Voci della Sanità 10 Luglio 2018 11:21

Femminicidio, la psicoterapeuta: stop alla paura. Donne ripartano dalla libertà

«Basta con atteggiamenti di timore nei confronti dei propri uomini. Le donne succubi e impaurite vanno aiutate ripartendo dal concetto di libertà individuale. Per questo bisogna insistere con campagne di prevenzione attraverso momenti di ascolto ed emancipazione». Così Paola Vinciguerra psicoterapeuta, presidente Eurodap-Associazione europea disturbi attacchi di panico e direttore scientifico del centro Bioequilibrium, commenta l’aumento di […]

Femminicidio, la psicoterapeuta: stop alla paura. Donne ripartano dalla libertà

«Basta con atteggiamenti di timore nei confronti dei propri uomini. Le donne succubi e impaurite vanno aiutate ripartendo dal concetto di libertà individuale. Per questo bisogna insistere con campagne di prevenzione attraverso momenti di ascolto ed emancipazione». Così Paola Vinciguerra psicoterapeuta, presidente Eurodap-Associazione europea disturbi attacchi di panico e direttore scientifico del centro Bioequilibrium, commenta l’aumento di femminicidi registrato nei primi sei mesi dell’anno.

Secondo i dati riferiti dall’associazione Sos Stalking, da gennaio a giugno 2018 i casi di femminicidio sono infatti cresciuti del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con 44 vittime già nei primi sei mesi dell’anno. Proprio per contrastare questo fenomeno Bioequilibrium, il centro nato per aiutare le persone ad abbassare i propri livelli di stress, organizzerà a partire da settembre dei cicli di incontri gratuiti per tutte le donne che sentono il bisogno di confrontarsi e migliorare la loro relazione. La guida sarà il libro ‘Femminicidio. Capire, educare, cambiare’, scritto da Paola Vinciguerra insieme ad Eleonora Iacobelli, psicoterapeuta, vicepresidente Eurodap e responsabile trainer di Bioequilibrium.

«La riforma del diritto di famiglia di 43 anni fa non ha modificato la cultura dei ruoli maschile-femminile, non solo negli uomini ma anche nelle donne, che continuano a sentirsi in dovere di accudire e subire gli uomini, in cambio di un senso di accettazione e protezione – prosegue l’esperta – Quando li contestano lo fanno in modo aggressivo e non affermativo, altrimenti certe relazioni disfunzionali non avrebbero neanche inizio. Basta vedere come ‘si usano i figli’ per restare in situazioni di violenza, mentre sarebbero le prime vittime da salvaguardare da una relazione disfunzionale che li farà crescere con ansie e senso di abbandono che nel tempo potrebbero divenire patologie più gravi e complesse».

«Insomma basta con i ragionamenti che portano a decisioni autodistruttive – continua Vinciguerra – Le donne hanno bisogno di un sostegno che le aiuti a modificare non solo il loro comportamento apparente ma la loro identità di persona libera. Gli uomini dovrebbero essere aiutati ad avere fiducia in se stessi e non ad illudersi di essere forti poiché schiacciano la loro partner. Facciamo in modo che parità dei diritti sanciti dalla legge già dal 1975 divengano reali nel nostro pensiero e nei nostri comportamenti».

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