Voci della Sanità 3 Dicembre 2018

Depressione post-partum, la psicologa: «Vigilare su ogni donna»

«La depressione post partum non viene riconosciuta ed è troppo spesso negata sia dalle neo mamme che dalla famiglia che invece deve assolutamente vigilare su ogni donna dopo il parto e non banalizzare mai anche quello che può apparire come un periodo di tristezza. Dietro può esserci qualcosa di più profondo che prima o poi […]

Immagine articolo

«La depressione post partum non viene riconosciuta ed è troppo spesso negata sia dalle neo mamme che dalla famiglia che invece deve assolutamente vigilare su ogni donna dopo il parto e non banalizzare mai anche quello che può apparire come un periodo di tristezza. Dietro può esserci qualcosa di più profondo che prima o poi esploderà». Lo afferma Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, presidente dell’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico e Direttore Scientifico di Bioequilibrium commentando il caso della donna di 26 anni che ha ucciso il figlioletto di tre mesi gettandolo a terra.

In Italia ogni anno 100 mila donne sono colpite dalla depressione post-partum

«Oltre il 70% delle madri, nei giorni immediatamente successivi al parto, manifesta sintomi leggeri di depressione in una forma definita baby blues, con riferimento allo stato di malinconia (blues) che caratterizza il fenomeno – spiega la Vinciguerra – Ben più gravi e duraturi sono i sintomi della depressione post-partum che possono perdurare anche molti mesi. I sintomi sono e possono includere un forte abbassamento dell’umore con una tristezza intensa e costante, disperazione, sconforto, angoscia, sensazione di stanchezza estrema, perdita di interesse per il bambino appena nato, o preoccupazioni ingiustificate per il benessere del neonato, difficoltà di concentrazione, difficoltà a decidere, facile irritabilità con aggressività ed atteggiamenti ostili, confusione, crisi di pianto molto frequenti, incapacità a far fronte alle necessità elementari, senso di colpa, di inadeguatezza, disinteresse per la famiglia, per il marito o compagno, perdita della libido, pensieri negativi. Questi sintomi sono spesso accompagnati da cefalee persistenti, palpitazioni, insonnia, incubi notturni e attacchi di panico».

Tendenze omicide

Secondo la psicoterapeuta «nei casi più gravi di depressione post- partum la donna può subire uno scivolamento psicotico e la depressione si trasforma in psicosi post-partum. Questa è la forma più grave di depressione e richiede misure mediche tempestive. I sintomi comprendono stati di agitazione, confusione, pessimismo, disagio sociale, insonnia, paranoia, allucinazioni, tendenze suicide o omicide nei confronti del bambino».

Le cause

Diversi possono essere i fattori che contribuiscono all’insorgere di questo disturbo: problemi ormonali, età della mamma e variabili psico-sociali.  E’ più a rischio una donna giovane, single, con gravidanza non desiderata o inaspettata, con problemi di relazione coniugale, con inadeguato supporto sociale, con eventi di vita stressanti e con precedenti aborti. Ovviamente una donna che ha già sofferto di depressione è molto a rischio.

Le cure

«Le cure possono consistere nella psicoterapia e nella partecipazione a terapie di gruppo con donne che manifestano la stessa sintomatologia – aggiunge la Vinciguerra – e nell’assunzione di ansiolitici e antidepressivi sotto controllo medico e sospendendo l’eventuale allattamento. E’ comunque consigliabile per tutte le neo mamme frequentare dei corsi post-partum».

Articoli correlati
Coronavirus e allarme salute mentale: una bomba pronta a scoppiare (e come disinnescarla)
Mara Lastretti, ordine psicologi Lazio: «Aumentano depressioni e crisi di panico, necessaria una nuova medicina di comunità e una revisione del SSN»
di Tommaso Caldarelli
«Da marzo ad oggi 49 suicidi e 30 tentativi di suicidio correlati al Covid-19. Serve centro di monitoraggio e prevenzione»
Ogni anno in Italia si tolgono la vita circa 4mila persone. Un numero che deve far riflettere se consideriamo che ogni dieci anni scompare, di fatto, una città di 40mila abitanti. È impossibile, però, avere al momento un numero aggiornato. L’ultimo Annuario Statistico dell’Istat, infatti, contiene dati relativi al 2016, quando sono stati registrati 3.870 […]
di Armando Piccinni, Presidente Fondazione BRF – Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze
Lockdown, per 3 minori su 4 impatto psicologico importante. Disturbi del sonno, ansia e irritabilità i sintomi più comuni
I risultati di uno studio del Gaslini di Genova sugli effetti psicologici e comportamentali della pandemia su bambini e adolescenti. Zampa: «Comportamento esemplare dei ragazzi. Da questa prova usciranno più forti»
Depressione e Covid, Fondazione Onda lancia l’allarme: «Più di 200 mila nuovi casi a causa della crisi economica»
In una tavola rotonda il confronto tra professionisti della sanità e istituzioni per riconoscere i sintomi e gestire il dramma: «Prevenzione, collaborazione tra medicina generale e specialisti e telemedicina gli ambiti di intervento»
di Federica Bosco
Alimentazione del bambino: ecco come prevenire gli squilibri del microbioma intestinale e del sistema immunitario
Dal CEINGE di Napoli in collaborazione con l’Università di Milano e l’Humanitas, lo studio sull’alimento che difende i bambini da infezioni ed allergie attraverso una positiva modulazione del microbioma intestinale e del sistema immunitario
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 3 luglio, sono 10.874.146 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 521.355 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 3 luglio: nell’ambito del ...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Salute

Rebus idrossiclorochina: arma anti-Covid o farmaco pericoloso? L’inchiesta di Sanità Informazione

Dopo lo studio ritirato da Lancet, l’OMS ha riavviato i test clinici. In Italia aumentano i medici che sperano nel farmaco e chi l’ha usata ‘sul campo’ la promuove. Cauda (Gemelli): «Può ave...