OMCeO, Enti e Territori 28 novembre 2017

Camminare e apprendere: con il metodo WAL la memoria aumenta del 9%

Movimento e apprendimento, insieme, proteggono il cervello dall’età. Lo sostiene la dottoressa Annamaria Crespi, ideatrice del metodo WAL che confessa di aver “rubato l’idea” ad Aristotele che era solito insegnare camminando. Ma in cosa consiste il metodo WAL? È un metodo e uno strumento dolce che associa la camminata all’apprendimento. Il nome WAL è l’acronimo di Walk and […]

Movimento e apprendimento, insieme, proteggono il cervello dall’età. Lo sostiene la dottoressa Annamaria Crespi, ideatrice del metodo WAL che confessa di aver “rubato l’idea” ad Aristotele che era solito insegnare camminando. Ma in cosa consiste il metodo WAL?

È un metodo e uno strumento dolce che associa la camminata all’apprendimento. Il nome WAL è l’acronimo di Walk and Learn. Il metodo agisce su moltissimi aspetti: il movimento migliora salute e funzionalità di cuore e polmoni, migliora la postura, è “dolce” con le articolazioni, migliora diabete e profilo lipidico, allevia ansia e depressione, previene disturbi cognitivi legati all’età, rinforza il sistema immunitario. Alcuni medici hanno iniziato a prescriverlo come attività coadiuvante per ragazzi con disturbi dell’apprendimento, attenzione e dislessia. Nei soggetti anziani con sintomi riconducibili al morbo di Alzheimer sono stati osservati miglioramenti su memoria e umore.

Come funziona il metodo WAL? Prevede sessioni di camminata scalza da 40 minuti circa su uno speciale tappeto morbido, ascoltando contemporaneamente gli audio WAL, storie su temi diversi create con criteri che stimolano l’apprendimento e attivano particolari zone celebrali. Il metodo è indicato per tutti, dagli 8 ai 108 anni.

 

La perdita di materia bianca celebrale si verifica con il progredire dell’età e si associa ad un declino progressivo delle funzioni cognitive. Oggi sappiamo che il fitness cardio-respiratorio e l’esercizio sono efficaci e hanno un effetto protettivo nei confronti del cervello e delle funzioni cognitive. Plasticità e neurogenesi sono correlate alla prevenzione di malattie come demenze e Alzheimer.

Già nel 2012, uno studio del National Institute of Aging dell’NIH, aveva confermato questa relazione virtuosa: nello studio “Aerobic fitness, white matter and aging” sono stati investigati gli effetti dell’esercizio aerobico per un anno sull’integrità della materia bianca su 70 soggetti sedentari di età compresa tra 55 e 80 anni. Sono stati quindi misurati i parametri cardiorespiratori e le performance celebrali. I risultati hanno mostrato un aumento della sostanza bianca nelle aree prefrontali, parietale e temporale nel gruppo che aveva camminato mentre non mostrava benefici analoghi in quelli che avevano fatto solo stretching.

«La crescita del numero di anziani è un fenomeno globale, con una stima di aumento del 20% degli over 65 entro il 2030. Il numero degli stessi  che sviluppano una qualche forma di demenza è destinato a raddoppiare entro lo stesso anno. Identificare i meccanismi sottostanti all’invecchiamento cerebrale è quindi diventata una priorità di salute pubblica» sottolinea la dottoressa Anna Maria Crespi, organizzatrice del Congresso Verso la CreativETA’ in corso ad Assisi.

«Siamo abituati a credere che il declino cognitivo sia inevitabile dai 60 anni in poi. Per contrastare le perdite di memoria alcuni autori hanno proposto gli esercizi mentali, altri quello fisico, altri ancora hanno proposto di unire le due attività nella speranza di ottenere un effetto sommatorio, sfruttando il maggiore apporto in termini di ossigeno determinato dal fitness e l’aumento delle connessioni tra i neuroni provocato dallo sforzo mentale deliberato» conclude la dottoressa.

Articoli correlati
Il Paese Ritrovato, la città su misura per i malati di Alzheimer
Fumagalli (educatore): «Dopo sei mesi di degenza, evidenziati una diminuzione dei disturbi comportamentali ed un aumento del movimento spontaneo»
di Isabella Faggiano
Aderenza terapeutica, solo il 50% di over 65 segue le cure. Pierpaolo Sileri (M5S): «Anziano risorsa per il futuro, istituire Giornata Nazionale»
Consolidare continuità delle cure per garantire maggiore salute e ammorbidire l’impatto su SSN. «Per questo ho depositato ddl che mette in campo strumenti di formazione, informazione e sensibilizzazione», l’intervista a Pierpaolo Sileri, presidente della commissione Sanità al Senato
di Giovanni Cedrone e Serena Santi
Alzheimer, in Italia 700 mila malati. Ferrarese (neuroscienziato): «Nel 2050 i casi di demenza triplicheranno»
Il direttore scientifico del centro di Neuroscienze Milano-Bicocca : «Se la patologia è conclamata non si può intervenire. Con una diagnosi precoce, invece, è possibile ridurre i livelli della proteina che, accumulandosi, danneggia il cervello»
di Isabella Faggiano
Ricerca, a rischio l’EBRI fondato da Rita Levi Montalcini. Appello dei vertici a Mattarella: «Senza finanziamenti in legge di Bilancio chiudiamo»
I ricercatori dell’Istituto sono impegnati in progetti europei. È una scuola di eccellenza nello studio dell’Alzheimer. Il Direttore generale Nisticò: «Sarebbe insensato disperdere questo capitale di conoscenza e sviluppo»
Invecchiamento attivo, Italia Longeva promuove spot per la vaccinazione degli anziani
La Rete del Ministero della Salute per l’invecchiamento e la longevità attiva sottolinea: i tassi di copertura dei vaccini per influenza, polmonite pneumococcica e herpes zoster sono bassi, manca informazione
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...
Mondo

Da Messina alla Nuova Zelanda, la storia del fondatore di Doctors in Fuga: «Così aiuto giovani medici ad andare all’estero»

Stipendi più alti, maggiore attenzione al merito, assenza di contenziosi legali grazie ad una migliore comunicazione tra medici e pazienti. Davide Conti è in Nuova Zelanda da nove anni e non ha alcu...