Voci della Sanità 3 Dicembre 2020 17:11

Disabilità, Bologna (PP): «RSA, assistenti familiari e smart working: i mie emendamenti alla manovra per favorire l’inclusione sociale»

«L’obiettivo dovrebbe essere la piena inclusione sociale delle persone con disabilità attraverso la rimozione delle cause che impediscono o ne limitano la piena realizzazione» sottolinea Fabiola Bologna, deputata di Popolo Protagonista

«Sono convinta che un’azione politica concreta debba prevedere l’integrazione sociale, economica e civile, una visione complessiva e trasversale che produca un effettivo miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità e dei loro nuclei familiari. L’obiettivo dovrebbe essere la piena inclusione sociale delle persone con disabilità attraverso la rimozione delle cause che impediscono o ne limitano la piena realizzazione, in linea con la normativa nazionale e con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, per valorizzarne il potenziale di crescita e di occupazione lavorativa». Lo scrive in una nota la deputata di Popolo Protagonista, Fabiola Bologna, per la giornata internazionale delle persone con disabilità.

«In legge di bilancio – prosegue – ho presentato emendamenti in questa direzione proponendo l’aumento delle detrazioni fiscali per gli assistenti familiari delle famiglie con una persona non autosufficiente per riuscire a garantire sostenibilità e favorire sia la permanenza a domicilio della persona che ha bisogno di assistenza sia per la corretta gestione del collocamento delle persone con disabilità anche intellettiva, psichica e con malattie rare. Dobbiamo poi essere particolarmente attenti alle Rsa per valorizzarne il personale sanitario e investire sul rinnovamento di queste strutture per trovare soluzioni di offerta assistenziale più vicine alle esigenze delle persone. L’ intento – prosegue Bologna – è dunque quello di lavorare per una piena inclusione di tutti i cittadini e per la tutela dei lavoratori fragili con il ricorso, ove possibile, allo smart working oltre alla garanzia del diritto alla mobilità anche assistita secondo la Convenzione delle Nazioni Unite».

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