Voci della Sanità 6 Maggio 2020 10:17

Covid19, le richieste di SOI per la Fase2: «Rispetto Linee Guida e tamponi a tutela pazienti»

Il Presidente SOI Matteo Piovella lancia l’allarme: «Abbiamo osservato un crollo delle visite oculistiche, per paura di essere contagiati dalla promiscuità con pazienti positivi, e quindi in grado di infettare chi è sano, e questo impedisce ai medici oculisti di attivarsi ,come da norma, per tutelare la vista»

«A causa dell’emergenza Covid19, un grande numero di pazienti affetti da disturbi e malattie visive non ha più avuto accesso alle visite medico-oculistiche e alle terapie salvavista in quanto ridotte o sospese in quasi tutti gli ospedali. La gravità di questo dato è stata amplificata dal fatto che per paura di essere contagiati moltissimi  pazienti hanno interrotto le cure in atto e non si sono più recati a visita negli ambulatori e negli studi professionali, senza avere piena consapevolezza delle conseguenze. In assenza di visite e dei necessari  interventi, questi pazienti rischiano infatti danni permanenti alla vista». A lanciare l’allarme è la SOI, Società Oftalmologica Italiana, che, per la Fase2, ha elaborato delle linee guida che tutelano tutti i soggetti interessati, dal medico al personale sanitario e amministrativo fino allo stesso paziente. 

«Da settimane, per paura del contagio, i pazienti evitano di recarsi in Ospedale e soprattutto in Pronto Soccorso e negli ambulatori privati – sottolinea Matteo Piovella, Presidente SOI – In tal senso è sufficiente considerare il dato statistico che evidenzia un calo del 90% dei distacchi di retina registrati in Pronto Soccorso. Purtroppo in molti casi i pazienti non sono in grado di rendersi conto della presenza di una patologia capace di danneggiare la vista  e in assenza di visite e dei necessari interventi, sviluppa danni permanenti alla vista». 

«Oggi i Pronto Soccorso Ospedalieri svolgono una funzione di smistamento per l’ambulatorio o il reparto di oculistica. Utilizzare la dizione Urgenze o Emergenze induce i pazienti oculistici a non sottoporsi ai controlli e alle visite mediche oculistiche necessarie – si legge del documento -. Sarebbe più attinente parlare di prestazioni necessarie e non differibili»,

«Va aggiunto – spiega Piovella – che solo il 28% dei 7mila Medici Oculisti Italiani sono dipendenti del SSN. Oggi i 7mila medici oculisti effettuano ogni anno 15 milioni di visite oculistiche e oltre un milione di interventi chirurgici salva vista. Questo evidenzia che la maggioranza delle visite oculistiche si svolge al di fuori del SSN, così come il 25% degli interventi chirurgici salva vista. Purtroppo l’emergenza Covid19 ha accentuato la resistenza dei pazienti nel frequentare studi medici o ambulatori chirurgici non protetti dal contagio. Questo ha ingenerato la convinzione in molti pazienti di non poter accedere agli studi o ambulatori dei medici oculisti anche per gravi patologie oculari a salvaguardia della loro stessa vita». 

Nella Fase 2 si punta però a una riorganizzazione dell’attività assistenziale, proprio per non lasciare i pazienti senza cure. Per questo nel documento SOI sono contenute anche una serie di raccomandazioni per esercitare l’attività in completa sicurezza. 

Tali linee guida prevedono l’individuazione dei pazienti potenzialmente contagiosi in modo da informarli dell’impossibilità d’accesso allo studio medico o all’ambulatorio chirurgico attraverso  specifiche domande di selezione attuate per telefono prima dell’acceso diretto, un’informativa sui dispositivi di protezione individuali necessari per l’accesso allo studio, la sottoscrizione di un’autocertificazione di conformità a quanto dichiarato nel questionario, il rispetto delle norme di distanziamento, la riduzione e la programmazione delle visite e degli interventi chirurgici in modo da evitare situazioni non compatibili con il rispetto delle norme di distanziamento, la frequente e continua sanificazione dell’ambiente e delle apparecchiature tra un paziente ed il successivo. Inoltre in tutte  le  fasi  della  visita  dove  la  distanza  tra  paziente  e  operatore  risulta inferiore  a  1  metro  si prevede che il  paziente rimanga in silenzio per contenere l’espulsione di droplets

Oggi, all’avvio della cosiddetta Fase 2, SOI accoglie con favore la notizia che molti Ospedali del SSN, anche per evitare problematiche di natura legale, abbiano introdotto l’obbligo di esecuzione di tampone per i pazienti   da  sottoporre  a  chirurgia  oculistica  e  a  terapia  intravitreale.  

Al riguardo il Presidente Piovella considera la richiesta di tampone «come la  naturale evoluzione delle succitate linee guida» e che «le motivazioni per l’applicazione del tampone ai pazienti che si sottopongono a intervento chirurgico siano logicamente valide ed applicabili anche per i pazienti che devono sottoporsi a visite o esami in qualunque ambito anche considerato che il 70% dell’attività oculistica avviene al di fuori del Sistema Sanitario Nazionale». 

«È necessario – conclude Piovella – che in questa fase di ripartenza i pazienti e la stessa popolazione siano messi in grado di conoscere il loro effettivo stato di salute che non può prescindere dalla loro eventuale contagiosità, in modo da supportare e non vanificare tutti gli sforzi che ad ogni livello sono stati messi in campo per tentare di fronteggiare l’emergenza». 

Articoli correlati
«Risorse mai aggiornate e carenza di medici oculisti», l’appello della SOI a cittadini e politica
«Risorse mai aggiornate e carenza di medici oculisti: solo 1500 dei 7mila oftalmologi italiani fanno parte del SSN. Necessario dare una svolta». Questo l’appello che la Società Oftalmologica Italiana, che da 153 anni rappresenta e sostiene i medici oculisti italiani per tutelare le necessità dei pazienti, rivolge a tutti i cittadini
Minuscoli cristalli artificiali possono restituire la vista, ma il SSN non ne copre le spese
A scoprire le carte sull’inadeguatezza delle cure oculistiche offerte dalla Sanità pubblica è Matteo Piovella, presidente della Società Oftalmologica Italiana, in occasione del 19° congresso Internazionale SOI. «L’intervento rifrattivo del cristallino sta sostituendo la chirurgia della cataratta, ma il SSN non è in grado di sostenerne i costi e, quindi, chi vuole farlo deve pagarlo di tasca propria»
Se la linea del tampone rapido appare sbiadita significa che la carica virale è più bassa?
Il tampone rapido, oltre a verificare l'eventuale positività, è anche in grado di definirla in termini quantitativi?
di Valentina Arcovio
Test molecolari, antigenici e salivari, è ancora caos. Quali sono le opzioni che abbiamo?
Maurizio Sanguinetti, direttore del Dipartimento di Scienze di Laboratorio e Infettivologiche della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS fa il punto sugli strumenti che abbiamo a disposizione per la diagnosi o lo screening di Covid-19
Tamponi nelle parafarmacie, indennità, consenso informato. Così i partiti vogliono cambiare il decreto sull’obbligo vaccinale
Centinaia gli emendamenti presentati al DL 1 del 2022 che introduce l’obbligo vaccinale per gli over 50. Coraggio Italia chiede di estendere l’obbligo agli over 18. Mentre il M5S chiede tamponi calmierati in base al reddito. Richiesta bipartisan per consentire anche a chi ha il Green pass base di fruire dei trasporti marittimi
di Francesco Torre
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 23 settembre 2022, sono 614.093.002 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.533.948 i decessi. Ad oggi, oltre 12.25 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Covid-19, che fare se...?

Se risulto negativo al test ma ho ancora i sintomi posso contagiare gli altri?

Sintomi come febbre e tosse possono durare più della positività al test antigenico rapido. Gli scienziati si stanno interrogando quindi sulla durata della contagiosità. L'ipotesi ...
Covid-19, che fare se...?

Quanto durano i sintomi del Long Covid?

La durata dei sintomi collegati al Long Covid può essere molto variabile: si va da qualche settimana fino anche a 24 mesi