Voci della Sanità 13 Novembre 2019

Dl Calabria, Consulta boccia ricorso Regione. Grillo (M5S): «Ora Speranza deve far funzionare la legge»

«Dl Calabria, la Corte Costituzionale mi dà di nuovo ragione e boccia per la seconda volta un ricorso della Regione. Ora il Ministro Speranza ha il dovere di far funzionare l’unico strumento in grado di risollevare la sanità calabrese». È quanto scritto dall’ex Ministro della Salute, Giulia Grillo in un post su Twitter. Il commento arriva dopo […]

«Dl Calabria, la Corte Costituzionale mi dà di nuovo ragione e boccia per la seconda volta un ricorso della Regione. Ora il Ministro Speranza ha il dovere di far funzionare l’unico strumento in grado di risollevare la sanità calabrese». È quanto scritto dall’ex Ministro della Salute, Giulia Grillo in un post su Twitter. Il commento arriva dopo la notizia che la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondato il ricorso per legittima costituzionale della Regione Calabria contro il Dl Calabria che ha previsto il super commissariamento della Regione.

«L’intervento nel suo complesso – si può leggere nella sentenza della Consulta – è riconducibile alla competenza esclusiva dello Stato non soltanto perché attinente all’esercizio del potere sostitutivo statale, ma soprattutto perché rientrante nella sua competenza esclusiva in tema di “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”. E, nella misura in cui risponde alla funzione di orientare la spesa sanitaria verso una maggiore efficienza, l’intervento stesso rientra nell’ambito dei principi fondamentali della materia concorrente “coordinamento della finanza pubblica”».

«Le concorrenti competenze regionali (anche in materia di tutela della salute e governo del territorio), con le quali l’impugnata normativa statale interferisce – si può ancora leggere –, non risultano violate ma solo temporaneamente ed eccezionalmente “contratte”, in ragione della pregressa inerzia regionale o, comunque, del non adeguato esercizio delle competenze stesse».

In conclusione, secondo i giudici «l’introduzione di una disciplina temporanea, avente come unico destinatario la Regione Calabria, non costituisce, dunque, un intervento discriminatorio, ma ha la finalità di realizzare un necessario riallineamento della gestione della sanità locale rispetto agli standard finanziari e funzionali operanti per la generalità degli enti regionali».

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