Voci della Sanità 24 Marzo 2020

“A un metro da te”: a Bologna parte la mobilitazione studentesca volontaria in risposta all’emergenza sanitaria

«Controllare che le persone che accedono agli ospedali Maggiore e Bellaria non abbiano sintomi influenzali, parainfluenzali o comunque riconducibili al COVID, aiutare le direzioni sanitarie nella gestione dei posti letto, coadiuvare il laboratorio di microbiologia per la gestione dei flussi dei campioni da analizzare e nei prossimi giorni anche garantire una presenza in PS per […]

«Controllare che le persone che accedono agli ospedali Maggiore e Bellaria non abbiano sintomi influenzali, parainfluenzali o comunque riconducibili al COVID, aiutare le direzioni sanitarie nella gestione dei posti letto, coadiuvare il laboratorio di microbiologia per la gestione dei flussi dei campioni da analizzare e nei prossimi giorni anche garantire una presenza in PS per orientare i pazienti nei percorsi previsti per sospetti COVID e non. Sono alcune delle mansioni che i 250 studenti di Medicina che si sono offerti volontari hanno cominciato a svolgere per permettere ai sanitari di dedicarsi maggiormente ai compiti che imprescindibilmente devono essere svolti da personale altamente qualificato. In questo modo gli studenti potranno contribuire, coerentemente alle proprie competenze e conoscenze, alla risposta messa in campo dal SSR e dare “un po’ di respiro” al personale già occupato in tali mansioni». Così si legge nel comunicato stampa congiunto del Policlinico di S. Orsola e l’Azienda USL di Bologna.

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«Le associazioni studentesche del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, Gruppo Prometeo e Student Office, hanno offerto la propria collaborazione e così è nato “A UN METRO DA TE”, un progetto gestito da un gruppo di studenti in coordinamento con la direzione generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna e dell’Azienda USL di Bologna, con il contributo della Fondazione S. Orsola».

«Gli studenti hanno deciso di unirsi sotto lo slogan “A UN METRO DA TE” per dimostrare la volontà di essere vicini agli operatori impegnati in prima linea e alla popolazione – prosegue il comunicato – richiamando allo stesso tempo il rispetto delle fondamentali precauzioni per prevenire l’espandersi del contagio».

«All’indomani di una prima “call to action” si è costituito un team organizzativo composto da studenti provenienti da anni diversi e con backround variegati, ma uniti dalla disponibilità a offrire il proprio tempo e le proprie competenze a beneficio della comunità».

«Le attività pensate per “A UN METRO DA TE” sono tutte a misura di studente e prevedono le dovute precauzioni per evitare l’espansione del contagio e garantire la massima sicurezza possibile per i volontari e gli assistiti. La parola d’ordine che guida i lavori rimane in assoluto “prudenza”. In quanto studenti di medicina o neolaureati, i volontari sono chiamati ad agire seguendo le più rigorose indicazioni sanitarie, per riuscire in una impresa che vuole essere un utile aiuto alla battaglia che tutti stiamo combattendo».

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