Le infezioni sono già più che raddoppiate rispetto all’intero 2025. La commissione dell’Organizzazione panamericana della sanità valuterà la situazione epidemiologica dal 10 al 13 novembre
Negli Stati Uniti il morbillo torna a preoccupare le autorità sanitarie. Dall’inizio del 2026 sono stati confermati 4.588 casi, più del doppio rispetto ai 2.289 registrati nell’intero 2025. Un aumento che riaccende l’allarme sulla diffusione di una malattia prevenibile con la vaccinazione e mette a rischio lo status del Paese come territorio in cui il virus è stato eliminato. Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), aggiornati al 22 ottobre, il 96% dei contagi del 2026 è collegato a focolai epidemici. Dall’inizio dell’anno ne sono stati individuati 43 nuovi, che si aggiungono a quelli ancora attivi dal 2025. I casi sono stati segnalati in 46 Stati e nel District of Columbia. I Cdc riportano inoltre tre decessi, mentre la Pennsylvania, tra le aree più colpite, segnala una situazione particolarmente critica.
A preoccupare è soprattutto la riduzione delle coperture vaccinali. Negli Stati Uniti, la percentuale di bambini della scuola materna vaccinati contro morbillo, parotite e rosolia è scesa dal 95,2% dell’anno scolastico 2019-2020 al 92,4% nel 2025-2026. Secondo i Cdc, circa 280mila bambini non risultano adeguatamente protetti. Il dato è rilevante perché, per interrompere la trasmissione del virus e mantenere l’eliminazione del morbillo, è necessaria una copertura vaccinale elevata e omogenea, pari almeno al 95%. La soglia è indicata dall’Organizzazione panamericana della sanità (Paho), che richiama anche l’importanza della sorveglianza epidemiologica, della capacità diagnostica dei laboratori e della rapidità di risposta ai focolai. La situazione americana sarà esaminata dal 10 al 13 novembre dalla Commissione regionale di monitoraggio e riverifica per l’eliminazione del morbillo e della rosolia. L’organismo dovrà valutare lo stato della malattia nella Regione delle Americhe e verificare se i singoli Paesi mantengano i requisiti per essere considerati liberi dalla trasmissione endemica. Nel 2025, la ricomparsa della trasmissione endemica in Canada aveva già determinato la perdita dello status di regione libera dal morbillo per le Americhe.
Tra gli aspetti più delicati dell’epidemia c’è il rischio per le donne in gravidanza e i neonati. In Pennsylvania, dove al 26 ottobre erano stati registrati 1.398 casi in 44 contee, le autorità sanitarie hanno diffuso un’allerta rivolta ai professionisti sanitari per richiamare l’attenzione sulle possibili complicanze dell’infezione durante la gestazione e sul rischio di morbillo congenito. Secondo i dati riportati dai media statunitensi, nello Stato sarebbero state segnalate 66 donne che hanno contratto il virus durante la gravidanza e almeno sei neonati nati con il morbillo. Almeno due dei decessi registrati in Pennsylvania riguarderebbero neonati, anche se non è noto se le infezioni fossero congenite. L’emergenza ha spinto le autorità locali a rafforzare le iniziative di prevenzione. A New York, la governatrice Kathy Hochul ha dichiarato lo stato di emergenza per contrastare la diffusione del virus e annunciato misure per ampliare l’accesso alla vaccinazione. I dati statunitensi riportano al centro una questione fondamentale per la sanità pubblica: il mantenimento di elevate coperture vaccinali è essenziale per proteggere le persone più vulnerabili e impedire che una malattia prevenibile torni a circolare stabilmente nella popolazione.
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