Unione Africana, incapaci di affrontare efficacemente e risolvere crisi come quella libica, quella yemenita, quella palestinese, quella mesopotamica, quella curda. Troppi morti: in mare, nei campi di raccolta dei profughi, nell’attraversamento del Sahara, e l’impressione è che l’interesse generale sia piuttosto basso». Tante le adesioni al convegno, come ha sottolineato La Rosa: «La Libia, punto nodale di temi come emigrazione idrocarburi, guerra, diritti umani, terrorismo, non poteva non richiamare molto pubblico, costringendoci a chiudere le iscrizioni anzi tempo. Richiamo enorme anche per i giornalisti in formazione, che saranno numerosissimi in sala. Prossimamente sarà la volta dell’area mediorientale, dove i misfatti sono davvero tanti e tantissima la sofferenza e l’intreccio di intrighi ed interessi individuali e non sempre solidali» ha specificato.

Interverrà in apertura del Convegno il fondatore della Co-mai e dell’Amsi, il professor Foad Aodi insieme a Nicola Lofoco, portavoce del movimento Uniti per Unire; il professor Aodi presenterà ed illustrerà la tragica situazione sanitaria e umanitaria presente in Libia Siria e Yemen. «Siamo passati dalla speranza dei primi giorni della primavera araba, dove sognavamo per i nostri paesi democrazia, libertà, stabilità e pace, ad una cocente delusione piena di sofferenza. Abbiamo dati importanti registrati dall’inizio dei conflitti dai nostri medici locali già laureati in Italia: distruzione, morte e una tremenda situazione sanitaria ed umanitaria sono presenti in Libia, Siria e Yemen» ha sottolineato Aodi. «Da luglio più di 15 mila rifugiati siriani sono tornati in Siria dai confini libanesi e Giordani – ha spiegato – . Si sono ridotte del 50 percento le partenze dalla Siria, e la gente conferma la sua volontà di non voler lasciare le proprie case solo per l’ emergenza inerenti alla guerra . Più di 2000 libici hanno lasciato la Libia percorrendo il mare nell’arco del 2018. Tutte, secondo fonti locali, dirigendosi verso l’Italia, paesi arabi e l’Europa. Poi c’è la situazione drammatica e dimenticata dello Yemen, dove si registrano quotidianamente tanti bambini morti a causa della fame e degli scontri armati. Si registra un aumento del più del 50 per cento dell’ abbandono scolastico in tutte le  zone di conflitto».

Infine, Aodi rivolge un pensiero per la partita di questa sera che si terrà in Arabia Saudita tra Juventus e Milan. Aodi auspica che «lo sport e il calcio possano essere un volano in favore dei diritti umani e dell’eguaglianza tra donne e uomini, per far conoscere di più le culture e le usanze dei nostri paesi di origine con chiarezza, senza pregiudizi e confusione nei confronti delle culture, delle usanze e delle donne dei paesi del mondo arabo che  sono in tutto 23. I paesi musulmani, invece, sono più di 50» ha concluso.

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