Voci della Sanità 28 Novembre 2017 13:52

Camminare e apprendere: con il metodo WAL la memoria aumenta del 9%

Movimento e apprendimento, insieme, proteggono il cervello dall’età. Lo sostiene la dottoressa Annamaria Crespi, ideatrice del metodo WAL che confessa di aver “rubato l’idea” ad Aristotele che era solito insegnare camminando. Ma in cosa consiste il metodo WAL? È un metodo e uno strumento dolce che associa la camminata all’apprendimento. Il nome WAL è l’acronimo di Walk and […]

Movimento e apprendimento, insieme, proteggono il cervello dall’età. Lo sostiene la dottoressa Annamaria Crespi, ideatrice del metodo WAL che confessa di aver “rubato l’idea” ad Aristotele che era solito insegnare camminando. Ma in cosa consiste il metodo WAL?

È un metodo e uno strumento dolce che associa la camminata all’apprendimento. Il nome WAL è l’acronimo di Walk and Learn. Il metodo agisce su moltissimi aspetti: il movimento migliora salute e funzionalità di cuore e polmoni, migliora la postura, è “dolce” con le articolazioni, migliora diabete e profilo lipidico, allevia ansia e depressione, previene disturbi cognitivi legati all’età, rinforza il sistema immunitario. Alcuni medici hanno iniziato a prescriverlo come attività coadiuvante per ragazzi con disturbi dell’apprendimento, attenzione e dislessia. Nei soggetti anziani con sintomi riconducibili al morbo di Alzheimer sono stati osservati miglioramenti su memoria e umore.

Come funziona il metodo WAL? Prevede sessioni di camminata scalza da 40 minuti circa su uno speciale tappeto morbido, ascoltando contemporaneamente gli audio WAL, storie su temi diversi create con criteri che stimolano l’apprendimento e attivano particolari zone celebrali. Il metodo è indicato per tutti, dagli 8 ai 108 anni.

 

La perdita di materia bianca celebrale si verifica con il progredire dell’età e si associa ad un declino progressivo delle funzioni cognitive. Oggi sappiamo che il fitness cardio-respiratorio e l’esercizio sono efficaci e hanno un effetto protettivo nei confronti del cervello e delle funzioni cognitive. Plasticità e neurogenesi sono correlate alla prevenzione di malattie come demenze e Alzheimer.

Già nel 2012, uno studio del National Institute of Aging dell’NIH, aveva confermato questa relazione virtuosa: nello studio “Aerobic fitness, white matter and aging” sono stati investigati gli effetti dell’esercizio aerobico per un anno sull’integrità della materia bianca su 70 soggetti sedentari di età compresa tra 55 e 80 anni. Sono stati quindi misurati i parametri cardiorespiratori e le performance celebrali. I risultati hanno mostrato un aumento della sostanza bianca nelle aree prefrontali, parietale e temporale nel gruppo che aveva camminato mentre non mostrava benefici analoghi in quelli che avevano fatto solo stretching.

«La crescita del numero di anziani è un fenomeno globale, con una stima di aumento del 20% degli over 65 entro il 2030. Il numero degli stessi  che sviluppano una qualche forma di demenza è destinato a raddoppiare entro lo stesso anno. Identificare i meccanismi sottostanti all’invecchiamento cerebrale è quindi diventata una priorità di salute pubblica» sottolinea la dottoressa Anna Maria Crespi, organizzatrice del Congresso Verso la CreativETA’ in corso ad Assisi.

«Siamo abituati a credere che il declino cognitivo sia inevitabile dai 60 anni in poi. Per contrastare le perdite di memoria alcuni autori hanno proposto gli esercizi mentali, altri quello fisico, altri ancora hanno proposto di unire le due attività nella speranza di ottenere un effetto sommatorio, sfruttando il maggiore apporto in termini di ossigeno determinato dal fitness e l’aumento delle connessioni tra i neuroni provocato dallo sforzo mentale deliberato» conclude la dottoressa.

Articoli correlati
Tecnologia e design innovativo delle RSA per far vivere meglio i malati di Alzheimer
Nella due giorni di Varese Uneba, Fondazione Molina e Fondazione Don Gnocchi hanno portato all’attenzione degli enti e delle istituzioni le nuove strategie per prendersi cura del paziente affetto da Alzheimer e lanciato un appello affinché il Governo riveda l’impegno economico verso le RSA e vengano incrementati i posti di specializzazione per medici e infermieri
Effetti della pandemia, AIP: «Aumentano tentativi di suicidio tra i giovani. Per anziani rischio solitudine»
A Firenze sino al 25 maggio il 22° Congresso dell’Associazione Italiana Psicogeriatria “Dopo la pandemia: la sfida per una medicina a misura della terza età”. Previsti oltre 800 specialisti
Mandelli (Fofi): «Tamponi, screening, vaccini. La farmacia dei servizi rivoluzionerà il territorio»
Il Presidente della Federazione Ordini dei farmacisti italiani (Fofi) a margine del convegno “La sanità per la terza età” ha dichiarato: «Farmacista e farmacia dei servizi al centro del nuovo modello di sanità di prossimità»
Terza età, Magi (Omceo Roma): «Siamo indietro, cambiare impostazione organizzativa»
Il convegno “La sanità per la terza età” nella sede dell'Ordine dei medici e degli odontoiatri di Roma. De Lillo (Vicepresidente): «Investire risorse Pnrr sulla formazione dei professionisti sanitari del domani»
Invecchiamento attivo, FederAnziani: «È la sfida del nostro tempo. Urge politica che lo promuova sul territorio nazionale»
Secondo FederAnziani ancora manca una linea di sviluppo che renda l’invecchiamento attivo un obiettivo strategico
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 4 luglio, sono 549.184.038 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.339.118 i decessi. Ad oggi, oltre 11,75 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nbs...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Negativo con i sintomi, quando posso ripetere il test?

Capita sempre più spesso che una persona con i sintomi del Covid-19 risulti negativa al primo test. Con Omicron sono stati segnalati più casi di positività ritardata. Meglio ripet...