Nutri e Previeni 10 Novembre 2016 10:23

Diete ricche di proteine animali. Svelato il meccanismo che fa dimagrire

Diete ricche di proteine animali. Svelato il meccanismo che fa dimagrire

dieta proteineUno studio pilota presentato al congresso annuale della Società di Endocrinologia, in corso nel Regno Unito, suggerisce che le diete ricche di carne e pesce aiutano a perdere peso. Il merito è di un enzima prodotto dalla digestione delle proteine che è in grado di attivare l’ormone della sazietà.

Esperimenti sui topi

Per testare gli effetti della fenilalanina, un amminoacido prodotto nell’intestino dopo il consumo di alimenti ricchi di proteine, i ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno condotto una serie di esperimenti.

Dapprima gli studiosi hanno somministrato ai topi una dose singola di questo enzima: quelli che l’avevano ricevuta mostravano un aumento dei livelli circolanti dell’ormone GLP-1, che sopprime l’appetito, e una riduzione dei livelli di grelina, ormone che stimola la fame. Inoltre, i topi che avevano ricevuto l’aminoacido tendevano anche a muoversi di più.

Successivamente, il team ha somministrato, per 7 giorni, dosi regolari di fenilalanina a topi con obesità indotta dalla dieta, confermando una riduzione di peso rispetto a quelli che non l’avevano ricevuta. Il motivo, hanno scoperto, è che la fenilalanina, si rivolge a un recettore sensibile al calcio (CaSR), responsabile dell’aumento dei livelli di GLP-1 e dell’abbassamento di quelli di grelina.

“Il nostro lavoro – spiegano i ricercatori – è il primo a dimostrare che l’attivazione del CaSR può sopprimere l’appetito e suggerisce l’uso di fenilalanina per stimolarlo e affrontare l’obesità”.

Articoli correlati
Giornata mondiale obesità: “Novo Io”, nuovo portale per supportare le persone che ne soffrono
Un sito web per accompagnare le persone in eccesso di peso in tutte le tappe del loro viaggio, dal riconoscimento della malattia all’avvio e al proseguimento del percorso di cura, attraverso una serie di strumenti, come articoli e video
Lilly, con un’installazione a Roma parte la campagna per cambiare la narrazione dell’obesità
Per “combattere” l’obesità occorre conoscerla, aderendo a una nuova narrazione che elimini lo stigma sociale e il senso di colpa di chi vive questa patologia
Diabete, Sid: “Aumenta obesità ed accelera declino cognitivo e invecchiamento”. Ecco perché
Gli esperti Sid: "Sovrappeso e obesità sono sempre più comuni tra gli individui con diabete di tipo 1. Ancora, l’eccesso di glucosio potrebbe accelerare il declino cognitivo e la perdita di funzionalità del compartimento staminale, tipica del diabete, è uno dei meccanismi alla base dell’invecchiamento"
Obesità e diabete: arriva in Italia tirzepatide
Via libera da AIFA a tirzepatide nel trattamento dell’obesità, del sovrappeso e del diabete di tipo 2. Il farmaco è il primo trattamento di una nuova classe terapeutica, che attiva sia i recettori ormonali del GIP, sia quelli del GLP-1. Tirzepatide è attualmente disponibile in classe CNN (classe C non negoziata)
In Italia l’obesità uccide 4 volte in più degli incidenti d’auto
Nel nostro paese l'obesità è in aumento esponenziale e sempre più "killer", con un numero di morti all'anno 4 volte superiore a quello degli incidenti d'auto, e una previsione, entro il 2035, di 1 adulto italiano su 3 obeso. E' l'allarme lanciato dalla Società italiana di nutrizione umana per sensibilizzare sull'importanza della sostenibilità alimentare e sull'adozione di scelte alimentari corrette, in grado di agire positivamente sia sull'uomo che sul pianeta
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti