Voci della Sanità 13 Dicembre 2022 18:22

Delegazione OSS incontra dirigenti Ministero della Salute: «Risanare le anomalie di questi anni»

Intanto la ederazione Nazionale Migep e il Sindacato Shc OSS hanno deciso di istituire “gli stati generali della professione dell’operatore socio sanitario”

Una delegazione di OSS è stata ricevuta dall’Ufficio di Gabinetto del Ministro della Salute Orazio Schillaci composto dal dott. Marco Mattei – capo segreteria tecnica, dalla dott.ssa Rita Di Quinzio – capo segreteria del ministro e dal dott. Luigi Patacchia – dirigente segreteria medica.

«È stato un incontro molto costruttivo, con in evidenza il tema OSS della protezione civile, della formazione, della creazione della nuova figura, dello scorrimento delle graduatorie, della stabilizzazione, e tanti altri argomenti che hanno messo in evidenza la necessità di rivedere e risanare le anomalie che in questi anni hanno flagellato la professione OSS, l’abuso di professione, la carenza di personale, apertura di un tavolo tecnico, lavoro usurante, registro nazionale. I delegati del ministro hanno accolto favorevolmente le nostre istanze e hanno confermato l’intenzione di approfondire la documentazione prodotta e di dare delle risposte» fanno sapere dalla Federazione Nazionale Migep e dal Sindacato Shc OSS.

Questa la lettera con cui il MIGEP ha chiesto un incontro al Ministero della Salute:

«In questa società dove le disuguaglianze non si accorciano, gli operatori socio sanitari, cercano di creare un ambiente sereno e privo di contrapposizioni e competizioni e di prevaricazioni, ma si evidenzia una profonda preoccupazione in difesa del loro lavoro e del loro ruolo, sono stanchi di vedere la propria professione svilita e usata come forza lavoro per sopperire alla carenza degli infermieri, a non avere un posto di lavoro sicuro. La complessiva revisione del sistema è uno dei nostri obiettivi, ma necessita di essere rivista in modo congruo e attento; per questo motivo, abbiamo scelto di istituire “gli stati generali della professione dell’operatore socio sanitario” deliberato attraverso una consultazione pubblica e trasparente rivolta a tutti gli OSS, ad esprimere la propria posizione sui temi più importanti per la propria professione dove sono stati analizzati e quindi elaborati una serie di primi posizionamenti per approfondire una piattaforma condivisa che ridisegni la professione dell’operatore socio sanitario in ogni ambito lavorativo.

Bisogna investire anche sulla formazione dell’operatore socio sanitario, di riconoscere una professione che in questa pandemia si è spesa a  rischio della propria vita, affrontando una pandemia con scarpe di cartone, senza armi. La salute va rimesso al centro, potenziando i servizi di prevenzione domiciliari, rsa, carceri, scuola, sanità, con investimenti mirati a migliorare i modelli che funzionano meglio, trovando il coraggio di fare, senza interpretare termini e terminologie poco espressive. Sul potenziamento dell’assistenza territoriale notiamo che Il PNRR, e il DM 77/2022 fa rimanere la riorganizzazione delle cure ostaggio della riforma sulla medicina generale, come rimane l’aggiornamento sugli standard ospedalieri previsto dal DM 70/2015 al palo, le strutture per anziani sono dimenticate dalla riforma PNRR anche i fondi per i rinnovi del contratto vengono a mancare.

E su queste basi, la Federazione Nazionale delle Professioni Sanitarie e Socio Sanitarie Migep, e il Sindacato Professionale Shc enti appartenenti alla professione dell’operatore socio sanitario, hanno proclamato i Primi Stati Generali della Professione Oss nella valutazione, pianificazione, conduzione, analisi e reporting della professione, sull’importanza di un servizio sanitario pubblico, privato, territorio, carceri, scuola, finalizzati a rendere gli oss attori. Come istituzioni hanno deciso di assumersi la responsabilità attraverso processi condivisi con la base, con la ferma volontà di proporre modelli di formazione e di cura e di assistenza al servizio del cittadino poiché la sua attività lavorativa e orientata al soddisfacimento dei bisogni primari delle persone e a favorire il benessere e l’autonomia delle stesse, dando  seguito:

  • alla nota prot.123183 del 29 marzo 2022 del Ministero di Giustizia per strutturare in via stabile, ordinario, tutto il personale OSS che hanno prestato e prestano servizio nei penitenziari e rsa
  • Una retribuzione che sia in linea con l’Europa, per evitare la continua disuguaglianza economica
  • Rendere attrattiva la nuova figura, “l’assistente per la salute”
  • Garantire un’istruzione di qualità omogenea ed equa in tutte le Regioni
  • Riforma del profilo del 2001 con diploma di qualifica, e un registro nazionale obbligatorio
  • Riconoscimento a pieno titolo dello status di lavoro usurante
  • Formazione attraverso scuole professionali specializzate (istituti socio sanitari) come chiave per lo sviluppo della qualità e l’uniformità della formazione
  • Ridurre la cattiva distribuzione del personale sanitario nel sistema assistenziale
  • Affrontare la carenza del personale con assunzioni a tempo indeterminato (scorrimento delle graduatorie – stabilizzazione)
  • Determinare gli standard ospedalieri e territoriale
  • Programmare di conseguenza gli eventuali nuovi fabbisogni
  • Promuovere l’aggiornamento permanente per tutti anche attraverso la certificazione delle competenze
  • Introdurre una maggiore automaticità nel riconoscimento delle qualifiche attualmente coperte dal Sistema Generale
  • Quantificare i bisogni di personale nelle strutture private attraverso una sicurezza di lavoro
  • Autonomia nella sua sfera di competenze
  • Istituire un Osservatorio Permanente Nazionale/Regionale della qualifica OSS
  • Contratto unico tra pubblico e privato
  • Riconoscere la collocazione dell’Oss nella Professione area socio sanitario e nel ruolo socio sanitario

Come Stati Generali della Professione OSS si chiede certezze, e un impegno da parte della politica affinché il sistema salute funzioni per tutti i cittadini e nessuno sia escluso, e dare slancio alla professione dell’operatore sociosanitario con strumenti e conoscenze, e uniformare e migliorare l’attività formativa, riconoscendo la collocazione dell’Oss nella Professione area socio sanitario e nel ruolo socio sanitario in quanto operatore assistenziale a diretto contatto con il paziente. Questo richiede un sistema salute che funziona, un sistema sanitario che sia organizzato bene, e un numero adeguato di operatori ben preparati e motivati»

 

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